Diminutivo dell’aggettivo “vecchio", divenuto soprannome e, quindi, cognome. Cognome diffusissimo a Trieste; in Friuli è caratteristico di Capriva e Moraro e si può trovare a Cormóns, Gorizia, Monfalcone, Ronchi, Porcia, Udine.
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1568 Vechiet de Saciletto (Corgnali); 1583 Giacomo, Giuseppe e Girolamo f.lli Vecchietti di Farra di Isonzo q. Gregorio Vecchietto q. Giac. Bino di Rodeano (ACR 728/1); 1614, 14 genn. don Gio. Maria Vecchietto di Gradisca è sacerdote (ACAU); 1691, 30 ag. don Giacomo Vecchietti (anche De Senibus ) nato nel 1667 q. Gius. da Moraro il f.llo Biagio gli fa patrim. eccl. (Patrimoni); 1693, 30 genn. il co. Ant. della Torre e Valsassina gli dà la cappella di Spessa perché sia promosso al presbiterato (Filze); 1697 Ser Girolamo Vechiet Giurato Vicinia di Moraro (ACAU 716/3); 1697 Gioseffo Vechiet di San Leonardo (tra Campolongo e Ruda) fittuale Girolamo Savorgnan della Bandiera (ASU Fondo Di Toppo 113); 1800 Marco Vecchietti Capo Casa in Belvedere (ACAU 733/2); 1809 Gio. Batta Vecchiet colono in Aquileia (ASU Della Torre/B 30); 1810 Nicolò q. Giac. e Figli Vecchiet di Crauglio, fitt. nobb. Zucco (ASU Zucco 58); 1944, febb. muore don Mirko Vecchiet di Trieste. Nato nel 1902, ordinato sacerdote nel 1933, parroco di Bogliuno in Istria, fu prelevato dai tedeschi (pare non avesse voluto consegnare loro il registro dei battezzati dove attingere dati sui parrocchiani rastrellati), imprigionato nel carcere triestino del Coroneo e quindi internato nel campo di concentramento di Dachau in Germania, dove morì (Santi e Martiri).