Tu âs cirût la peraule
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Sala
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cognons

Sala
Nome di diversi centri abitati, fra cui uno in provincia di Treviso e uno in provincia di Belluno, diversi in Lombardia (nella nostra regione Sale è una borgatella di Buja). Nello Schedario Corgnali: 1273 Henrico de Sala a Gemona; 1422 domum Petri de Sala a Buja; 1510 Mainardo da Salla de Anpezo; 1518 Ser L.do di Salla de Tulmezo; 1542 Lorenzo da Salla de Forno de Sotto abitante in Valvason. Si trova a Forni di Sotto, Udine, Cordenóns, Pordenone, Spilimbergo, Gorizia (più diffuso in altre regioni).
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1406, 21 marzo Ser Guidone Sala da Padova vicecapitano di S. Vito al Tagl. (Osp. 112,138); 1438, 29 ott. Nicolò de la Sala d.° Nichil q. Ser Guido di Padova abit. S. Daniele (ANU 3975); 1453 Christophoro de Salla habit. in Chiarvaco, suo Legato alla Chiesa di San Michele di Vendoio (ASU CRS 837/1); 1527 Ser Orlando e Ser Alovisio Salla da S. Daniele figli di Franc. di Spilimbergo q. Antonio (ANU 3894); 1549, 15 sett. Sig. Francesco Sala o Salla cittad. di S. Daniele q. Ser Aloisio q. Ser Franc. Ant., in letto malato (ANU 3912); 1552, 26 aprile Giacomina f. q. nob. Simone Salla di S. Daniele testa: sepoltura in tomba nobb. Salla in chiesa S. Michele (ANU 3917); 1555 Teseo q. Alessandro Sala notaio in Udine (ASU); 1580, 13 dic. nob. Gio. Paolo Sala (o Salla ) cittad. S. Daniele insieme col comune di Villanova fa presentare citaz. al gastaldo Giulio Valconio (AAU Filze); 1589, 27 marzo Lazaro Sala (o a Salla ) q. Natal de Forni Sotto deve £ 276.10 a G.B. Pacifico de S. Daniele (ANU 3931); 1589 Giacomo e Nicolò f.lli Stainero di Udine – il vicario patriarc. aggiudica loro l’ottava parte di utili e oneri della eredità del q. Teseo Salla (AB); 1631 M.° Christofolo et Zuane Paolo suo figliolo Salla di Canpo Longo fittuali nobb. Savorgnan (ASU di Toppo 110); 1647 Batta q. Bernardin di Sala (o Salla ) di Chiarvaco cede beni ai nobb. Colloredo (ASU Perusini 558.6); 1665 Nicolò Salle (anche Sala ) di Valvasone, teste (ASU CRS 834); 1666, 15 genn. Alessandro Sala di Udine accusato di sortilegio amoroso (ACAU – Inq. pr. 414-528); 1701 Zuanne Salla di Forno di Sotto tessaro in Ragogna, teste (ASU CRS 399/2); 1732, 29 genn. Ignazio Sala di Antonio da Valvasone accusato di eresia, avendo detto: “che per sedurre donne, se predestinati, si poteva peccare”. Al termine del processo il Sala dichiara: “... costituito personalmente, et inginocchiato avanti a Voi Rev.mo Padre Maestro Marcantonio Crivelli... avendo avanti agli occhi miei sacrosanti Evangelij, quali tocco con Le proprie Mani, giuro che sempre hò creduto, Credo adesso e con L’aiuto di Dio crederò sempre per l’avvenire tutto quello che tiene, crede, predica, et insegna La Santa Cattolica et Apostolica Romana Chiesa...” (ACAU – Inq. pr. 779); 1745, 14 maggio Giorgio Sala da Valvasone – accusato di invocazione demonio per avere danaro – chiede venia (ACAU – Inqpr. 865); 1780 presente a S. Gio. di Casarsa, proveniente da Fusea, Francesco Mazzolini di Giobatta, sposato con Anna Sala di Valvasone (Luchini 1995); 1785 Gio. Batta q. Gio. Batta Sala notaio da Forni di Sotto (ASU).
Salamànt
In un documento cividalese del XIII secolo appare una Coculla mari Salamant; a Osoppo, nello stesso secolo, c’era un Johannes Siliman. Il nome è di lontana origine germanica ma, siccome è rarissimo in Friuli ed è frequente in Toscana (sempre nel XIII secolo) come Silimanno, Corgnali 1965-67 ritiene lecito supporre che sia arrivato in Friuli dalla citata regione italiana. Nello Schedario Corgnali: 1350 Salemano speciario de Carnea; 1346 Salemanus filius Johannis textoris de Barbeano. Presente a Cividale.
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1593 Juri Salamont si è comunicato in Chiesa S. Pietro di Gorizia (ACAU 724/1); 1763 Marina di Urbano Salamont q. Pietro q. Gregorio da Podpechio (Prepotto) sposa Andrea q. Gius. Muz di Prepotischis (Filze); 1818, 17 febb. don Matteo Salamant da Prepotto (da Salamant fraz. del Comune di Castello di Monte) il padre Mattia gli fa patrim. eccl. £ 3218 (AB).
Salamón
Variante del nome di persona Salomón (it. Salomone). Nello Schedario Corgnali: 1267 Salamone a Gemona; 1272 terra Selemonis de Poç a Gemona; 1284 Selemone Patan a Gemona; 1360 Salamon di Gemona a Pordenone; 1393 Silimonus de Noyareto Schunchyato a Udine. Presente a Porcia, Pordenone (1399 petitionibus Samuelis judei filii Salomonis judei), Sacile.
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1500 Vinesio di Zuane di Salomone di Flumignano, fittuale (ASU CRS 139/2); 1542 Ant.° et Batista q. Salomon Pescador de Chions cede beni ai nobb. Panigai (ASU Panigai 215); 1544 Locazione dei nobb. Panigai a Battista Salomon di Chions d’un terreno arativo et Prativo con piante 14 de arbori et vide 237 in loco detto il Maian (ASU Panigai 215); 1579, 27 maggio Ioannes Dominicus Salamonius cancellarius magnificae communitatis Utini (Masutti 1991); 1582 Salamonis q. Mathia Salamonis de Flambro, teste in Vuircho (ASU CRS 844 bis); 1588, 13 ag. Angelo Gannis di Beltrame – famiglio de Colau Salamon degan di Flambro (ACR 635/1); 1613 Heredi q. Batta di Anzolo Salimon di Chions, fittuali nobb. Panigai (ASU Panigai 128.2); 1624 Simon Salamonis della Vicinia di Flumignano (ASU Florio 251); 1746 Marco Salamon della Vicinia di Turriacco (ACAU 744/4); 1789 nob. Marco Salamon q. Giorgio da Zara, alfiere abit. in Palmanova (AB); 1815, 8 nov. Giovanni Tassile di Giacomo nato nel 1764 in Torsa, villico, sposa Cattarina Sallomona figlia di Valentino Sallomon di Pocenia (A.P. Muzzana).
Salanitri
Diffuso a Termini Imerese (PA), Messina, Catania; come Salanitro a Palermo, Caltanissetta, Catania e Motta S. Giovanni (RC). La forma Salanitri è presente a Udine. Caracausi 1993 lo farebbe derivare, seppur con formula dubitativa, da un originario toponimo Salnitro, connesso con salnitro “nitrato di potassio". In alternativa propone la voce salentina salamitru “geco", mentre il siciliano conosce salamida o salamita (da cui il cognome Salamita) per lo stesso significato.
Salata
Alla base pare essere un soprannome foggiato sulla voce settentrionale salàta “insalata", a indicare una persona che prediligeva tale cibo (Rapelli, 1995). Presente a Varmo (più diffuso nel Veneto dove, tra l’altro, appare indigeno della zona collinare a cavallo tra le province di Verona e Vicenza). Nello Schedario Corgnali: 1558 Luca Salata de Chions; 1567 q. Mathio Salata del barbier a Chions. Per il cognome siciliano Salata (Vittoria in prov. di RG) Caracausi 1993 propone semplicemente il femminile dell’aggettivo salato.
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1548 Vendizione di Luca q. Mathio detto Salatta de Chions ai nobb. Panigai d’un pezzo de terra in luoco detto La del Sil (ASU Panigai 215); 1613 Andrea Salata di Chions fittuale nobb. Panigai (ASU Panigai 128.2).
Salateo
Cognome che troviamo una prima volta sul Collio: 1488 Leonardo Saliteo dei Colli condannato in Cormons per ingiurie al nob. Federico cancell. di Gorizia a s. 25 per l’ingiuria e a duc. 25 di riparaz. a Federico (che aveva chiesto 300 duc.) (ANU 728). Documentato a Lucinico nel 1507 (Schedario Corgnali) e a Gorizia dalla fine dello stesso secolo con Salateo Joseph dottore. Ha l’aspetto di una trasposizione dotta (sulla falsariga di “carnico" che è diventato Carneo) di cognomi documentati nello stesso periodo come Salatelo, Sallathel e una Salatela Lenchia moglie di Joseph. Alla base di questo cognome pare essere il sale e qualche mestiere ad esso legato.
Salatìn
Probabile variante di Saladìn, versione veneta di Saladino, nome di persona che è una ripresa storico-letteraria del nome del grande sultano d’Egitto e di Palestina e Siria, in arabo Salah ad-din “giustizia della religione" capo dei Musulmani contro i Crociati, morto nel 1193, personaggio di un’ ampia letteratura, epica e novellistica, anche popolare (De Felice, 1986). In Europa il suo nome è dapprima pronunciato solo con odio e terrore, ma poi si fa strada una valutazione meno ristretta e faziosa e Dante lo colloca nel Limbo, fra i grandi spiriti che non sono in Paradiso solo perchè non conobbero Cristo (La Stella, 1993). Nel 1443 un lenart saladin è documentato a Venzone. Il cognome si trova a Cordignano (TV) dove c’è una Strada dei Salatin a Villa di Villa; presente pure a Pordenone, Caneva, Annone Veneto. Così A. Cauz in “Toponomastica cordignanese", 1992: “La famiglia Salatin, forse discendente da un ramo degli Scotti di Fregona detto Salatino, facoltosi proprietari terrieri, è presente a Cordignano dal ‘500. Alcuni suoi componenti esercitarono in quel secolo la professione di notaio (Giovanni, Giuseppe, Antonio, Giobatta, Andrea), altri abbracciarono la carriera ecclesiastica: Andrea Salatino fu pievano a San Cassiano all’inizio del ‘500, lo stesso che nel 1507 aveva istituito nella parrocchiale lo juspatronato della sua famiglia sull’altare dei santi Martino e Sebastiano; Luigi Saladino ricoprì la stessa carica due decenni dopo e fu quello che ci lasciò memoria scritta della famosa carestia del 1527-28, a causa della quale nella sola parrocchia di San Cassiano erano morte di fame e di malattie da denutrizione ben mille persone, quasi metà della popolazione stimata; altri componenti la stessa famiglia furono sacerdoti nel ‘600 e ‘700, ricoprendo incarichi in parrocchia e come precettori privati. Assente da Cordignano per circa 60 anni, la famiglia vi riprese dimora nel 1728 con i coniugi Antonio e Angela ".
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1507 don Andrea Salatini da S. Cassiano Meschio (AB); 1510 Franc. q. Ser Gio. de Salatino abit. in Sacile – professore di grammatica (AB); 1546, 4 dic. don Pirrino Salatino, piev. S. Cassian Meschio (Acta); 1559 Antonio Salatino q. Ser Franc. notaio in Cordignano (AB); 1615, 8 marzo don Marco Salatini, -o di Bartolomeo da Bavaroi di Orsago – dimissorie e tonsura e 2 minori (Filze).
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