Tu âs cirût la peraule
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Sant

cognons

Dal Santo
Dal non di persone talian Santo. Presint a San Stin.
De Santa
Dal non di femine Santa. Tipic di For Disore; presint a Udin.
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1543, ai 15 di Març Nicolò De Santa q. Stefano da Socchieve delegato dal Comune a Comprar biade (ANU 3902); 1583, ai 13 di Novembar Antonio De Santa da Forni di Sopra – praeco juratus Comunis (ACU Iura frat. SS 125); 1583 D. Joanne Baptista à Santa de Portusgr.ij (ASU CRS 389/2); 1650 Ser Biasio di Santa – suo Legato in Fraterna Latisanotta (ASU CRS 250/3); 1648 Ser Francesco Di Santa di Udine abitante in Tricesimo (AB); 1664, ai 16 di Avrîl Ser Francesco Di Santa stimador della vicinia di borgo Prachiuso a Udine (Masutti 1991); 1678, ai 16 di Jugn m.° Pietro d’Anzutto detto Casa Santa anni 70 da Forni di Sopra (Filze); 1709 Giacoma di Osvaldo De Santa q. Gio. Batta da Forni di Sopra sposa Osvaldo di Pietro Coradazzo (Filze); 1791, ai 3 di Fevrâr Osvaldo Di Santa q. Valent. a. 23 da Coderno sposa Giovanna Linzi da Grions – lui da 8 anni a VE nella fabbrica di polvere di Cipro in Calle di Cà Priuli agli Scalzi insieme con Natale q. Gio. Maria Marigo (Filze); 1795 Angelo di Valent. Di Santa q. Osvaldo q. Giac. q. Nadal da Coderno sposa Lucia di Santo q. Antonio Di Santa pure da Coderno (Filze); 1938 al mûr il teolic Fortunato De Santa, vescul di Sessa Aurunca. Al jere nassût a For Disore tal 1862 (Nazzi, 1992); 1938 De Santa 41 fameis a Vîc di For Disore (Corgnali).
De Santi, De Santis
Dal non di persone Santo. Dutis dôs lis formis si cjatin a Pordenon (De Santi al è ben rapresentât tal Venit); De Santis ancje a Monfalcon (slargjât te Italie meridionâl e centrâl).
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1564, ai 19 di Avrîl Marcantonio e Francesco De Santis f.lli figli di Alvise famiglia oriunda da Verona abit. Udine contrada S. Bernardino (Testium); 1665 Joannes de Sanctis calderaris de Utino, debitore del Capitolo di Aquileia in Sub Sylva di Palmada (ASU CRS 7/1 bis); 1683 Jacobus de Sanctis q. Bernardo Nodaro in Arba (ASU CRS 9/3); 1696 m.° Pietro di Santo di Portogr.° (ASU CRS 389/3); 1718, ai 19 di Novembar Ser Antonio Maria Dè Santi q. Bernardino di Roma – teste in Udine nel monast. S. Domenico di Via Viola (ACR 737/3); 1752 d.no Santo de Santi della Confr. SS.ma Concez. di Portogr. (ASU CRS 389/5); 1780 Sig. Giacomo de Santis, gastaldo Fraterna S. Antonio Abbate di Portogr.° (ASU CRS 386/3).
Del Santo
Dal non di persone talian Santo. Presint a Pordenon. Te forme Del Sant a Saronis (Cjanive).
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1650 i Del Sant presints a Saronis (Cjanive), oriunts di Francenigo (Luchini, 1997); 1738 Antonio del Santo, cameraro dell Fraterna dei SS.ti Rocco e Sebastiano di San Quirino (ASU CRS 448).
Di Sàntolo
Santul al è cui che "al ten a batisim o a cresime il fi di un altri, a pet dal batiât o dal cresemât" (NP). In sens figurât santul al vûl dî ancje “protetôr, persone buine di fâ favôrs" e, come che e dîs la detule, Cui che al à santui al à colaçs. Chest cognon al è tipic di Peonis, frazion dal comun di Trasaghis, che si cjate intune posizion biele su lis rivis dal Tiliment. Chi, tal 1940, a jerin ben 55 fameis clamadis Di Santolo. Une des primis atestazions e je dai 27 di Març dal 1585 cuant che, denant dai incuisitôrs dal Sant Ufici, dâts adun te glesie di Sant Francesc a Udin, si presentà pari Francesco Cecone, plevan di Osôf, che al contà che “Nicolò del Santolo della villa di Peonis suo parochiano avanti che fusse publicato l’editto del Santo Officio, et doppo anco ha detto publicamente che nè vescovo, nè vicario, nè frate, nè prete, nè Papa il prohibiva che non mangi onto, ovi, formaggio, latte, et quel che gli pare, il che disse nella villa di Peonis predetta " (Stefanutti P., in “Val dal Lâc", SFF, 1987). Atestazions seguitivis si cjatin tai libris de plêf di Osôf, che Peonis e faseve part: 1625 Dominica filia Joannis à Santolo de Peonis; 1627 Domenego di Santul di Peonis.
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1524, ai 23 di Zenâr Santolo di Peonis teste in S. Daniele (ANU); 1543, ai 30 di Març Floriano f. di Santolo di Peonis (ANU 3928); 1585, ai 27 di Març Nicolò del Santolo da Peonis accusato di uso di cibi proibiti (ACAU – Inq. pr. 144); 1750 Chiara di Santolo da Peonis vedova di Giacomo di Antonio Di Giannantonio q. Osvaldo q. Zuane da Avasinis sposa Giacomo Del Bianco di Pietro di Giacomo detto Pillon di Avasinis (Filze); 1754 Zuanne Santulin di Peonis, dimorante in Verzegnis, teste (ASU CRS 841/1); 1765 Giuliano di Girol. Del Negro q. Gio. q. Girol. q. Nicolò da Peonis sposa Maria di Giovanni Di Santolo e di Domenica Del Negro pure da Peonis (Filze); 1785 Giovanni Giacomo Desantolo q. Leonardo notaio da Peonis (ASU); 1818 Domenico Santolo di Tomaso nato in Pozzuolo nel 1794, contadino, sposa Gioseffa Zanina di Gio. Batta Zanino di Carpeneto (A.P. Cjarpenêt); 1938 Di Santolo 55 fameis a Peonis (Corgnali).
Sant
Il nome di persona Sant era, un tempo, abbastanza in auge e, da questo, il cognome. Documentato come soprannome a Spilimbergo nel 1342: Odoricus dictus Sanctus (Bortolami, 1997). Nello Schedario Corgnali: 1287 Petrum dictum Sant a Gemona; 1450 Toni Sant de Gramoglian. Il cognome è diffuso a Tricesimo dove nel 1450 è ricordato un pieri sant (tra le frazioni soprattutto Fraelacco), con buona presenza a Cassacco e Udine. Si può riscontrare anche a Buja, San Giovanni al Natisone, Treppo Grande, Tarvisio. Un certo Nardo Sant di Adorgnano, nel luglio del 1866 era a caccia di uccelli da richiamo, presso le falde occidentali del Montemaggiore. Sentì un fringuello, il cui verso toccava il massimo limite conosciuto: 33 sillabe (il Brehm ed il Lenz riferiscono il massimo verso di 19 sillabe). Incurante di ogni possibile disagio e facendo tacere i più impellenti bisogni del corpo, lo seguì tra i monti oltre il confine politico, finchè riuscì a catturarlo. La sua gioia era al colmo; ma s’avvide di trovarsi tra gente che parlava una lingua a lui ignota. Egli era presso Idria, senza passaporto e senza denaro. Fu condotto in caserma, fu interrogato e minacciato di prigione, perché in possesso d’un uccello. Ebbe la presenza di spirito di dire che gli era fuggito di gabbia. Gli credettero, e lo accompagnarono al confine. Giunse a casa il quarto giorno dalla partenza, stanco sfinito da non potersi reggere in piedi, ma sorridente; mentre i suoi familiari lo davano per morto. (da Giuseppe Costantini, Versi e voci di alcuni uccelli – Note folcloriche, Ce fastu?, anno VII, n. 8-10, 1931, p. 8).
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1428 Felice q. Nicolò Santo (o De Santo ) notaio di Tricesimo (ASU): questi, in Tricesimo, è il primo di undici notai a nome Sant, Santi, Santo, de Santi, de Santo, l’ultimo ha terminato la sua professione nel 1731; 1447 Pietro Sant q. Cristof. da Adorgnano aveva affittato campo in Tricesimo a Nic. Righilino di Vendoglio (ANU 4983); 1457 divisione tra Nic. e Lazaro q. Ant. Sant di S. Andrat Iudrio (ANU 711); 1463, 7 genn. Giacomo Sant di Pietro di Adorgnano in lite con Dom.co Malizia (ANU 3877); 1481, 15 genn. Giacomo Candussi di Liunacco teste per Giacomo Sant (ANU 3882); 1535 Sebastianus Sant (o Sancti ) de Adorgnano (ASU CRS 1/1); 1541 Jacobus Sanctus de Treppo Parvo, suo Legato alla Chiesa di S. Michele di Vendoio (ASU CRS 837/1); 1558, 22 maggio Antonio Sant q. Pietro di Adorgnano ora abit. in Fraelacco – il Comune di Adorgnano nomina procur. in causa contro lui che pretendeva continuar a pascolare su quel di Adorgnano ma il Comune di Adorgnano lo aveva pegnorato (ANU 4984); 1568, 28 sett. Battista q. Simone della Toffola di Sant di Adorgnano – teste (BAU Cart. nuovi); 1688 don Vincentius Sant (o Santo ) de Adorgnano è sacerdote (ACAU); 1694 m.° Antonio Sant già cameriere del Co. Pietro Pacasso di S. Daniele ora servitore in Casa dei nobb. Colloredo a Udine (ASU Perusini 713.2); 1709 Batta e consorti Sant di Buja possiedono un pezzo di Terra arrativa nelle pertin. di San Salvador loco d.° Sopra il Corno (ASU Perusini 754.9); 1713 Valentin et F.lli Santi d’Adorgnano, coloni Nobb. Valentinis (ASU Martina 559 n. 4.8); 1714 si trova in Raspano (ASU CRS 400/1); 1752 Rev. Dom.co Santi parroco di Treppo Grande (ASU CRS 526); 1756 Gioseffo Sant, cameraro Fraterna S. Nicolò di Cassacco (ASU CRS 41); 1759 Giuseppe q. Lonardo Sant di Monastetto, paga Livello all’Altare del SS.mo Crocifisso di Tricesimo (ASU CRS 526/1); 1775 Gianbatta Sant, cameraro della Confr. del SS.mo Nome di Gesù di Vergnacco (ASU CRS 840); 1815 Valentino Berlasso di Michele nato in Pozzuolo nel 1797, agricoltore, sposa Maria Sant di Leonardo da Pozzuolo (A.P. Pozzuolo); 1815 Antonio Paolino nato a Travesio nel 1789 servitore abit. in Udine figlio di Giacomo di Castel nuovo, artiere, sposa Maria Anna Sant di Leonardo nata a Tavagnacco nel 1780, serva abit. Udine (A.P. Udine-Duomo); 1816 Giovanni Sant di Giuseppe nato nel 1760 a Pozzuolo, vedovo, agricoltore, sposa Lucia Cantarutta nata nel 1763 in Castions, vedova e figlia di Sebastiano Cantarutto nativo di Rosazzo (A.P. Pozzuolo); 1816 Giuseppe Sant di Leonardo agricoltore da Tavagnacco sposa Lucia Degiorgio di Bernardino di Adegliacco domic. in Tavagnacco (A.P. Reana).
Santarelli
Dal nome di persona Santarello. Poco rappresentato nella nostra regione (Gorizia), proviene da altre contrade italiane dove è più diffuso (Marche, Abruzzi, Umbria, ecc.).
Santarossa
In mancanza di riscontri archivistici formuliamo la banale ipotesi che risalga a una Santa (nome di persona) dai capelli rossi. Secondo Dal Cin 1997 alla base di questo cognome si troverebbe un nome di località: una cappella od una chiesa dedicata a Santa Rosa (quindi la doppia esse sarebbe dovuta ad errore di trascrizione o ipercorrettismo). Molto frequente a Pordenone e Porcia; ben rappresentato a Brugnera, Fiume Veneto, Fontanafredda, Prata, Azzano Decimo; buona la presenza a Cordenóns, San Quirino, Sacile, Zoppola; sporadico in altri centri del Friuli occidentale. Si veda la pubblicazione di Ernesto e Sandro Santarossa I Santarossa detti Lucon di Brugnera, Maron, San Cassiano e Tamai, 2002.
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1588, 6 febb. Francesco di Santa Rossa q. Paolo di Paussis (Palse) servo di Antonio Rizzardi di Rorai gr. (ANU 3939); 1627 Santa Rossa località in territorio di Palse con chiesa di S. Rossa e un rivo detto Rizzuol (ACR 353/1); 1729 Gaetano Santarossa di Palse, fittuale (ASU CRS 346); 1763 Gaetano Santarossa, cameraro Chiesa di S. Martino di Palse (ASU CRS 346); 1843 presenti a Casarsa Paolo Santarossa di Angelo detti Conean, mercanti e Angelo Santarossa di Giovanni (Luchini 1995); 1848 nasce a Pasiano Marianna Santarossa (Begotti 1986).
Santellani
Da un soprannome *Santellano indicante una persona nativa di Santella, frazione di Concesio in provincia di Brescia (Rapelli, 1995). De Stefani, Tesi preferisce invece l’antico veneziano sentella “scintilla, briciola", anche perchè, almeno per i Santellani carnici, la scrittura ufficiale è stata per secoli Sentellani (1556 Petrus q. Bernardinj sentellanj de Invillino). Il cognome sarebbe assimilabile, quindi, a Falischia e Faleschini (vedi). Nello Schedario Corgnali: 1601 Piero Santilana de Invillino; 1609 Jo. Marchiol Santelano ad Invillino; 1637 Pantaleon Sentelano podestà de Invill.°. Oltre che a Invillino di Villa Santina si trova a Portogruaro.
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1463 Leonardus q. Dominici Sentelani di Invillino, in Zuglio (ASU CRS 847/1); 1725 m.° Pantaleone q. Girolamo Sentellano di Invillino, debitore della Fraglia della B.V. Consolazione di Tolmezzo (ASU CRS 522); 1788 Leonarda di Valent. q. Leon. q. Gio. q. Gio. Leonardo Santellano da Invillino sp. Gio. Domenico di Osvaldo Brovedano di Invillino (Filze).
Santi
Dal nome di persona Santo (fr. Sant). Nello Schedario Corgnali: sec. XIV Santi de Rivignano; 1524 Santi a Muscoli. Presente a Buja (qui il toponimo Sants: case ed orti in Ursinìns Piccolo, a poche decine di metri dalla piazzetta di S. Giuseppe), Udine, Pordenone.
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1487, 14 maggio muore Laurentius Sancti da Udine, già cameraro dell’Osp. di Udine (Osp. 291); 1502, 7 marzo Antonio Santi di Maniago citato da nob. Franc. q. Simone di Maniago (ANU 3885); 1587 Nicolò q. Francesco Santo notaio in Udine (ASU); 1613 Simon q. Floreani Santi de Peonis (ASU Barnaba-App. 2.2); 1649 Sig. Francesco Santi di Arba, teste (ASU CRS 8/1); 1696 Pier Antonio de Sanctis notaio Arba e Claut (AB); 1741 Batta Santo in Vicinia Codroipo (ASU Bertoli 31.2); 1742 don Gio. Domenico Santi parr. Treppo Gr. – sigillo nobiliare (AB); 1782, 13 dic. rinuncia dopo 56 anni di parroco, ne aveva di anni 85. Era zio del Sig. Rodolfo Barnaba di Buia (Filze); 1801 don Franc. q. Dom.co Santi di Buia, il f.llo Michele gli fa patrim. eccl. (AB).
Santìn, Santini
Diminutivo del nome di persona Sant(o). Nello Schedario Corgnali: 1365 q. d.ni Santini a Pordenone; 1586 Jacomo della Santina de Risan. La forma Santìn, di gran lunga più diffusa, si trova nel Friuli occidentale, soprattutto a Sacile, Fiaschetti di Caneva (a Fiaschetti anche un borgo Santìn), Azzano Decimo, Cordenóns, San Vito al Tagliamento, Fontanafredda, Polcenigo (soprattutto Mezzomonte e San Giovanni), Chións, Pordenone… Santini si trova a Udine e Pordenone, ma è più rappresentato nel Padovano.
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1310 don Santino da Sedegliano – teste (AB); 1579 Matia Santin, fittuale Fraterna di S.ta Maria dei Battuti di Codroipo (ASU CRS 191/7); 1602, 16 sett. m.° Iseppo d’Aprilis q. Mattio fabbro Pordenone – era della Fraterna di S. Alò – suo f.llo m.° Santin era Gastaldo della Confraternita Battuti (ACR 358/1); 1613 Simon q. Floreani Santi de Peonis (ASU Barnaba-App. 2.2); 1613 Eredi q. Dom.go Santin di Chions, fittuali nobb. Panigai (ASU Panigai 128.2); 1624 i Santin presenti a Sarone e Fiaschetti di Caneva (Luchini 1997); 1650 Santino della Monte a Mezzomonte di Polcenigo (Fadelli 1996); 1660 Hon. Ser Franc.co Santino, cameraro della Fraterna di S. Antonio Abbate di Udine (AAO ms. 1003); 1683, 26 luglio Maria Santina moglie di Barba Santin da Trivià (Tiveriacco ) accusata di magia terapeutica. La sua denunciante racconta: ... Padre, per sgravare la mia coscienza, per zelo della fede, e perché il mio Confessore me lo ha imposto, son venuta avanti P. Vostra à denonciare, come la settimana passata chi fu li 21 del mese di luglio che siamo dentro, Madonna Maria Santina moglie di Barba Santin, l’età della quale ignoro, se bene mostrava essere vecchia grisa della Villa di Trivià, capitò a casa mia, e mi raccontò come già due anni dal mese di luglio viagiando alle volte di Gemona, portando all’Hosta del hosteria della Tomba, la qual hosta si chiama Madonna Sandri delle pezze Cucite in un cesto, nel passare il fiume della Ledra, fù portata dà mano invisibile nel profondo, e nel mezo della stessa Ledra, e fù distesa sotto l’aque in forma di croce, et essendo stata così un pochetto fù portata fuori tutta bagnata, senza perciò che havesse perduto cosa alcuna, essendosi ritrovata la corona nella mani, et il cesto con le pezze dentro il braccio. Nel rappresentarmi questo fatto pigliò un legno, che si ritrovava in mia casa, et con questo fece una croce per terra, dimostrandomi La Forma nella quale fù distesa sotto le aque del fiume. Con questa occasione mi disse di più, che se volevo mio marito qual lo vedeva infermo, dovessi io portare a benedire la stringa delle braghesse, con il fazzoletto, et anco lo stesso mio marito, e detto questo si partì. Ritornata poi il giorno seguente mi addimandò se lo aveva condotto a benedire, e se pure havevo portate le stringhe delle braghesse; et rispondendogli io di nò, mi replicò con istanza grandissima che altro modo di liberarlo non vi era, che questo, e che dovesse fare in tutte maniere quanto mi ordinava (ACAU – Inq. pr. 547); 1691, 26 genn. Daniele, Giacomo, Pietro e Lorenzo di Ser Vincenzo q. Dom. Santin da Azzano – la Confr. S. Nic. di S. Vito Tagl. affitta loro il maso in Azzano (ACR 452/4); 1691 Piero Santin della Monte a Mezzomonte di Polcenigo (Fadelli 1996); 1732 Ser Rinaldo q. Lorenzo Santini de Meza Monte, debitore della Fraterna di S. Rocco di Polcenigo (ASU CRS 352); 1757 Giacomo Santinon della Vicinia di Chions (ASU CRS 48); 1757 Ser Dom.co q. Nicolò Santin di Dardago, cede beni alla Scuola del SS.mo Rosario di Dardago (ASU CRS 209); 1763 Ser Pietro q. Dom.co Santin d.° Tres, Consigliere della Scuola SS.mo Rosario di Dardago (ASU CRS 209); 1766 Osgualdo Santin, Gastaldo Scola SS.mo Rosario d’Azzano (ASU CRS 22); 1826 Giovanni Bonas di Antonio nato in Sacile nel 1800, villico, sposa Rosa Santin di Giovanni da S. Giovanni al Tempio (A.P. Sacile); 1849 nasce a Pasiano Marianna Santin (Begotti 1986); 1888 Il signor Francesco Santin di Azzano X, ma da qualche anno stabilitosi a Pordenone, completa la ricostruzione del campanile della Chiesa di S. Marco di Pordenone (Candiani 1902); 1917 il Soldato Luigi Santin del 232° reggimento Fanteria “Avellino” nato nel 1898 a Cordenons, muore a Caporetto nel corso del primo conflitto mondiale (Ongaro-Piccolo, 2005); 1936 giungono a Domanins, provenienti da Pasiano, Adele Tondat vedova di Giacinto Santin (Luchini 1982).
Santón
Accrescitivo del nome di persona Santo. Cognome con una certa diffusione nel Veneto; presente a Bertiolo.
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1604 Zuane di Santon da Tore fittuale Sigg. Popaite (ASU Popaite 6.4); 1758 Giacomo Santon, fittuale in Bagnara (ASU CRS 206/1).
Santorini
Diminutivo di Santòro (vedi). Presente a Spilimbergo.
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1481, 15 sett. Santorino q. m.° Gio. di Spilimbergo prende a fitto terreno in Dignano da conv. S. Pietro M. Udine (ANU 3881); Biasutti: capostipite? 1537, 17 aprile Ser Attilio Santorio f. q. Ser Isidoro e f.lli da Spilimbergo vende campo in Dignano a Ser Ant. q. m.° Franc. de Rubeis di S. Daniele per 10 duc. (ANU 3894); 1569, 3 febb. don Gius. Santorio da Spilimbergo aveva avuto lite al foro di Concordia e poi il suo avvocato Dom. Brutto e il cancell. Ottavio Coluzio lo avevan fatto scomunicare per non averli pagati (Extraordinariorum); 1583, 7 marzo Ser Antonio del Martello q. Ser Pietro aromatario di Venezia insieme con Ser Angelo q. Ser Gio. Santoreno di Venezia prende casa a fitto da nob. Giulio Sini in S. Daniele sulla piazza a duc. 20 l’anno (ANU 3941); 1727 Nob. Gio. Antonio Santorini (o Santonini ) di Spilimbergo (ASU CRS 497/2); 1733 Cecilia figlia del nob. Sig. Gio. Ant. Santorini nobili di Spilimbergo si fa benedettina col nome di Suor Maria Benvenuta – dote duc. 800 (ACR 496/11); 1794 il cittad. Gio. Ant. Santorini di Spilimb. fittuale in S. Vito (ASU CRS 451/4); 1802 Antonio Della Torre da Pordenone pubblica nel “Giornale di Padova” uno studio sulla macchina da filar seta, inventata dal Santorini di Spilimbergo (Candiani anno 1902); 1817 muore Giovanni Antonio Santorini, imprenditore e inventore. Era nato a Spilimbergo nel 1754 da un’illustre famiglia spilimberghese di origine veneziana che si stabilì nel Friuli occidentale nel 1594 (Angelillo 2002).
Santoro
Cognome diffuso soprattutto nell’Italia meridionale. Secondo De Felice 1978 è la cognominizzazione di un originario nome medioevale Santòro tratto dalla denominazione latina Dies festus o Ecclesia sanctorum omnium, cioè “Festa o Comunione di tutti i Santi" (con sanctorum genitivo plurale di sanctus “santo"). Presente a Udine, Gorizia, Monfalcone.
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1525, 31 luglio Ser Seidero de Santoro (anche dei Santi ) di Spilimbergo precettore di discepoli – si assume per 2 anni a dozzina per insegnargli grammat. Franc. di Ser Nic. Pigra abitante a Tricesimo per duc. 16 annui (ANU 4984); 1551, 21 ott. Tacito Santoro da Dignano citato avanti gastaldo di S. Daniele (ANU 3927).
Santùz
Dal nome di persona Sant(o), più un suffisso diminutivo-vezzeggiativo un tempo frequente. Nello Schedario Corgnali: 1539 Bastian de Santuzo a Pordenone. Presente a Maniago (e a Vittorio Veneto). Nel 1595, 30 dic. Romana Santuzzi da Saletto accusata di magia terapeutica e maleficio (ACAU – Inq. pr. 280).
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