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bar
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bilingue

bar
  • 1

    s.m.inv. bar Copia

    [FO] (ambient là che si cjolin alcolics, cafè, bevandis, panins e sim.)
    andiamo al bar a bere una birra = anìn al bar a bevi une bire
    in questa piazza ci sono quattro bar = su cheste place a son cuatri bars
  • 2

    s.m.inv. bar Copia

    [CO] (mobil bar)
    prendi una bibita dal bar = cjol sù une bibite dal bar

locuzioni

    frigorifero bar
  • [BU], [TS] (vedi frigobar)
  • piano bar
  • piano barCopia
    [CO] (bar viert la sere là che si pues scoltâ musiche dal vîf, soredut di piano)
  • single bar
  • bar par singuiCopia
    [CO] (bar frecuentât di personis che no àn compagn, li che al è facil cognossi un compagn o une compagne par metisi dongje)
  • snack bar
  • barCopia
    [CO] (bar là che al è pussibil mangjuçâ alc, panins, mirindis e sim.)

monolingue

bar s.m.
Ambient là che si pues bevi alcolics, cafè, bevandis e là che si pues mangjâ robe svelte, no cusinade
esempi
"i plaseve lâ cui amis al bar a viodi la partide"
da "Si clamave Bastian" di Margarite Cogôi
"il Shell al slargjave la cjarte [topografiche] sul taulin dal bar e al segnave cul dêt la strade"
da "La strade come un destin" di Dino Virgili
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cognomi

Barabas
Cognome di Castions di Zoppola. Nel 1767 Antonio e Cugini Barabassi, fittuali Scuola di S. Marco e Ilario di Castions di Porzia (ASU CRS 42).
Baracchini, Baracchino
Come Barachino (vedi). La forma Baracchini è presente soprattutto a Buja (secondo Biasutti è qui frequente dal Quattrocento: 1431 Subeta uxor Mucii Barachini; 1471 Barachino q. Daniele Zoioso; qui anche il toponimo Braide Barachìne: arativo sulla destra della Ursinìns Piccolo Avilla, prima di giungere alle prime case di quest’ultima località) e, secondariamente, a Majano. La forma Baracchino si trova a Majano (qui il toponimo Casa Baracchino nella mappa IGM).
fonti
1274 nob. Barachino Serniano; 1471, 9 ottobre Barachino q. Daniele Zoioso di Buia teste in Artegna (ANU 4983); 1486, 12 luglio Mathiuso detto barachino de Buja – da dar per saselli doidevinoper£5eperorzocontuttalapolentaconzi18=£ 90 s. 12 p. 8 (Osp. 241); 1490, 5 agosto Giovanni q. Barachino di Buia compra livello 1 St fr. (ANU 3880); 1536, 5 dicembre Gio. Barachino di Buia aveva ronco su monte di Buia (ANU 3894); 1544 Ser Pietro Barachin q. Gio. da Buia mercante di buoi (ANU 2059); 1561, 5 novembre Leonardo Barrachino q. Simone di Buia – deve 2 St. frum. a m.° Giac. fabbro q. Angelo puiati di Buia (ANU 3930); 1564 Pietro q. Gio. Barachino vende un Prado posto in Mels chiamato “te Marsure” al Mag.co Antonio di Pers (ASU Barnaba 6.11); 1574, 11 agosto m.° Michele Barachino sarto di Udine S. Lucia – rinunzia ad affitto di una braida fuori porta Villalta di c. 6 di m.° Giac. Cavalcanti (Mandatorum); 1596, 13 ottobre Ser Antonio Baracchino q. Pietro da Buia prende fitto prato in territ. Maiano (ANU 3941); 1665 Mattia Barachino, colono in Mayano del Monastero del Gonfalone di Venzone (ASU CRS 839/2); 1688, 25 febbraio Mattia Baracchino q. Leonardo da Maiano prende duc. 10 livello Confr. SS.mo e Rosario (AB); 1711, 3 luglio Andrea Barachino q. Leonardo d.° Gnus da Maiano – testa – 2 mogli predefunte Valentina e Giacoma – eredi i figli (ACR 254/4); 1714 testamento di Ser Andrea Barachino q. Leonardo di Majano (ASU CRS 254); 1734 Mattia Baracchino notaio da Buia (ASU); 1739 Leonardo Baracchino di Andrea q. Leonardo q. Mattia da Maiano sposa Caterina di Andrea D’Agosto (Filze); 1748 Domenico Barachino di Buia accusato da Leon. q. Gio. Barachino di insegnati sortilegi amorosi con abuso Messa (S. Uff. 945); 1761 Sig. Domenico Barachino bottegaio Buia – fornisce olio a chiese (ACR 35); 1765, 17 settembre Zuane Barachino di Giacomo anni 42 di Buia – a Roma per 24 anni – era stato al servizio dell’Ambasciatore Veneto a Roma (AB); 1802 don Dominicus Barachini de Buja è sacerdote (ACAU).
Baracetti
Probabilmente dal paese di Baracêt (it. Barazzetto in com. di Coseano). Il significato è quello di “groviglio di rovi"; non è da escludere, perciò, che alla base di questo cognome ci possa essere anche un microtoponimo (ad es. nel 1455 a Gracco di Rigolato in loco dicto Barazeit de supra via, juxta viam per quam itur in Gorto; nel 1462 a Buja uno prato sito in pertinentijis de Buya in loco vocato Baraçeto che quasi sicuramente è l’attuale Baracêt, località tra il Battiferro di Tomba e Andreuzza). Cognome presente soprattutto a Codroipo e, poi, a Udine, Moruzzo e Pordenone. Nello Schedario Biasutti troviamo che i Baracetti sono numerosi a Rivolto dal Quattrocento.
fonti
1498, 6 gennaio Baracetti Giacomo e f.lli da Rivolto rissa coi Bertuzzi di Lonca mentre prendevano l’acqua santa nel cimitero di Rivolto (ANU 245); 1514 divisione tra Leonardo e Nicolò f.lli q. Dom. Barazeti di Rivolto (ANU 247); 1626 i Baraceti presenti a Sile di Casarsa (Luchini, 1995); 1704 Isidoro Ceccati contro Pietro Baracetto, Dom.co Tiburzio e Antonio Bianco di Rivolto (ASU Someda 15); 1816 Francesco Biano di Gio. Batta nato a Plaino nel 1791, agricoltore, sposa Lucia Baracetta figlia di Giacomo Baraceto nata a Zampis nel 1791, contadina (A.P. Pagnacco); 1733 Giuseppe q. Valentino Barazzetto notaio da Rivolto (ASU); 1772 Sig. Leonardo Baraccetti procuratore e agente dei coo. Antonini (ACR 721/1); 1976 Arnaldo Baracetti, nato a Rivolto nel 1931, è deputato della Repubblica.
Barachino
Probabilmente non ha nulla a che vedere con le baracche; avevamo pensato ad una variante di birichìn “birichino, furbo" che (NP), detto di persona adulta, vale “malizioso, di poca fede". Nel NA si trova però un Matheus Barachinus e ciò potrebbe far cadere questa ipotesi, anche perché non ci risulta che la parola birichìn fosse nota al friulano del Trecento. Si potrebbe trattare, perciò, di un soprannome (di cui non capiamo il senso), o di un nome di persona medioevale (forse da Baracco, a sua volta dal germanico Baro). Nel 1431, tra i membri della confraternita di Santa Maria di Malotul di Buja si trova Subeta uxor Mucii Barachini (a Buja anche il toponimo Braide Barachìne). Il cognome è presente a Majano (qui il toponimo Casa Baracchino nella mappa IGM). Vedi anche Baracchini.
Baradèl, Baradello
Secondo N. Petris deriva da una forma base Baratta/Baratto/Baratti con suffisso venetizzante -èl di valore diminutivo (ma con una sfumatura ironica spesso adoperata per indicare una “birbanteria tipica dei discoli") e lenizione della -t- in -d-, pure tipica del veneto. In origine può essersi trattato, quindi, di un nome o soprannome di mestiere connesso col verbo barattare “scambiare merci e cose varie" e, in determinate situazioni, può essere passato a indicare non solo “chi baratta cianfrusaglie", ma anche un “funzionario pubblico disonesto, corrotto, che trae illecitamente utili dall’esercizio dalle mansioni affidategli". Secondo CI 147 questa spiegazione non è giustificata dal punto di vista fonetico e il cognome deriverebbe da un toponimo analogo (derivato da baro “macchia, cespuglio") attestato nel Veneto e in Lombardia. La forma Baradèl si trova a Gorizia, San Canziàn, Farra d’Isonzo, Santo Stino di Livenza, Cordenóns (e nella provincia di Venezia); Baradello a Ronchis di Latisana.
fonti
1713 Antonio Baradello notaio di Zoppola (AB); 1888 nasce a Ronchis don Giacomo Baradello – sarà parroco di Latisanotta – muore nel 1960 (ACAU).
Baratella
Dall’italiano arcaico baratta “contesa, contrasto, zuffa", divenuto soprannome ad indicare una persona attaccabrighe. Vi vedo uno dei nomi/soprannomi veneti uscenti in -èla, maschili nonostante la -a, come Batistèla, Zanèla, ecc. (Rapelli, 1995). Presente a Pordenone (abbastanza frequente nella provincia di Rovigo e si trova in altri luoghi del Veneto).
Barato, Baratto
Da baratto “scambio, compravendita". Entrambe le forme si trovano a Pordenone.
fonti
1346 Candidus dictus Baratius a Spilimbergo (Corgnali); 1412, 28 ottobre Nicolò Baratti (o Barate) q. Simone da Buia – debitore con Marcello q. Leon. di £ 14 a m.° Pietro fabbro q. Tomaso di S. Daniele (ANU 3873); 1421, 12 maggio Bandito da Buia perché accusato dell’omicidio di Antonio Dorigussii – suo padre Simone lo scolpa confessando davanti al notaio Ser Simone de Squaris di Venzone che lo aveva ucciso lui percuotendolo con un roncone sul capo; 1486 in loco dicto da Baratto a Pordenone (Corgnali); 1623, 16 giugno Il Luogotenente Giac. Trevisano decreta che Nicolò risultato innocente possa stare liberamente in Buia (ANU 3879); 1770 m.° Giambatta Barato, cameraro Fraterna B.V. dei Battuti di Prestento (ASU CRS 398/2); 1817 Giovanni Baratto di Pietro nato a Cavaso di Treviso nel 1792, lanajo domic. in Sacile, sposa Anna Maria Comin detta Sfalzin, filalana di Sacile (A.P. Sacile); 1822 Marco De Mejo di Lorenzo di Lozzo del Cadore, domic. in Sacile, sposa Maria Baratta di Pietro Baratto nativa di Cavaso domic. a Sacile (A.P. Sacile).
Barattìn, Barattini
Ha alla base il termine baratto “scambio, compravendita". Entrambe le forme sono presenti a Udine. Barattìn è cognome dell’Alpago e relativamente frequente ad Oderzo; Barattini è frequente nel comune di Carrara e si trova in parecchie località dell’Italia settentrionale.
fonti
1520, 26 giugno m.° Bernardino Baratini da Udine – il primo fra 3 cantori confermati dall’Osp. Udine (Osp. 291); 1544, 2 settembre Nicolò Baratini q. Franc. da Fornelli (S. Giorgio Nog.) testa – sano ma vecchio in Zuino – sepoltura in cimitero S. Giorgio (ANU 3986); 1724, 2 aprile Zorzi Baratino della vicinia di borgo Pracchiuso (Masutti, 1991); 1745 Ser Pietro Barati di Arzenutto (ASU CRS 834 Valvas.).
Barazza
Secondo Dal Cin (Susegana) potrebbe derivare da un soprannome formato sul friulano baràz “rovo". Il cognome, in realtà, sembra più veneto che friulano: nella nostra regione si trova soprattutto nella venetofona Sacile (appena rappresentato a Udine) e, per il resto, è ubicato nel Coneglianese. Non escludiamo una derivazione dal nome di persona medioevale Baro (vedi Baron, Barone, Barro, Barusso). Secondo CI 149 sarebbe da collegare ad un toponimo Baraz (da baro “macchia, cespuglio") presente nell’area di Conegliano Nello Schedario Corgnali: 1332 Paganolo Barazza de Mediolano a Udine. Un Aloisio Baraza è documentato nel 1505 a Colle Umberto (TV).
Barazzetti
Come Baracetti (vedi). Presente a Gorizia.
Barazzutti
È un diminutivo in -ùt del friulano baràz che significa “rovo" (nel 1405 a Gemona Item expendi in quatuor curribus barazorum ad faciendam barazatam super dicta maseria, soldos quinquaginta). In origine si sarà trattato di un microtoponimo, ma nel 1300 Barazuttum è documentato come nome di persona a Begliano (comune di San Canzian d’Isonzo), e nel 1319 Barazzutti Pietro f. di Venuto calz. abit. Gemona affitta a Nic. di Sesto q. Gio. di Avasinis (leggo anche Levasinis) terra in Avasinis retta da Cunsio figlio di Baraço de Avasinis (Biasutti): da qui si potrebbe dedurre che Barazzutti / Baraçut potesse essere patronimico dal nome di persona Baraç, forse da collegarsi, più che a baraç “rovo", al nome medioevale Baro (vedi Barro, Barón, Barusso, ecc.). Questo cognome sembra caratteristico di Mena in com. di Cavazzo Carnico (1522 Floriano Barazuti; 1579 Leonardus filius Nicolai et Ursulae de Barazuttis de Menna) e di Forgaria. Presente anche a Udine, Tolmezzo, Vito d’Asio, Gemona (3 famiglie nel 1929), San Daniele, Buja. Nel 1592 la del sfoio del Barazutto a Santa Maria la Longa (qui nel Seicento il cognome Barazutto). A Buja il toponimo Baraçùt, case di Urbignacco, a destra e a sinistra della via per Zegliacco (Calligaro, 1925).
fonti
1325 Carusio filio q. Petri Baraçuti de Avasinis (Corgnali); 1330 Petrus dictus Baracius filius Bayuçe a Gemona (Corgnali); 1497, 23 gennaio Giovanni Barazzuti sarto consigliere e vicegiurato di S. Daniele (ANU 3896); 1512, 9 novembre Giovanni Barazzutti f.° di Candido di Mena – teste in S. Daniele (ANU 3897); 1516, 14 aprile Nic. q. Candidi Barazzuti di Mena di Cavazzo (ANU 3901); 1525 Ioanne Barazzutti de Forgaria (Corgnali); 1578, 23 maggio don Pietro Barazzutto di Aiello – il padre Giuseppe gli fa patrim. eccl. (Extraordinariorum); 1684 D.na Maria rel. q. Nicolò Barazzutto, fittuaria in Forgaria (ASU CRS 224/2); 1696, 30 agosto donna Paola q. Lorenzo Barazzutti già di Forgaria zia di don Girol. Paolino del Sig. Giacomo di S. Daniele e moglie poi di Ser Giac. Tomasino assegna a don Girol. in patrim. eccl. dei beni in Forgaria affitati a Zuanne e F.lli Barazzutti (Patrimoni); 1720 Domenica di Candido Barizut di Mena, Consorella della Fraterna della Centura di Tolmezzo (ASU CRS 522); 1743 Lucia di Gio. Batta Barazzutto Collino da Casiacco Forgaria sposa Gio. Batta di Antonio Lanfrit pure di Forgaria (Filze); 1758 Zuanne Barazutto di Forgaria, teste in Vito d’Asio (ASU CRS 844/1); 1759, 26 agosto Domenico Barazzutti q. Bastiano q. Ant. detto Tochel da Forgaria nato nel 1727 – fu a servire qua e là dopo i 14 anni tra cui a Moggio ove ebbe una fidanzata che sposò un altro – ora sposa Caterina Lorenzini serva nella Casa degli Eredi Pascoli a Zuglio e incinta (Filze); 1776, 5 agosto Sig. Gio. Batta Barazzutti deto Minin di Forgaria anni 28 – dopo la morte della moglie Domenica Molinaro sposa Anzola del Sig. Domenico Pasquali da Vito d’Asio (Filze); 1777, 28 aprile Ser Nicolò Barazzutto q. Candido da Mena anni 70 ascritto a Congreg. Anime S. Giacomo Udine (ACR 558/6); 1786, 14 febbraio Giovanni Barazzutti q. Gio. d.° Minin anni 37 da Forgaria da 16 anni abit. a Venezia sposa una putta di Venezia (Filze).
Barba
Da un soprannome dato ad una persona caratterizzata da una grande, o folta, o particolare barba. Cognome soprattutto del Sud Italia; presente a Gorizia.
fonti
1367 Gudrigutius dictus Barba de Purcillijs (Corgnali); 1506 Zuan Danel de la Barba da Villa nova fittuale Sigg. Popaite (ASU Popaite 2.1); 1560 Natalis del Barba a Codroipo (Corgnali); 1749 Antonio Barba d’Azzano (ASU CRS 22); 1761 Antonio del Barba di Cornino (ASU CRS 209).
Barbacetto
Secondo il NP barbacêt, in carnico barbacéit, significa “luogo incolto, invaso dai tassi barbassi". Questi ultimi si chiamano, in effetti, anche barbàce. Si tratta, quindi, di un microtoponimo. A riprova di ciò riportiamo quanto scriveva Giovanni Gortani in “Patria del Friuli" del 24.11.1904: “A Zovello fin dal 1300 esisteva una famiglia Di cuell; nel 1477 questa famiglia si chiamava De Colle. Un ramo d’essa possedeva dei beni nella località detta Barbacéit, presso Zovello. Nel 1544 questo nome locale si trasformò in Barbaceto...". Nel 1477 in villa de Zovello, in loco dicto Barbazeyt (Dell’Oste, 1999). Nello Schedario Biasutti troviamo che i Barbacetto dal Seicento sono numerosi a Zovello: questa frazione di Ravascletto ospita ancora un buon numero di De Colle e di... Barbacetto. Ora il cognome è presente anche a Paluzza. Gli aficionados del Manzoni ricorderanno che, fra le tante “erbacce" che invadevano la vigna abbandonata di Renzo, c’era il tasso barbasso, con le sue gran foglie lanose a terra, e lo stelo diritto all’aria, e le lunghe spighe sparse e come stellate di vivi fiori gialli...
fonti
1628 don Nicolò Barbaceto da Zovello è sacerdote (ACAU); 1714 Elena di Leonardo De Colle q. Pietro q. Leon. da Monaio sposa Pietro di Gerol. Barbacetto (Filze); 1778 Domenica di Osvaldo q. Pietro Barbaceto da Zovello sposa Zuanne di Dom. da Ravoreto (Filze).
Barbaglia
Cognome di Esemon di Sotto e Maiaso in comune di Enemonzo la cui spiegazione rimane incerta (De Stefani 2003, 272).
Barbana
Più che dall’isola in comune di Grado sarà da Barbana nel Collio, Barbana pri Fojani (SLO). A fine Cinquecento, in effetti, un Barbana di Piuma a Gorizia. Presente a Staranzano, Monfalcone, Terzo di Aquileja, Gorizia.
fonti
1493, 5 giugno divisione tra Giacomo e fratelli q. Franc. nobili de Barbana abit. Cividale (ANU 3885); 1501, 20 ottobre Pietro e Giorgio q. Franc. di Barbana nobili di Cividale vogliono ricorrere a Massimiliano re dei Romani contro molestia del Gastaldo di Cormons (ANU 727); 1577 Simon Barbana Juratus Communis Bagnaria (ASU Zucco 59).
Barbangelo
Da barba “zio" e dal nome Angelo. È molto raro e sparso nel Meridione, da dove forse proviene, ma attualmente presente soprattutto nel Nord (CI 150). Si trova a Gorizia.
Barbara
Dall’identico nome di donna. Sporadico in Friuli, è cognome soprattutto siciliano, in particolare della provincia di Trapani, e si ritrova in alcune aree dell’Italia meridionale.
fonti
1465 Ser Jacobi de Barbara civis Civitatis Austriae, teste Utini (ASU Zucco 58); 1590, 29 agosto Valentino di Barbara q. Canciano da Cortale abitante in Rizzolo – in porzione sedime Monast. S. Chiara Udine (ACR 622/2); 1620, 12 settembre Giovanni Barbara a. 21 di Giacomo q. Pietro da Mortegliano – il padre gli fa patrim. eccl. (Extraordinariorum).
Barbaresco
Da un aggettivo che indicava gli Arabi e i Saraceni presenti in varie zone italiane dall’VIII secolo all’età moderna (De Felice, 1978). Presente a Pordenone, Fiume Veneto e Pravisdomini. Oltre che in Friuli questo cognome si riscontra in Veneto e Piemonte.
Barbariccia
Da un soprannome dal significato evidente. Presente a Monfalcone.
Barbarino
Diminutivo del nome di persona Barbaro (vedi). Già nel NA si incontra un Dominicus Barbarinus de Bagnaria. Per i Barbarìn un tempo presenti a Zoppola la spiegazione è diversa in quanto risale al nome di mestiere “barbiere" (1422 Francisco de Barberio, de Zopola; 1423 Francisco Barberino de Zopola; 1460 Antonio Barberino; 1461 Antonio Barbitunsore) che, in epoca tardomedioevale, indicava anche chi svolgeva pratiche pseudomediche (dei Barbarìn sono attualmente presenti a Cordenóns). Per Resia, dove questo cognome è endemico, date le attestazioni seicentesche, ad es. 1657 Barberino a S. Giorgio di Resia (Corgnali), 1678 Dom.ca figlia di m.° Antonio Barberino di S.to Georgio sposa m.° Pietro figlio di Zuane Negro di Stolvizza (ASU CRS 288/6) e settecentesche (1743 Domenica di Zuanne q. Leon. q. Zuanne Barborini di S. Giorgio) si potrebbe pensare anche ad una derivazione dal nome femminile Barbara (si veda Barborini); successivamente: 1780 Zuane di Mattio q. Zuane q. Zuane q. Antonio Barbarino da Resia S. Giorgio sposa Domenica Longin di S. Giorgio (Schedario Biasutti). Presente a Udine. Barbarino è anche cognome siciliano e campano (CI 151).
Barbariòl
Probabile diminutivo di Barbaro (vedi). Si trova a Roveredo in Piano e Monfalcone.
fonti
1604 Bortolomio Mazzon (o Miazzon) Barbaruol et Donna Oria Sua moglie, fittuali Sigg. Popaite (ASU Popaite 6.4); 1636 Jseppo Barbarol di Rovoredo sotto Porzia fittuale nobb. Colloredo (ASU Perusini 568.2); 1651 Menego Barbarolo di Roveredo sotto Porcia, teste (ASU Perusini 741); 1743 Ser Gio. Batta q. Pietro Barbariolo (o Barberol) di Rovereto di Porcia (ASU CRS 410); 1776 don Simone Barbarioli coop. di S. Marco Pordenone (ACR 368/4); 1794 confessore ordinario Agostiniane Spilimbergo a £ 372 al semestre (ACR 492/3); 1792, 16 nov. m.° Gio. Batta Barbariol q. Dom.co da Roveredo Porcia (ACR 410/2).
Barbaro
Secondo De Felice 1978 si tratta di un cognome diffuso prevalentemente nel Sud, e sporadicamente nel Nord, ha origini e tradizioni diverse, spesso non più identificabili e distinguibili. Alla base possono infatti essere il nome latino Barbarus, formato dall’aggettivo barbarus che, in origine, significava “balbuziente", ma che poi significò “straniero", oppure un soprannome etnico, formato da bàrbaro, che poteva indicare sia i vari individui e gruppi germanici stanziatisi in Italia nell’alto Medio Evo, sia i non cristiani, e specialmente gli Arabi e i Saraceni presenti in varie zone italiane dall’VIII secolo all’età moderna. Nello Schedario Corgnali: 1339 presb. Barbaro de Fanna Canon. Concordiese; 1556 fra Tiberio Barbaro procurator del Convento di S. Lucia di Udine; 1569 Zuan Barbaro de Quals. Presente a Caorle, Pordenone e Udine (si riscontra nelle province di Venezia e Treviso, oltre che nel Meridione d’Italia).
fonti
Dal Quattrocento in Friuli abbiamo una lunga serie di Barbaro, come Patriarchi, Luogotenenti, Provveditori, ecc., provenienti da Venezia. 1510, 27 dicembre Gio. Antonio Barbaro Provveditore di Cividale (ANU 727); 1613, 19 settembre Francesco Barbaro patriarca – era in S. Daniele (Filze); 1563 Matrimonio e patti dottali tra il nob. Gio. Batta Panigai et la Mag.ca Sig.ra Zuana fu Cl.mo Ser Franc. Barbaro (ASU Panigai 215); 1615, 21 agosto Francesco Barbaro patriarca – era in S. Vito (Filze); 1618, 20 febbraio Antonio Barbaro, f.llo dei patriarchi – era venuto Generale dell’Armi nella Patria del Friuli (Guerra di Gradisca) – (Filze); 1678, 22 nov. Per la nascita di un figlio al Provv. Giacomo Barbaro, in Consiglio di Pordenone delibera un dono di 40 ducati (Candiani, 1902); 1715, 13 marzo Angelo Barbaro di Giovanni da Udine S. Giacomo (Filze); 1756 Maso del Nob. Barbaro d.° di Madama da Gorgo, in Lison (ASU CRS 498/2); 1762 Antonio Barbaro notaio di Udine (ASU); 1781 Nob. Sig. Alessandro Barbaro, fittuale della Fraterna di San Rocco di Morsano di Prata (ASU CRS 291); 1796, 11 luglio Zorzi Barbaro Provv. e Capitano di Pordenone (ACR 368/3); 1816 muore a Sacile Angela Barbaro di Giovanni di anni 71, tessitrice, nativa di Castel Franco (A.P. Sacile); 1866 Campagna del 1866: Marco Barbaro, volontario di Pordenone accorso in difesa della Patria, Milite (Candiani, 1902).
Barbarotto
Accrescitivo di Bàrbaro (vedi). Presente a Brugnera, Pordenone e Rivignano (si riscontra pure nelle province di Palermo ed Enna).
Barbasso
In antico veneziano barbasso era “il nome di una specie di gabbano ad uso di donna" (Boerio, alla voce barbazzòn). A Cividale, nel 1490, è documentato un Denel de q. Zuan Barbas. Nello Schedario Corgnali: 1535 Bertholum Barbassium a Cavalicco; 1559 Bernardin de Domeni Barbas de Chiavalì. Presente a Pordenone (è anche cognome siciliano caratteristico dell’Agrigentino).
fonti
1452, 17 marzo Giovanni Barbasso da Cavallicco – citato perché aveva tagliato raclos in prat di selva in Cavallicco di proprietà di Nic. Savorgnano retto da Indrico di Cavallicco e anche in Silva di Valo di Cavallicco (ANU 3877); 1494 Daniele, Mattia e Giacomo Barbassi da Orcenigo superiore – fittuali monast. Cella Cividale (ANU 731); 1533 Dom.co Barbas de Cavalico, fittuale Coo. della Torre (ASU Della Torre 38.3); 1562 Zuà de Dom.go Barbas et F.lli, fittuali in Cavalico dei Coo. della Torre (ASU Della Torre 29.16); 1573 Paolo Barbas di Predeman massaro dei Coo. Ottelio (ASU Romano 5).
Barbato
Da barba, con un suffisso tipicamente veneto. Presente a Pordenone. È cognome veneto (province di Padova e Venezia). L’identico cognome campano, molisano e siciliano sarà una continuazione del nome latino barbatus “barbuto" (CI 151).
fonti
1471 Franc. Barbato de Bonzaninis q. Ser Matteo di Udine notaio (AB); 1472 Antonio Barbato notaio di Udine (ASU); 1525, 18 sett. ... doctoris d. Alexandri Bonzanini q. ser Barbati notari de Utini (Della Porta 1991, 553 Curtine); 1528, 2 luglio Ser Antonio Barbato f. q. probiviri ser Nic. de Clericis Forno di Sopra abit. Udine contrada S.M. Maddalena – testa: ai ff. del f.llo ser Floreano in Forni tutti i beni pat. e mat. e la casa dello zio Michele in piazza da lui comperata (notaio Serafino q. ser Andrea de Bugattis de Mandello citt. di Udine); 1578 Antonio Barbato q. ser Floriano del chierico (= Clerici) notaio Forni Sopra (AB); 1736 M.° Franc. q. Jseppo Barbato di Aviano (ASU CRS 17/1).
Barbazza
Probabile spregiativo di barba e, quindi, in origine, si sarà trattato di un soprannome. Diffuso nel Veneto, presente a Montereale Valcellina e a Udine.
Barbei
Cognome presente a Nimis.
Barbera
Se Bàrbera è variante del nome Bàr- bara; se Barbèra è una forma dialettale per “barbiera". Cognome soprattutto siciliano e piemontese. Presente a Monfalcone.
fonti
1604 Madalena Barbera Gabella rel. q. Lenardo fittuale in Pordenon Sigg. Popaite di Magazeno (ASU Popaite 6.4); 1694 Dom.go q. Zulian della Barbera di Roveredo, teste (ASU CRS 410); 1735 m.° Antonio q. Dom.co della Barbera, fittuale della Fraterna dei S.ti Floriano e Sebastiano di Cordenons (ASU CRS 197).
Barberini
Come Barbèri (vedi), con un suffisso diminutivo. Diffuso in molte regioni italiane. Presente a Udine. Nel 1623 Simone Barberin era podestà di Ovoledo di Zoppola (Veronese, 1997); nel 1702 Francesco e Gesmano Barberino notai di Spilimbergo (Schedario Biasutti).
fonti
1504, 9 febb. Antonius Barberini Utini in burgo exteriori abitans vendidit nob. viro ser Antonio q. Rizzardi Sbrugli unum livellum... (Della Porta 1991, 553 Trepùt); 1695 Processo Zanussi contro Barberino di Spilimbergo (ASU Someda 26 bis); 1711 Gio. Batta Barberino in Spilimbergo, fittuale Chiesa Baseglia (ASU CRS 27).
Barberotto
Come Barbèri (vedi), con un suffisso accrescitivo. Presente a Brugnera.
Barbesàn
Probabile variante di Barbisàn (vedi). Si trova ad Azzano Decimo.
Barbesìn, Barbisìn
Forse dal veneziano barbìsi “mostacchi”, ”basette” (Boerio). Presente a Azzano Decimo, Pordenone e Cimpello di Fiume Veneto. Nel 1763 Menego Barbesin, debitore Scola SS.mo Rosario d’ Azzano (ASU CRS 22). Diamo qui attestazioni di cognomi derivati da un diminutivo di “barba”.
Barbetti
Probabile diminutivo di barba e, quindi, si sarà trattato, in origine, di un soprannome. Piuttosto diffuso a Udine.
fonti
1370, 7 luglio Martino detto Barbeta q. Maiucio di Gemona abit. a Udine – dona beni – bearzo e altre terre in Fraelaco (Osp. 101); 1497 Ser Francesco Barbetta notaio in Udine – sua moglie donna Laura comperò i miglioramenti fatti da Bissone Gottardo in una casa in via Rialto ove abitò sino al 1511 nel quale anno morì forse di peste (AB); 1564, 29 maggio Antonio q. Leon. Iutiz d.° Barbetta di Taipana carcerato per pagar £ 9 e s. 8 di guardie al Capitano di Tricesimo – Biasio q. Iurio Vaciz di Taipana suo garante (ANU 4986); 1577, 30 gennaio Ser Andrea Barbetta da Cividale oste in Pinzano (ANU 3921); 1578, 25 marzo Ser Girolamo Barbetta – trombetta del Comune Cividale – inoltre “fa l’essercitio di dressar ossi, et conzar quando sono usciti de luogo” e per far questo era entrato anche nei monasteri di Cividale (Filze); 1579, 11 marzo Bartolomeo Barbetta Cirugico in Cividale (Osp. 153/14); 1600, 28 novembre viene battezzata Paula di Zuan del Dean detto Barbetto et di Maria jugali di Paderno (Battesimi Paderno); 1627, 5 novembre Dionisio Barbetta – Impiccato nel luogo solito presso il Castello di Udine (Reg. Parr. Castello); 1656 Biasio Culavetta detto Barbetto da Paderno (AC) 609/3); 1658, 27 giugno don Carlo Barbetta ottiene a Roma le reliquie di S. Pellegrino che dona poi a Gemona (Extraordinariorum); 1664 divisione tra Biasio. Franc., Zuanne, Gio. Batta e Valent. f.lli q. Gioseffo Barbetto di Paderno (ACR 637/4); 1664, 16 aprile Ser Zuanne Barbetto, moltaro della vicinia di borgo Pracchiuso (Masutti, 1991); 1706, 30 giugno Pietro Gressani q. Cristoforo oriundo da Lauco abit. Paderno sposa Elisabetta di Ser Valent. Barbetta (Matrim. Paderno); 1741, 26 febb. Angelo Barbet (o Barbetto) q. Giovanni di anni 23 da Paderno – accusato di abuso di Sacramenti per andar ileso da qualunque sorte di arme. Nel corso del processo il Barbet tra l’altro dichiara: ... essendo all’osteria della Villa di Vat insieme con Paolo Giuliano abitante in Chiavriis, che esercita l’arte di fabro... Paolo m’insegnò, che andandomi a communicare mi togliessi di boca la particola, e la ponesi sotto la mamela sinistra su la carne nuda... e che così sarei stato sicuro, che nisuno mai m’avrebbe potuto offendere... (ACAU –Inq. pr. 834); 1797, 24 marzo Tomaso Barbetti di Udine – un incendio che “mise il terrore alla Città tutta e più ancora alli Vicini” distrugge la casa con tutto (salvati i figli che dormivano – era notte avanzata); 1816 Maddalena Barbetti nata in Udine nel 1785, serva in Casa Rubini, figlia di Leonardo pistore in Udine, sposa Gioachino Benfenati nato nel 1784 a Menervio sotto Bologna, linariolo abit. in Udine (A.P. Udine Redentore); 1822 Francesco Barbetto, fittuale del Co. Florio in Paderno (ASU Florio 254). Si veda anche Zucchiatti 2008, 30.
Barbiani
Diverse possibilità interpretative: da barba, o barbàn “zio", da barba “ornamento del mento" o dal nome di un pesce chiamato barbo o barbio. Ricordiamo, però, che Barbiano è il nome di più centri abitati (in prov. di Ravenna, Arezzo e Bolzano), e non possiamo escludere il concorso di Barbeano / Barbeàn, centro abitato presso Spilimbergo. Il cognome si trova a Cividale, Moimacco (qui documentato dal Settecento), Udine e Colloredo di Monte Albano. A Cassacco il toponimo Barbiâns: prati piani, rigati da siepi di ontani, in parte arativo, fino alla strada per Braidemate; si estendono a sud nel territorio di Tricesimo; nello stesso comune anche Barbiàn: torrentello che scorre sul fondo omonimo da est ad ovest e si getta nella Soima dopo aver servito, nel suo primo tratto, da confine col territorio di Tricesimo (Mattioni, 1923). Si tratta, con ogni probabilità, del Barbiàn che Desinan 1982 censisce a Tricesimo, al confine con Montegnacco (1295 Barbianum), e che sarebbe un prediale da Barbius. Nel comune di Cividale il toponimo Barbiano, quasi certamente dal cognome, si trova nella Carta topografica del Regno Lombardo-Veneto pubblicata nell’anno 1833; si trova come Barbiani nella prima tavoletta dell’Istituto geografico militare (anno 1891, tavoletta “Prepotto"); nella tavoletta del 1991 è Barbianis.
fonti
1405 Leonardo q. Venuti Barbiani a Udine (Corgnali); 1747, 12 luglio don Antonio Barbiano di Gio. Batta q. Dom.co da Carraria il padre gli fa patrim. eccl. (Patrimoni); 1755 coop. in Caporiacco (Filze); 1755 Capp. di Manzinello (ACR 602/1); 1749, 17 novembre Domenico Barbiano di Gio. Batta da Fornalis Rualis, osteria e fornace, vedovo q. Menega di Ant. Rosen con 4 creature sposa Caterina q. Stefano Vendramino da Quisca Begliana da 18 anni serva a Gramogliano (Filze); 1755 Franc. Barbiano di Remanzacco (ASU CRS 404/1); 1800 Sig. Dom.co Barbiano, fittuale in Prepotto (ASU CRS 398); 1815 Gion. Batta Barbiano nato in Cividale nel 1795, figlio di Giac. da Gagliano, sposa Marianna Petrussa di Antonio da Carraria (A.P. Cividale-S. Martino).
Barbiera
In origine avrà indicato la moglie del barbiere. Cognome siciliano. Presente a Udine.
Barbierato
Dal nome di mestiere “barbiere" con un suffisso tipicamente veneto. Presente a Udine.
Barbieri, Barbiero
Dal nome di mestiere “barbiere". In effetti a Gemona, nel Cinquecento, la stessa persona è indicata come Francesco Barbiero e Francisci tonsoris (Tomat, 2001). Barbieri si trova a Gorizia, Udine, Maniago, Pasiano di Pordenone, Monfalcone, Pozzuolo, San Giorgio di Nogaro. La forma Barbiero è ben rappresentata a Trivignano. Vedi anche Barberi.
fonti
1558 don Andrea de Barberiis da Silvella abit. a Gemona (Filze); 1590 Bartolomeo Barbieri notaio da Silvella (ASU); 1592 Andrea q. Bortolo Barbieri notaio da Silvella (ASU); 1598 Ser Giovanni de Barberiis sive Michulo de Silvella (ANU 3933): quindi quelli che saranno i nobili Micoli di Silvella si chiamavano Barberiis. 1422 Armelina di Siena q. Zannutto Barbiero, benefattrice dell’Ospedale S. Maria della Misericordia di Udine, con beni in Porta del Bon (Osp. 22); 1460 Mauritio Barbier degli Ettorei di Gemona, Lascia alla Chiesa di S.ta Maria di Codroipo una casa in Cortina vicina al cimiterio (ASU CRS 192/3); 1499 Marco del Barbier di Chions fittuale Dotor Lorenzo di Sumaga (ASU Panigai 215); 1504, 9 febb. Antonius barberius... (di Udine) vendidit nob. viro Antonio q. Rizzardo Sbruglio unum livellum... (Della Porta 1991, 553); 1523 Acquisto della Fraterna di S.ta Maria dei Battuti di Codroipo da Girolamo q. Franc. Barbiero d’un Livello perpetuo di Formento (ASU CRS 192/3); 1541 M.° Bastian Barbier de Sequalso in Arba (ASU CRS 8/1); 1543 Jacomo detto Moro et Bortolomio detto Bottan F.lli e figlioli del q. Falcomer del Barbier da Chions, cedono ai nobb. Panigai Terra posto in loco detto La del Maian (ASU Panigai 215); 1545 Vendicione di beni in Portogr.° fatta per Donna Maria relitta q. Nic.° Barbier Tonsor ai nobb. Panigai (ASU Panigai 215); 1555 M.° Ascanio del q. m.° Cosemo Barbier, fittuale Fraterna di S. Rocco di Pordenone (ASU CRS 372/1); 1562 Ser Lelio Barbiero d’Udene, fittuale Coo. della Torre per Casa in cui abita (ASU Della Torre 29.16); 1563, 21 aprile m.° Francesco e m.° Simon f.lli q. m.° Valent. del Barbier da Pinzano abit. Venezia per 22 duc. vendono a Andrea del Barbier e suo f.° Michele loro affini loro diritti su terre in Pinzano (ANU 3918); 1581 Vincenzo Barbier, teste in Pasian di sotto (ASU CRS 347/1); 1613 Eredi q. Liberal del Barbier di Chions fitt. nobb. Panigai (ASU Panigai 128.2); 1652, 17 sett. don Giovanni Micesio da Trivignano – il nob. Bernardo Guliota gli fa patrim. eccl. (Filze), nel 1663, 1 nov. accettato tra i Filippini di Udine – prima era precettore di scuola in casa dei conti Colloredo – compose poesie ital. e latino (AB), nel 1691, 7 febb. ammalato, testa: alla congregaz. Oratorio un pezzo terra in Galleriano e 400 ducati; dispensa (offerte ogni mese) ad ammalati Ospedale, ai carcerati, ai poveri; legato di un campo a Confrat. Agonizzanti; altre dispense alla cappella della S. Casa di Loreto in Udine, alla chiesa S. Teodoro di Trivignano, ai nipoti Dom. e Valent. Barbiero di Trivignano; erede vita durante la sorella Maria, poi la Pia Casa delle Convertite (AB), muore la sera del 23 maggio 1702; 1669 Rev. Marco Barbieri Capellano di Casa dei nobb. Priuli in Villa Turiaci Montis Falconi (ASU Bertoli 19.1); 1670, 22 aprile Gio. Francesco, notaio, Capitano di Pasian Schiavonesco – il Luogotenente stava per fare visita temporale – Conti Barbieri giusdicenti (Mandatorum); 1678, 2 maggio Teodoro di Domenico q. Angelo Barbiero da Trivignano – rivendica i beni perché le figlie non succedano (Filze); 1690 Eredi del q. Michiel Barbiero, fittuali in Trivignano dell’Abbazia di Moggio (ASU CRS 286/2); 1693 m.° Batta Barbieri Fabro di Sumaga (ASU CRS 386/2); 1703 Sig.ra Betta Barbieri fittuale in Sumaga (ASU CRS 498/2); 1733 Antonio Barbier degano di Vidulis (ASU Perusini 757.14); 1817 Orsola Barbiere di Antonio nata in Trevignano nel 1798, contadina, sposa Antonio Govetto di Giuseppe da Trevignano (A.P. Trivignano); 1887 La Filatura, Tessitura e tintoria di cotone di Pordenone viene rilevata dalla ditta Hermann, Barbieri & C. e nel 1887 dalla ditta Jenny Barbieri & C. e infine nell’anno 1895 dal Cotonificio Veneziano (Candiani, 1902).
Barbina
Probabilmente da un soprannome derivato da barbìn, “mento" o da barbìne “piccola barba". Barbina era anche nome di persona (CI 153). Un Barbinus sellarius nel 1317 a Udine. Abbastanza ben rappresentato a Mortegliano (1776 don Paolo Barbina di Ser Franc. q. Antonio) e Udine. Barbìn è nome di casato a Osoppo tra i Venchiarutti ed i Pezzetta.
fonti
1674 Lenardo Barbin di Cargnaco, fitt. Coo. della Torre (ASU Della Torre 19.1); 1948 Faustino Barbina, nato a Mortegliano nel 1900, deputato della Repubblica (Nazzi, 1992); 1980 Aldo Barbina, pubblicista, scrittore, nato a Udine nel 1934, vince il premio letterario “Leone di Muggia” (Nazzi, 1992).
Barbini
Probabilmente da “piccola barba". Vedi anche Barbina. Presente a Santo Stino di Livenza e Udine. È cognome diffuso a Venezia e nell’Italia centrale.
fonti
1348 Benvenuta dicta Vignudis filia q. Stephani Barbini de Venzono Utini habit (Corgnali); 1553 M.° Pasqualin Barbino fittuale in Udine nobb. Sbrojavaca (ASU Bertoli 19.1); 1739 Zuanne Fabro q. Zuanne Barbin detto Brussa di Claut (ASU CRS 186/2); 1788 Battista del Zotto d.° Barbin. fittuale della Fraterna del SS.mo Rosario di Tramonti di Sopra (ASU CRS 524).
Barbisin
Come Barbesìn (vedi). Presente a Pordenone.
Barbisàn
Probabilmente da Barbisano, centro abitato frazione di Pieve di Soligo, a occidente di Conegliano (prov. di Treviso), ma senza dimenticare il veneziano barbìsi “mostacchi" (Boerio). Cognome trevisano. Presente a Portogruaro, Pramaggiore e Pordenone.
Barbo
Cognome di origine istriana presente a Monfalcone (più diffuso a Trieste). Variante del nome Balbo (Bonifacio 2004, 45-46).
fonti
1730 Bastian Barbo Giudice della Comunità di Buje Istria (ASU Perusini 242); 1812 Pietro e Giacomo Barbo fù Franc. della Podestaria di Buje, Regno d’Italia (ASU Perusini 242).
Barbolàn
Cognome caratteristico di Collina di Forni Avoltri studiato da Enrico Agostinis 2001 che così scrive: “Tuttora largamente presente a Collina, è il primo nome che si incontra nell'anagrafe (Antonio di Leonardo, n. 1594), nonché il più frequente. Si tratta di un endemismo, con tutta probabilità autoctono: su un totale di 16 presenze in Italia, 5 sono a Collina ed i restanti 11 sono tutti emigrati o discendenti di emigrati. L’esistenza in loco di più nuclei familiari alla fine del XVI secolo lascia supporre una presenza già allora consolidata nel tempo e databile ad almeno tre generazioni addietro, ragion per cui la famiglia Barbolàn può essere annoverata, al pari di altre sei o sette, fra le “fondatrici" (od almeno primordiali) di Collina. L’origine del nome è incerta. L’antico, latineggiante Barbula / Barbule (per Barbulae ?) dell’anagrafe seicentesca farebbe pensare, più che alla radice barba “zio", che in latino di ritorno avrebbe semmai dato luogo ad un Barbulus maschile, peraltro mai rilevato, ad un diminutivo – vezzeggiativo del femminile latino barba “barba", quindi barbula “barbetta", da cui Barbulanus, a sua volta evolutosi nel già frequente Barbolano, e quindi nel definitivo Barbolan. È curioso notare, tra l’altro, come la forma veneto – friulana Barbolan sia infine prevalsa (è la sola, stabile forma moderna) sulla versione volgare / italiana Barbolano, ad essa contemporanea se non addirittura anteriore".
fonti
1621 Caterina di Leonardo Tamossy q. Piero q. Leonardo da Collina, sposa Zuane di Iacomo Barbolano (Filze); 1694 Leonardo Barbolano di Culina, estimatore (ASU Perusini 86); 1772 Matio Zacheo d.° Barbolan, cameraro della Confr. B.V. della Centura di Dannon (ASU CRS 6).
Barborini, Barburini
Probabilmente da Bàrbure “Barbara” con un suffisso diminutivo. Questa ipotesi è provata per i Barburino di Cortale (com. di Reana) grazie alle attestazioni reperite nello Schedario Biasutti: 1541 m.° Nicolò e m.° Canciano q. Giovanni della Barbora da Cortale; 1638 m.° Zuane q. Leonardo di Canciano della Barbora da Cortale; 1675 don Leonardo Barburino di m.° Gio. e Anna da Cortale; 1716 Gio. Batta Barborino de Barbura di m.° Canciano q. Gio. Batta q. Giovanni da Cortale. Nel 1327 Barnusino fabbro q. Giac. Barborino da Buja – teste in Gemona (Biasutti). Presente a Torsa di Pocenia come Barborini (attestato nel 1899) e a Reana in entrambe le forme.
fonti
1740 Rev.do Angelo e F.lli Barborini di Cortale (ASU CRS 399/1); 1845 Pietro di Batta Barborini fittuale Chiesa di Rizzolo (ASU Perusini 115); 1932 la famiglia di Bruno Barborini, pittore, nato a Torsa nel 1924, si trasferisce a Latina, dove ha inizio la sua vicenda di artista (Nazzi, 1992).
Barbàn
Barbàn può essere un termine di parentela col significato di “zio" (Johannes barbanus Picoli in SL), ma alla formazione di questo cognome potrebbe aver partecipato anche il nome di un centro abitato: Barbano di Grisignano di Zocco in provincia di Vicenza. Presente a Pordenone, Palazzolo e Gorizia (caratteristico di alcune aree venete). De Stefani 2003, 253-254 segnala la sua passata presenza a Cercivento: 1505 Jacobo Barbani de zerzevento superiori.
fonti
1621 Magistro Petro q. Bartholomei Barbani de Nimis incola Torlani, fittuale Confr. della B.V. dei Battuti di Nimis (ASU CRS 297/1); 1691, 7 novembre Giovanni Barban da Smirne – turco fatto cristiano – soldato in Palma nella Comp.ia del Capoleva Aran Bassà Simon Polich sposa Eva q. Andrea Iura da Sora nel Cragno (Extraordinariorum).
Barbèri
Una delle varianti di “barbiere", nome di mestiere. Cognome diffuso in molte regioni italiane (Sicilia, Toscana, Lazio, Piemonte, Trentino). Presente a Udine e Tarcento.
fonti
1460, 5 marzo nob. Agostino Barberio (o del Barbir) da Udine – le sue nobb. ff.e ed eredi fanno incantare un prato di 7 carri di fieno in Poz a Giac. q. Filippo di Ronchis (ANU 714); 1467, 21 dicembre Gio. q. Colao del Barbir da Silvella – teste (ANU 2057); 1506, 6 aprile m.° Candido tessitore abit. Albazana q. Daniele del Barbir di Silvella – testa volendo andare a Loreto – sua moglie Elena – eredi il f.° Gio. e maschi nascituri (ANU 3897); 1520, 15 febbraio Ser Gio. Antonio Barberio era gastaldo di Sedegliano (Osp. 189); 1564, 29 agosto Andrea de Barberiis abit. Gemona (Mandatorum); 1755, 28 gennaio p. Michelangelo Barberi milanese nominato conf. Terziarie Domenic. Udine – denunziato al S. Uffizio per sua inclinazione a sessualità sul tipo del Molinos e del Bosello – ma l’Inquisizione pensa si tratti di rivalità (S. Uff.).
Barbèrio
Dal nome di mestiere “barbiere". Si trova a Silvella (qui documentato dal Settecento) e Mereto di Tomba. Un cognome identico è tipicamente calabrese, ma si trova sparso in altre regioni del Sud Italia. Nel 1741 Batta Barberio, cameraro Fraterna di Consolazione di Silvella (ASU CRS 492/1).
Barbòt
Da un soprannome che significa “balbuziente". Non escludiamo un accrescitivo di barba. Abbastanza diffuso ad Aviano, presente a Udine.
fonti
1541 Antonio Barbot da S. Daniele – lapicida – teste in Cividale (AB); 1558 Bastian Barbott et Consorti de Arzine fitt. Sigg. Prodolone (ASU Colloredo-Mels III parte 100); 1587 Barbotti di Aviano – processo contro (ACRS 377); 1705 Ser Leon. q. Zenon Barbot di Aviano (ACR 20); 1594 Fedrigo et Mathio Barbottj de Pieve di Avian fittuali nobb. Colloredo (ASU Colloredo-Mels I parte 13.111); 1602 Dom.co Barbotto di Somprado, fittuale Chiesa SS. Maria e Giuliana d’Aviano (ASU CRS 16).
Barbón, Barbone, Barboni
Derivato dalla forma regionale veneta Barbón, soprannome che su tutta la costa dell’alto Adriatico ha la triglia di fango (Mullus barbatus), a causa delle barbe o barbigli. Il cognome Barboni, oltre che nel Veneto, è presente in altre aree italiane, ma in questo caso ha alla base un soprannome (Barbóne) riferito ad un uomo con la barba lunga e folta. Barboni è presente a Cesarolo, Latisana, San Michele al Tagliamento. La variante Barbón è presente a Castello di Brussa, Portogruaro, Summaga (Castellarin, 1989). Al di fuori dell’area indagata dal Castellarin troviamo Barbón a Pordenone e Barboni a Tavagnacco. Nel 1586 Antonio Barbon de Fagagna fitt. nobb. Colloredo (ASU Colloredo-Mels I parte 13.112). A Buja i toponimi Barbón, Li di Barbón e Barbóns: si spiegano col soprannome di famiglia Barbón che si trova tra i De Monte, gli Ursella, i Ghiraldo e i Cragnolini. “Chei di Barbon" is a family name in Buja. It means something like “long bearded". Where does it come from? According to the legend, Laurinç’s beard became all white because of a terrible fright. One day his friend Tony became taller and taller, so as to reach the first floor of Laurinç’s house. What do you think would happen to your beard and hair in such a case?! (da Lejendis atôr par Buje, Scuola elementare di Avilla di Buja, 1998).
Barbùi, Barbùio
Da Barbuglio, centro abitato in provincia di Rovigo. CI ritiene improbabile questa spiegazione e più verosimile un accostamento al cognome Barbòglio che, però, definisce “di origine incerta", ma da assimilarsi a significati quali “barba" o “borbottare". Barbùi è presente a Pordenone, Portogruaro, San Giorgio della Richinvelda, Cordovado, Gruaro, Teglio Veneto, Cinto Caomaggiore, Pramaggiore e Udine; Barbùio si trova a Fossalta di Portogruaro, Portogruaro (qui il toponimo Casa Barbuio nella mappa IGM) e Gruaro. Nel 1617 Barbuio don Gio. Vittore cappellano in Candide di Comelico (Biasutti). Si veda anche Zucchiatti 2008, 30.
fonti
1590 Ambrosino f. Jo. Barbui a Togliano (Corgnali); 1644 Gio. Maria Barbujo, fittuale in Concordia (ASU CRS 196/1); 1673 Eredi q. Lazaro Barbui di Giai, fittuali Fraterna S. Sebastiano di Sesto (ASU CRS 491/3); 1766 Lozazione fatta a Nadal Barbuggio (o Barbui) della Possessione di Bagnara (ASU CRS 206/1); 1782 Osualdo Barbui, cameraro della Chiesa di S. Liberale di Villotta di Chions (ASU CRS 843).
Barcobello
Forse da uno dei tanti centri abitati denominati Barco che si trovano in Italia (in com. di Pravisdomini, in prov. di Como, Firenze, Reggio Emilia, Trento, Verona...). In alcuni dialetti italiani barco significa “recinto, tettoia, stalla recintata" e simili. Il cognome è anticamente attestato a Tarcento dove c’è una via Borgobello; non siamo in possesso di attestazioni coeve del toponimo. Presente a Udine.
fonti
1371 in casa Bertulli dicti Sbarcobelli a Tarcento (Osp. 246, 16); 1397 Bertolo Barchobello cede livello a Fraterna B.V. dei Battuti di Tarcento (ASU CRS 511/1).
Bardella, Bardelli
Forse diminutivo del nome di persona Bardo, in uso nel Medio Evo, a sua volta forma abbreviata di nomi come Lombardo o Bernardo. Soprattutto per la forma Bardella (presente a Venezia, oltre che a Jesolo, Caorle, Latisana) non possiamo, però, trascurare il veneziano bardèla (a cui corrisponde il friulano bardèle) che significa “chiacchierone, linguacciuto"; un aggettivo, che può ben aver generato dei soprannomi e, quindi, dei cognomi. Secondo Soranzo 1996 si potrebbe configurare anche come un antico soprannome di mestiere tratto dalla barda “armatura a difesa del cavallo d’arme", da cui il verbo bardare “munire dei finimenti; caricare di abiti e accessori vistosi". Un soprannome Bardella si giustificherebbe col procedimento per il quale gli addetti a certe mansioni sono spesso designati col nome di un oggetto d’uso: nel Veneto sono, ad esempio, ancor oggi vivi i soprannomi di mazzocca per “imbianchino" e di mezza-cazzola per “manovale". Nello Schedario Corgnali: 1320 Artuyco Burdela de Aviano; 1322 Burdella de Braçaco; 1363 olim Pidrussy dicti Bardelli a Ciconicco. La forma Bardelli è presente a Udine. Il poeta flaibanese Argeo, nella poesia Gnot, ha inserito questa filastrocca che ricorda il cjant nojôs dal crot: Biele biele bardassele ferme ferme chê bardele; se a lis vot no ven dibot, ven usgnot, spiete là sot.
fonti
1524 Camillo Bardellino notaio (scritto Bardolini nel 1521) e cancelliere di Latisana sotto il N. H. Andrea Vendramini (Osp. Processi); 1539 M.° Ascanio Bardelin di Pordenon fittuale Sigg. Popaite (ASU Popaite 3.2); 1622, 23 marzo Isabella Bardello da Rubignacco accusata di magia (ACAU – Inq. pr. 810); 1711, 21 agosto don Domenico Bardellini del Sig. Gio. Batta da Sacile – il prozio materno Gaiotti don Dom.co vissuto da molti anni a Padova gli fa patrim. eccl. (Patrimoni); 1729 Daniel Bardelin del Borgo delle Fornaci di Pordenon, fittuale Sigg. Popaite (ASU Popaite 8.7); 2005 muore Antonio Bardelli, pioniere dei grandi magazzini in Friuli. Era nato a Udine nel 1914 (Nazzi, 2007).
Bardi
Dal nome di persona Bardo, in uso nel Medio Evo, a sua volta forma abbreviata di nomi come Lombardo o Bernardo (o, secondo qualcuno, ipocoristico dell’etnico “Longobardo"). Presente a Udine.
fonti
1319 Corzio de Bardis da Firenze abit. Udine (ANU 2225); 1374 Ser Sinibaldo de Bardis q. d.ni Castroni di Firenze abit. a Udine vende una selva presso S. Martino di Codroipo (Osp. 162,189); 1398 nob. Francesco figlio di Ser Bonaccorso q. Castono de Bardis da Firenze abit. in Venezia – per il padre, la madre Agnola e la sorella Caterina vende livello su detta selva (Osp. 162,190); 1656 Andrea Bardo, fittuale in S. Daniele (ASU CRS 413/1); 1742 Gio. Batta Bardi di Udine Poscolle, fittuale dei Coo. della Torre (ASU Della Torre 19.8).
Barducci
Come Bardi (vedi), ma in forma diminutivo-vezzeggiativa. Presente a Monfalcone, Sagrado, Udine.
Bardusco
Cognome presente a Gorizia. Nel 1866 Marco Bardusco negoziante di Udine (AB).
Bardìn, Bardini
Come Bardi (vedi), con l’aggiunta di un suffisso diminutivo. Bardìn si trova a Monfalcone, Bardini a Udine.
fonti
1662, 15 agosto p. Antonio Bardini zoccolante celebra in Palma (ACR 329/3); 1738 Giovanni Bardin di Poscol a Udine al Insegna S. Antonio acquista Botte Vino dalla Fam. Martina (ASU Martina 551.7).
Bardùs
Forse derivato da Baldùs (v. Baldusso) per rotacismo (la l si trasforma in r), oppure diminutivo in -ùs dell’antico nome germanico Bardo (che potrebbe anche essere forma abbreviata di nomi come Bernardo o Lombardo). Presente a Cividale (era tipico di Purgessimo dove rivela ancora qualche presenza: 1501 Pascha de Bardus; 1503 Jouana uxor Bardus; 1550 Nesa Bardus), Majano, San Giovanni al Natisone, Tarcento e Udine.
fonti
1685, 17 agosto Bardus don Paolo da Cividale gli era stato conferito l’altare di S. Caterina nel Duomo di cui privato don Valentino Baldassi per inadempienza messe e decime non pagate (AAU Filze); 1687, 17 marzo don Paolo Domenico Bardus di Zuanne da Purgessimo nato nell’anno 1660 – il padre gli fa patrim. eccl. – studiava sotto don Carlo Pantaleone (AB).
Barea
Cognome presente a Turriaco.
Barellini
Forse diminutivo di Barèl (vedi). Presente ad Aquileja: 1624 Li Heredi del q. M.° Zuane Barelino (o Baretino) di Aquilegia, fittuale nobb. Savorgnan (ASU Di Toppo 110).
Baresi
Etnico di Bari, città della Puglia. Presente a Gorizia dove, però, potrebbe trattarsi dei cognomi Barich e Bascar così italianizzati in epoca fascista.
fonti
1948 Silvano Baresi, avvocato, nato a Grado nel 1914, è deputato della Repubblica (Nazzi, 1992); 1958 muore a Gorizia l’architetto Silvano Baresi/Barich. Era nato a Castelnovo d’Istria nel 1884 (Nazzi, 1992).
Bari
Dal nome della città pugliese. Presente a Udine e Pordenone.
Baricelli
Cognome presente a Monfalcone.
Barile
In origine avrà indicato una persona che fabbricava barili (nome di mestiere), o sarà stato un nomignolo riferito ad una persona panciuta. Nel 1301 Liberale Barilli a Gemona (Corgnali). Il cognome è presente a Udine, Gorizia e Monfalcone. I Barile di Feletto e alcuni di Udine giunti negli anni Cinquanta da Jesi (AN).
Barillari
Si sarà trattato di un nome di mestiere riferito ad una persona che fabbricava barili. Analogo, quindi, a Bottai, Bottèr e al tedesco Fassbinder. Presente a Pordenone e Udine.
Barisón
Cognome veneto che, però, sembra derivare da un termine del dialetto milanese che significa “carrettonaio" (Olivieri,1923). Secondo Soranzo 1996 non è da escludere, però, la base germanica bera “orso", ampiamente diffusa nell’onomastica medioevale, ipotesi che farebbe rientrare questo cognome nella folta schiera della tradizione germanica. Di diversa opinione è Bonifacio 1996b (che sottolinea la primogenitura di tale spiegazione in Bonifacio 2010, 587), secondo il quale potrebbe trattarsi di “una variante per il passaggio p/b di Parison, ossia che si tratti di un alterato del noto cognome Parisi diffuso nel Nord Italia e di Parise diffuso nel Centro-Sud d’Italia, derivato dalla città di Parigi capitale della Francia". Presente ad Azzano Decimo e Udine (specifico di Maserà in prov. di Padova).
fonti
1602 Ser Andree Barisono a Sesto (Corgnali); 1643 Antonio Barison Vicario del Luogotenente (AB); 1820 Pietro Barison q. Franc. di Buje Istria (ASU Perusini 242); 1982 Emanuele Barison nato a Pordenone nel 1966, disegnatore alla Disney di Milano (Nazzi, 2002).
Baritussio
Presente a Paluzza e Treppo Carnico (Zenodis): nel 1620 Franciscus q. Leonardi Baritusii de Zenodis (De Stefani 2003, 265). Nello Schedario Corgnali: 1365 Petrus dictus Baritus olim Abati de Pagnacho; 1530 Chiandit Barituz ad Ampezzo. Nello Schedario Biasutti: 1643 Pietro di Bernardo q. Zuane Baritussi di Zenodis sposa Elisabetta de Cilia; 1716 Baritussi Pietro notaio di Zenodis di Treppo; 1726 Domenico Baretussi notaio da Zenodis. Potrebbe trattarsi del nome di persona medioevale di origine germanica Baro a cui è stato aggiunto il suffisso diminutivo -ìt (o -èt che, divenuto atono, può mutarsi in -it) ed il suffisso diminutivo-vezzeggiativo -ùs (vedi Baron, Barro, Barusso). Nel 1709 Pietro Baritussio assistente per il Quartiere di S. Pietro della Cargna (ASU Perusini 728.1).
Bariviera
Scritto anche Barriviera. Cognome presente qua e là nel Veneto (documentato a Collalbrigo di Conegliano nel 1603) e ad Azzano Decimo. Forse variante del veneto balivèra o baivèra “ghiacciaia, cioè casa o stanza senza sole e freddissima" (Marcato, 1992) oppure, e ci pare più probabile, da un soprannome formato sul veneto antico barrovière, barroèro “soldato a piedi, sbirro" (dal francese antico barrivier “cavaliere valoroso") (Dal Cin, 1997).
fonti
1707 Sig. Gio. Domenico Baravier speziale Osp. Udine (Osp. 302); 1830 i Bariviera presenti a Caneva di Sacile, oriundi da Susegana (Luchini, 1997).
Barletta
In origine avrà indicato qualcuno proveniente da Barletta, città in provincia di Bari. Da non escludere una derivazione da barletta per bariletta “piccolo recipiente". Cognome dell’Italia meridionale, prevalentemente pugliese. Presente a Gorizia.
Barnaba
Dal nome di persona Bàrnaba, ad es. Ursula uxor Barnabe (SL). Cognome abbastanza diffuso a Buja (d. Nicolaus q. Barnabe de Buya nel 1334; Francischa uxor Antonii Barnabe nel 1431; qui anche i toponimi Bàrnaba, piazzetta sulla sinistra della piazza principale di S. Stefano, in fondo alla quale sorge il palazzo Barnaba e Prât di Bàrnaba a nord di Colosomano), presente a Majano, Gorizia e Udine.
fonti
1259 Barnaba de Buia a Gemona (Corgnali); 1302 Inghelpreto f. di d.no Barnaba (ANU 2225); 1302, 17 novembre testa d.no Barnaba di Buia legati a chiese: S. Lorenzo, S. Maria, S. Stefano, S. Bartolomeo, S. Floreano, anche a chiesa S. Giovanni di Casarsa (ANU 2224); 1318 D.no Gio. d.° Iancho q. d.no Barnaba di Buia resid. in Tarcento (ANU 2224); 1321, 16 maggio Enrico q. Ermanno di Rivalp e Ottolino q. Enrico di Cabia devono m. 6 den. 32 a Ianco e f.lli q.d.no Barnabay di Buia (ANU 2225); 1323, 18 febbraio D.no Ermanno q. d.no Barnaba di Buia resid. in Tarcento (ANU 2224); 1329, 1 luglio Nic. q. d.no Barnaba e suo nipote Barnaba resid. Tarcento vendono mezo maso in Muina (ANU 2224); 1412, 27 marzo Barnaba di Buia teste in S. Daniele (ANU 3873); 1414 M.° Barnabe de Strambons cameraro Fraterna S. Antonio di Buja (ASU Barnaba 19.2); 1439 Ser Ant. q. Barnaba cameraro della frat. di S. Antonio Ab. di Buia (ACR 32); 1457 Daniele f. di Dom. Barnabove (?) di Buia (ANU 3874); 1537 Francesco Barnaba di m.° Angelo notaio in Spilimbergo (AB); 1547 Pietro Barnaba q. Leon. da Buia abit. in Udine Porta Cussignacco (ACR 631/1); 1582 Agostino Barnaba o vero Baldasso (AB). Biasutti: così da registro Gropplero Colloredo MA. 1592, 9 agosto Simone Barnaba q. Giac. da Buia – Dom.co q. Gio. Calligaro d.° Scruz per 10 duc. gli dà ad usufrutto prato in Strambons di Buia (ANU 3941); 1595 Zorz Barnaba de Trevisa de Sotto debitore alla Comunità di Tarvisio per il possesso di Sedime de la Casa de Gaspar Beden (ACAU N. Mss. 737.16); 1610, 27 gennaio Giuliano di Barnaba q. Gio. da Buia contrada Strambons – per duc. 12 compra prato di mezzo settore con selva o bosco in Ronch dai fossai da Andrea Barnaba q. Bartolomeo (ANU 3940); 1641, 13 luglio processo fra i fratelli Bartolomio e Domenico q. Nicolò Barnaba di Buia. Il primo accusava il secondo di aver avuto relaz. con sua moglie Pasqua di mistro Zuane Fabro sposata nel carnevale passato. Il secondo presenta questo quadro: “Bartolomio è un giovane temerario, inquieto, capriccioso et di pessime qualità – è invidioso di Dom. co che sta accrescendo le sue fortune mentre lui dilapida le proprie – picchia e tormenta la moglie Pasqua sino a farle confessare colpe non commesse perché vuole rompere il matrim. e unirsi con Angela di Daniele Monassi”. Bartolomeo figura citato al Tribunale dei Savorgnano in Buia nel 1641 per bestemmie durante un contrasto col fratello – per aver ferito a sassate il fratello e perché girava armato per Buia con Antonio Monasso, bandito, esigendo con la forza da mangiare, ecc. (Filze); 1668, 8 dicembre don Andrea Barnabà q. Ser Dom.co da Buia – i suoi f.lli Ser Franc. e Ser Valent. gli fanno patrim. eccl. (Patrimoni); 1670 Ser Francesco Barnaba q. Ser Dom.co di Gemona, acquista un annuo Livello di Formento dagli Eredi q. Franc. Londero pure di Gemona (ASU CRS 837); 1694, 13 settembre don Rocco Barnabà da Campolongo – lo zio mat. don Giorgio Mattalone gli fa patrim. eccl. – studiava retorica in Gorizia (Patrimoni); 1697 M.° Pietro Barnaba, cameraro Vener. Chiesa Sant’Antonio Abbate di Buia (ASU CRS 33); 1719 Dom. Valentino Barnaba q. Gio. Batta notaio da Buia (ASU): questi, in Buia, è il primo di tre notai a nome Barnaba, l’ultimo ha terminato la sua professione nell’anno 1823; 1726, 24 marzo Andrea Barnaba di Nicola da Gemona accusato di sortilegio d’amore (ACAU Inq. pr. 731); vedi Monassi; 1732 Valentin Barnabà di S. Guarzo fitt. nobb. de Puppi (ASU Colloredo-Mels III parte 32); 1769 i nobb. Colloredo danno al Sig. Ridolfo Barnaba di Buia, consegnato al suo famiglio, Botte Vino di Colloredo (ASU Perusini 751.14); 1796 Sig. Federico Barnaba causidico al foro di Buia (ACR 803/2).
Barozzini
Come Baruzzini (vedi). Presente a Coseano.
fonti
1586 Vendicione di Beni fatta in Venezia per la Cl.ma Sig.ra Chiara Celsi moglie rel. Cl.mo Andrea Barocci, per il Cl.mo Hieronimo Barocci suo figliolo, ai nobb. Panigai (ASU Panigai 215); 1636 Zuanne et Iseppo fratelli Barozzi possiedono in Pordenone un edificio di Battirame “di rode tre” (Candiani, 1902); 1723 m.° Menego q. Pietro Barozzi detto Pena di Medun (ASU CRS 284 Ciago); 1750 la Nob. Barozzi – maso dell’Abbazia di Sumaga, in Cinto (ASU CRS 498/2); 1816 Giovanni Barozzino di Osualdo nato in S. Lorenzo di Sedegliano nel 1781, sarto, sposa Maria Traccanelli di Antonio di Gradisca di S. (A.P. Gradisca).
Barro
Cognome abbastanza frequente a Cordenòns, ma anche in alcune aree del Veneto (ad es. a Conegliano). Per Cordenóns: “gli Ancillotto, proprietari terrieri veneti che possedevano i terreni attualmente noti come Ansilòti, vi insediarono come coloni i membri della famiglia Barro " (Resultùns, 1985). Potrebbe trovare la propria origine, perciò, nella parola veneta baro “cespo" (corrisponde al friulano bar “cespo, zolla erbosa") che può aver dato anche dei microtoponimi. Oppure può derivare dal nome di persona Baro, forma laterale di Barone (vedi Barón). Presente anche a Torviscosa, Udine e Portogruaro. Nel 1916 il Soldato Antonio Barro del 27° reggimento Fanteria “Pavia", nato a Cordenòns nel 1883, muore a Vertoiba, nel corso della Prima Guerra Mondiale (Ongaro-Piccolo, 2005).
Bartoletti
Diminutivo di Bàrtolo, forma abbreviata di Bartolomèo. Presente a Pordenone. Nel 1620, 7 aprile don Bernardino Bartoletti da Tolmezzo – licenza cura anime in Pantianicco (Extraordinariorum).
Bartoli
Cognome presente a Monfalcone e Udine. Da Bàrtolo, forma abbreviata di Bartolomèo. Nel 1923 Matteo Bartoli, nato ad Albona d’Istria nel 1873, pubblica a Roma lo studio “Nomi e confini delle Venezie" (Nazzi, 1992).
Bartussi
Cognome presente a Gorizia.
Barusso
È un derivato in -ùs di Baro, forma laterale di Barone, nome di persona di origine germanica. Vedi anche Baron e Barro. Il titolo e il grado feudale di “barone" ha influito solo in minima parte sulla formazione dei cognomi italiani, i quali erano già affermati in tempi anteriori all’istituzione del titolo nobiliare. Questo cognome è presente a Fossalta di Portogruaro, San Michele al Tagliamento, Latisana, Portogruaro, San Giorgio di Nogaro. Nel 1679 Barusso don Francesco cappellano di Rivignano (Biasutti)
Baruzzini
Da Baro, nome di persona di origine germanica, con l’aggiunta di due suffissi con valore diminutivo (-ùz e -ìn). Vedi Barusso. Da non escludere la derivazione da un microtoponimo facente capo a bar “zolla erbosa". Presente a San Lorenzo di Sedegliano, dove sembra derivare da Baruzzi (vedi): 1486 Baruzo Leonardo q. Antonio; 1511 Andrea q. Giacomo Baruzi; a inizio Seicento Anna Baruzzo.
fonti
1510 m.° Jacobo Barussino di Porcia, teste a testamento (ASU CRS 354); 1698, 19 febb. don Sebastiano de Appollonia di Romans di Varmo – citato al foro patriarcale da Antonio Barozzini di Varmo (AAU Civilium); 1757 Eredi del q. Franc. Baruzino di S. Lorenzo di S. (ASU CRS 446).
Baruzzo
Come Barusso (vedi), ma con suffisso -ùz (sempre diminutivo). Nel 1334 Vignaduzza di Giacomo Barucio di Udine; nel 1644 Baruzzi Sig. Fabrizio aromatario di Udine (Biasutti). Presente a San Michele al Tagliamento e, secondo Castellarin 1990 ad Alvisopoli, Caorle, Carlino, Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Fratta, Lignano, Muzzana, Portogruaro, Summaga. Documentato a San Lorenzo di Sedegliano (nel 1486 Baruzo Leonardo q. Antonio; nel 1502 Andrea q. Giac. Barruzij o Baruci; nei primi anni del Seicento Anna Baruzzo) dove sembra essere approdato a Baruzzini (vedi). Nel catapan di San Lorenzo (SL) troviamo: Culau fiol de Lenart Baruz, qm. Jacobi Barutii, Antonium qm. Nicolai Barutii, Sebastianus qm. Leonardi Barutii de S. Laurentio Sedeliani, 1532 Valentinus qm. Leonardi Barutii de Sancto Laurentio Sedeliani; nel 1549 un toponimo col solito dilemma (il cognome viene dal toponimo o il toponimo è originato dal cognome?) in villa de S. Laurentii in loco dicto in Baruz. Il toponimo è diminutivo di bar “zolla, cespo".
fonti
1314 Dolfino Baruçius a Venezia (Corgnali); 1332, 21 febb. Margarussa q. Giacomo Barucio moglie di Dom. calcifice q. Enrico di Pagnacco abit. Udine (ACU perg. Ud); 1541 Bastian Baruzo da Noale fittuale Sigg. Popaite (ASU Popaite 2.6); 1573 Bastian Baruz di Culau di Luch a Zompicchia di Codroipo (Corgnali); 1716 Heredi q. Gioseffo Baruzzo, debitore della Fraterna del SS.mo Sacramento di S. Lorenzo di Sedegliano (ASU CRS 446); 1759 Valentino Baruzzo in Vicinia di Fratta (ASU CRS 225/1); 1760 Valentin q. Ant. Baruzzo, cameraro Fraterna S. Lucia di Fratta (ASU CRS 225/4).
Barzachi
Forse da Barzago, centro abitato in provincia di Lecco. Presente a Udine.
Barzellato
Forse da bargello. Con questa parola, nei comuni medioevali, si indicava il magistrato incaricato del servizio di polizia e, per estensione, anche il capo degli sbirri. Il suffisso -ato è tipicamente veneto. Cognome presente a Grado.
fonti
1603 Jseppo q. Simon Mussutto sposò Sabbata rel. q. Facio Barzilino di Cormons (ACAU 726/1); 1809 muore Gian Giuseppe Barzellini, matematico, fisico, astronomo, meteorologo; era nato a Cormons nel 1730 (Nazzi 1992).
Barzàn
Significa “originario di Barcis". La -z- si pronuncerà, quindi, come nella parola “piazza" o, meglio ancora, si pronuncerà c come nella parola “cena". Nello Schedario Corgnali: 1222 Barzanum a Polcenigo; 1298 Walteri Barçani de Maniaco; 1338 q. Odorici Barçani a Maniago; 1394 Domus d.ni presb. Antonii della barzana a Udine; 1475 q. Anthonii Barzani de Boncicho; 1522 q. Floriti Barzani de Pedemonte Aviani a Porcia; 1674 Lorenzo Barzan a Fanna; 1700 Dom.co Barzan a Frisanco. Cognome abbastanza diffuso a Claut e Aviano, presente a Pordenone, Vajont, Sacile, Longarone e Prata di Pordenone. A Maniago i toponimi Ponte dei Barzani, Piazza detta dei Barzani, Fontana detta dei Barzani, Rugo (= rio) dei Barzani erano ubicati nell’attuale via Piave, in prossimità del Bar al Ponte (Olivetto et al., 1993). Anche Pala Barzana, un tempo mulattiera, ora strada asfaltata che dal comune di Frisanco porta ad Andreis e Barcis (ibidem). Ta la Riba di Barçàn a veva poiât radîs par prima un’ostaria ( Alla Casasola) par volêi di un om rivât da Barcis. Comi par tindi un’oselada da tirâ i sedonârs e scarpetârs da la Valcilina chi, ogni lunis di mercjât, a talpinavin par ì (di sancugnêi), sul ’zì e sul tornâ. In banda da la puarta, sul ’zì dentri, al veva preparât ’na bancja, fissa e a misura, ch’a tigneva parchegjâts i cos. Scuasi ducju chêi clients a paiavin cun gjeners il siô bevi...: a erin pì siôrs di seit chi di bêçs (Aldo Tomè, in Olivetto et al., 1993).
fonti
1333 Enrico q. Pietro Barzan abit. Udine in Cascanan (ACR 586/1); 1391 Antonio de la Barçana di Udine canonico di Concordia – teste in atto nella chiesa di S. Giorgio in Udine (AB); 1504, 24 aprile Gregorio Barzanello f.° di Ser Candido da Pontebba – deve duc. 85 s. 31 a nob. Nic. Cichini di S. Daniele (ANU 3896); 1749 Osvalda di Dom.co q. Vittor q. Dom.co q. Ant. Barzan da Claut sposa Nicolò q. Gio. Maria q. Nic. Grava (Filze); 1628 presente a Caneva la famiglia di Giacomo ed Anna Barzani (Luchini, 1997); 1682 m.° Antonio Barzan, Sindico di Claut (ASU CRS 186/1); 1724 Valentin q. Franc. de Bortoli d.° Barzan a Mezzomonte di Polcenigo (Fadelli, anno 1996); 1728 Zuanne Stella Barzan già fittuale dei Sigg. Popaite d’Una Casa in Contrà di Pianzan de Motta (ASU Popaite 8.7); 1746 m.° Dom.co Barzan della Villa di Frisancho, teste in Andreis (ASU CRS 3).
Baràz
Cognome di Mossa. Dal friulano baràç / baràz “rovo", o dal nome medioevale di origine germanica Baro con l’aggiunta del suffisso -àç / -àz. Nel 1330 Petrus dictus Baracius filius Bayuçe a Gemona (Corgnali).
Barèl
Forse forma contratta di Baronèl, diminutivo del nome di persona Baron(e) in uso nel Medio Evo. Oppure da Baro, forma laterale di Barone (vedi anche sotto Barusso). Da non escludere un soprannome da barèl “carretto". Nel 1202 Gotfredo detto Barello in Curia de Frata. Nel 1272 Zanino Barel libraro veneto abitante a Gemona (Biasutti). Cognome molto diffuso a Vittorio Veneto; presente a Pordenone e, secondo Castellarin 1990, anche a Bibione, Cesarolo, Latisana, Lignano, Pertegada, San Michele al Tagliamento. Nello Schedario Biasutti troviamo che dal Cinquecento i Barèl / Barelli/Barello sono numerosi a San Daniele (1534 Battista vulgo Barello q. Lor. q. Leon. Zanini di Sotto Agar S. Daniele; 1562 m.° Battista detto Barel de S. Daniele).
fonti
1404 Iacobo barele qui fuit de Cusignaco a Udine (Corgnali); 1670 Ser Batta Barella Podestà di Azzano (ASU CRS 206/1).
Baréi
La parola baréi può aver significato “terreno sodo, non coltivato" ed è collegabile a bar “zolla erbosa". Si sarà trattato, in origine, di un soprannome o di un microtoponimo. Potrebbe anche derivare da una variante del nome di persona Barone in uso nel Medio Evo, e non è da escludere un plurale di Barel (vedi). Il centro di irradiazione di questo cognome sembra essere Morsano al Tagliamento (1745 Barei Carlo pubblico perito; 1777 Barei Giovanni notaio); si trova anche a Castions di Strada, Udine e, secondo Castellarin 1990, a Malafesta di San Michele al Tagliamento, Pertegada, Ronchis di Latisana, Vado e Varmo.
fonti
1745 Barei Carlo pubbl. perito Morsano giurisdizione Prata (AB); 1777 Barei Giovanni Notaio Morsano al Tagl. (AB); 1747 Carlo Barei notaio da Latisana (ASU); 1763 Giovanni q. Carlo Barei notaio da Ronchis di Latisana (ANA); 1782 Sig. Zuane Barei, nodaro della Fraterna di San Rocco di Morsano di Prata (ASU CRS 291); sec. XIX Luigi Barei – negozio di carta – oggetti di cancelleria e musica in Udine (AB).
Barét
Potrebbe trattarsi di una variante diminutiva del nome di persona Barone in uso nel Medio Evo, ma non si può escludere un collegamento con barét “berretto". In Zucchiatti 2008, 30 si hanno le seguenti attestazioni per Fagagna: sec. XV Paolo Bareti; 1661 Domenego Baret; 1661 Baretto detto Cuz; 1727 Gioseffo Baret; 1731 Domenico Baret.
fonti
1434 Dominicus cerdo dictus Nevot q. Simonis Beret a Udine (Corgnali); 1602 muore a Udine m.° Franc. Barettino calligaro (morti S. Xforo); 1658 Hon. Ser Gio. Maria Baretta priore della Fraterna di S. Antonio Abbate di Udine (AAO ms. 1003); 1675, 14 settembre Sig. Gio. Maria Baretta mercante Udine cita don Giacomo Michelesio (Mandatorum); 1689 Eredi q. Nicolò di Nat d.° Baret, debitore della Fraterna di S. Nicolò di Sequals (ANU CRS 466); 1700 Giac. Baretto di Pagnaco, teste in Ravosa (ASU CRS 401/1); 1735 Zuanne Baretto della Vicinia di Plaino (ASU CRS 350/1); 1737 m.° Andrea q. Pietro Baretin d.° Vuata di Ciago di Medun (ASU CRS 284).
Barón, Barone, Baroni
Barón o Barone era un nome di persona, di origine germanica, in uso nel Medio Evo. Era anche divenuto sinonimo di “birbante, furbastro" e, per i bambini, "birichino" (si ricorda la locuzione al è plen di baronàde) e, come tale, può avere dato dei soprannomi divenuti cognomi. Il nome di persona Baronus è, comunque, già presente nel NA; nel 1329 il cameraro gemonese Biagio registra Dedi Barono de Camuçacho pro octo lapidibus regis unam marcham denariorum aquillegensium; Baruninus de Utino nel 1330; un Simon Baron si trova a Venzone nel 1336, un çuan baron ad Ara di Tricesimo nel 1450; nell’Obituario di Tricesimo Baron d’Ara, Baron filius Stephani de Agra, Barronus filius Stephani pillizarii de Agra, ecc. Nello Schedario Corgnali: 1299 in terra Baronis Scinilini a Gemona; sec. XIII Martinus Baron de Bultinico a Cividale; 1323 Barono q. Iacobi de Clauceto; 1336 Simone Baron a Venzone; 1416 Iohannes q. Baroni de Agra; 1462 Barone Simeone q. Iohannis de Raccolana. È cognome nella Gemona del Cinquecento (1546 Joannes Thomas filius magistri Andrea Baron). La forma Barón è abbastanza diffusa a Pontebba e si trova anche a Pramaggiore, Udine, Cordenóns, Paularo, Ariis di Rivignano, Rivignano, Bibione, Pocenia, San Giorgio di Nogaro. Le forme Barone e Baroni si trovano a Udine (la seconda anche a Portogruaro) e Pordenone. A Maniaglia di Gemona il toponimo Pravaróns dovrebbe derivare da Pra Baron poi pluralizzato. A Gagliano di Cividale l’attuale Pravarón era scritto Prat Baron nel Cinquecento.
fonti
1574 Colaus Baroni (o Baronus) olim Blasij della Vicinia Muimaci (ASU CRS 107); 1593, 12 nov. Bernardo Barone da Godia accusato di uso di cibi proibiti (ACAU – Inq. pr. 233); 1604, 6 maggio Sig. Giovanni Baroni mercante d’olio e sapone di Venezia – creditore di Ser Franc. Locatello di S. Daniele duc. 60 cui viene incantata casa (ANU 3939); 1604 Camillo Baron ortolan di Pordenon fittuale Sigg. Popaite (ASU Popaite 6.4); 1618 Bernardin Baron q. Pietro di Azzano (ASU CRS 206/1); 1618 m.° Piero Baron, gastaldo Fraterna dei Battuti di Pordenone (ASU CRS 367/1); 1636 don Joseph Baroni de Glemona (ACAU); 1643, 14 novembre don Giuseppe Baron (o Baroni) capp. di Sottoselva e S. Lorenzo – diffidato dall’offendere o molestare ser Pietro Cossa di Palma (Patriarcalis); 1653, 21 genn. Dario Baron Ney da Cormons accusato di lettura di libri proibiti (ACAU – Inq. pr. 219); 1665 don Stefano, Filippo e Rocco f.lli q. Andrea Fortini di Pordenone – eredi residuari di Varaschina ved. q. Pietro Baron (ACR 380); 1816 Cattarina figlia d’Antonio Baron di Pontebba, artigiana, sposa Francesco di Bortolomio Cargnelutti di Gemona, agricoltore (A.P. Pontebba); 1930 muore Isidoro Baroni, capitano di marina, astronomo. Era nato nel 1863 ad Ovaro (Nazzi, 1992).
Della Bàrbera
Cognome di Roveredo in Piano (3 famiglie nel 1938). Variante del nome Bàrbara.
fonti
1549 Ant.° della Barbera da Roveredo a Pordenone (Corgnali); 1694 Dom.go q. Zulian della Barbera di Roveredo, teste (ASU CRS 410/1).
Di Bartolomeo
Dall’identico nome di persona. Presente a Udine. Cognome prevalentemente dell’Italia meridionale, soprattutto abruzzese e molisano.
Di Bàrbora
Da una variante del nome di donna Barbara. Presente soprattutto a Mortegliano e, come Dibàrbora, a Romàns d’Isonzo.
fonti
1691, 17 settembre don Pietro Di Barbara di Gio. Pietro e di Giacoma da Mortegliano nato nel 1669 – il f.llo Ser Gio. gli fa patrim. eccl. (Patrimoni); 1717 Donna Elena Figlia del q. Ser Franc. Vidale e moglie relitta q. Ser Antonio di Barbora (o di Barbara) di Morteano (ASU CRS 292/1); 1768 Giacomo Debarbora giudice Vicinia di Fogliano (ACAU 744/3); 1809 Antonio di Barbora di Mortegliano possiede 1 bove e tre vacche (ASU Della Torre/B 30); 1816 Francesco Di Barbara di Giacomo nato nel 1793 a Morteano, villico, sposa Margarita Fabris di Pietro di Morteano (A.P. Mortegliano).
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