Pilìn era un nome di persona in uso nel Medio Evo, probabile forma contratta di Pelegrìn: nel 1342 Pilerino cui dicitur Pilino de Vivario, Pilerino cui dicitur Pilina de Usaco, Pilerino dicto Pilino (Bortolami, 1997). In OT 140 Peregrinus dictus Pilinus. Nel 1316 a Udine olim domini Pilinotti (Moro, 1991). Nel 1336, in Val Pesarina, Iacobo quondam Pilini, Pilino de Avausa, Gusetto Pilini; nello stesso anno, a Udine, magistro Pilino cerdone de burgo Aquilegie e nel 1339 Pilino filio olim Feleti de Utino. A Tricesimo nel 1450 ricevei di pilin so fradi par i1⁄2 pesonal di forment s. xvii e nel 1487 Pauli Pilin. Nel 1348 a Moimacco pratum Jacobi Pilini (Ziani, 1999). Il cognome Pillìn, tipico di Celante di Castelnovo (1450 Colau de Pelin de Celant; 1576 Zuanne di Pellino Celant), si è trapiantato massicciamente a Spilimbergo. Con un precedente di cronaca nera: a Spilimbergo, il 18 giugno 1356, venne pronunciata una sentenza contro tal Pillino fu Domenico da Ruins di Carnia, accusato dal nobile Valterpertoldo di Spilimbergo di aver commesso parecchi omicidi. Il Pillino fu riconosciuto colpevole e condannato alla decapitazione (Spagnolo, 1994).
fonts
1299, 21 giugno Pelegrino detto Pilino (anche Pilini, Pillini, Pillinini ) di Buja (ANU 2221); 1357 Nicolò detto Cudei q. Pilino da Tricesimo (ANU 4983); 1360, 10 sett. testa Nicolò d.° Cudeo q. Pilino da Tricesimo – erede il f. Pilino (ANU 4983); 1462 Pillino di Chiarisà (Osp. 338). Biasutti: da Pellegrino, come risulta da documenti. 1488 Causa tra il nob. Nicolò di Spilimbergo e Antonio Pilini di Castelnovo (ASU Perusini 407); 1490, 13 genn. Leonardo Pillini q. Nic. di Castelnuovo abit. in Farla (ANU 3880); 1649 Francesco, Bartolomeo e Mattia f.lli q. Gio. Pilino di Fagagna, per 5 anni cedono 5 campi lì de la Statua a Girolamo Pecile (ANU 2059/1); 1750 Osualdo Pilin d.° Pirissutto di Castelnuovo, pastor sul Monte Chiaas (ASU Gortani I parte doc. 11.166); 1817 Antonio Pilin di Giovanni nato nel 1792 a Nespoledo, contadino, sposa Giacoma Giacomuzza di Pellegrino da Colloredo (A.P. Colloredo di Prato).