Tu âs cirût la peraule
Tu âs cirût la peraule
pinta

bilengâl

pinta s.f.
  • 1

    s.f. boce, pinte Copie

    [TS] metrol. (misure di volum par fluits doprade prime dal sisteme metric decimâl, doprade ancjemò intai paîs anglosassons cuntun valôr variabil ator dal mieç litri)

cognons

Pìntar
Nel Goriziano, dove questo cognome è diffuso, significa “bottaio, fabbricante di botti". È meno probabile, quindi, che sia una variante di bìntar, termine degli emigranti (dal tedesco Winter “inverno") che indicava “l’operaio vagabondo, che passa l’inverno senza tornare a casa" (NP). Un tempo diffuso a Gemona: 1547 Joannes Baptista filius Gasparis Pinthari, 1572 Pintheri de Ventiono (in questa cittadina rimane il toponimo La Pìntare). Nello Schedario Corgnali: 1500 Leonardus Pinter a Cividale. A Osoppo, nel 1608, si ha un Zuanantonio detto il pinter. Interessante quanto scrive Bruno Andreolli per il Trentino: “… è sempre nel corso del Quattrocento che si diffondono in tutto il Trentino i cosiddetti Pinter o Pinteri, termine che deriva dal tedesco Fassbinder o più semplicemente Binder e che significa bottaio: l’uso di questo nome derivava dal fatto che i maestri bottai provenivano soprattutto dalle regioni tedesche; la parola tra Quattro e Cinquecento divenne talmente di uso comune che si fissò perfino come cognome" (in Il vino nell’economia e nella società italiana Medioevale e Moderna, Accademia dei Georgofili, Firenze, 1988, pag. 100).
fonts
1491, 3 giugno Pietro Pinter q. Franc. da Rivis al Tagl. deve £ 25 s. 10 a m.° Pietro genero di m.° Lussio cimatore Udine per lavori (ANU 3888); 1576, 9 ag. don Candido Pintar (anche Pintaro, Pinter, Pintero e Pinteris ) da Ipplis – Il Maracco lo sospende a divinis finchè non avrà imparato a dir messa perché lo ha visto fare molti errori sulla messa celebrata davanti a lui in S. Antonio abbate in Udine (Mandatorum); 1589 è cappellano di Forgaria (Extraordinariorum); 1889 Andreas Pintar abit. in Podkoren di Kranjska Gora SL (Černe, 1992).
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