Entrambe le forme sono caratteristiche dei Forni Savorgnani dove, nel 1308, Giovanni Colman vende per 28 soldi veneti a Giacomo e Donato di Centa di Vico due pezzi di prato (De Santa, 1899).
Un’ipotesi che possiamo avanzare è che questo cognome derivi dal nome Carlomanno. Quest’ultimo è documentato, a Forni di Sopra, nel 1306, quando Carlomanno di Vico vende per 28 soldi a Revardo una pezza di terra (De Santa, 1899). A Forni di Sopra il toponimo in Colormàn. Non trascuriamo, però, il tedesco Kohlenmann “carbonaio, venditore di carbone" e ricordiamo che, secondo Merkù 1995, il cognome Kollmann è diffuso in tutto l’ambito sloveno ed è l’esito sloveno dell’agionimo (nome di santo divenuto nome di persona) Columbanus (it. Colombano). In effetti già Olivieri 1923 faceva derivare questo cognome dal nome di santo Colman, aggiungendo che è nome frequente in Inghilterra.
La forma Colmàn si trova a Forni di Sopra (1760 Sebastiano Colman di Antonio era andato a Treviso a imparare l’arte del marangon), Claut e Ovaro; Colmano a Forni di Sotto (1464 Odorico Colman; 1693 don Odorico Colmano di Giovanni), nonché a Leonacco e Felettano in com. di Tricesimo.
Nello Schedario Corgnali: 1198 Colomanus de Castel Lavazzo; 1292 Colomanus de S. Stephano; 1412 Leonardum Golmani a Buja; 1471 Culmano q. Danielis a Vivaro; 1491 Culmanno filio Nicolai Blasy de Plebe Aviani. Nel 1783 Rev. Lorenzo Colman di Romans Stato Austriaco Capellano del Co. Antonio Antonini (ACAU 732/1).