Da un’antica forma del nome Pietro (Per, Peri, Pero) col suffisso -ùc che, secondo Frau 1995, è di uso limitato e di genesi non chiara, ma pare avere una funzione diminutiva (si incontra anche nei cognomi Pagnucco, Petrucco). Non escludiamo che qualche scrivano avesse usato il digramma ch per rendere il suono ç (quello di “cena") e che, in seguito, la pronuncia si fosse fatta influenzare, come spesso succede, dalla forma scritta; se riscontri archivistici comprovassero questa ipotesi il cognome Peruch sarebbe del tutto assimilabile a Perùz (vedi). I cognomi Peruchi, Perucci, Perucijs e Peruco dal Quattrocento sono presenti nel Cadore. Questo cognome è presente ai confini occidentali della nostra regione (soprattutto Sacile, ma anche Fontanafredda, Brugnera, Pordenone) ed ha una certa diffusione nella vicina provincia di Treviso.
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1447, 22 genn. don Antonio Perucho piev. di Turrida vicario di S. Marco Pordenone – fonda alt. S. Martino (ACR 380/1); 1729 Signora Marina Perocha Zaretti, fittuale della Chiesa di S. Liberale di Villotta di Chions (ASU CRS 843); 1796 Mattea di Gio. Batta Peruc (o Florian) q. Franc. q. Andrea da Pinidello, sposa Giuseppe da Dalt d.° Minetto (Filze); 1800 i Peruch detti Florian presenti a Fratta di Caneva (Luchini 1997).