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Alt

cognomi

Alt
Forse da un soprannome indicante una persona dall’alta statura, oppure perché abitava più in alto rispetto ad altre famiglie. Cognome di Cormóns (FS: 1530 Joannes de alto de Cormono) e Capriva; presente a Gorizia.
Altieri
Alla base è il nome di origine germanica, di tradizione franca, Altièro. Diffuso e molto comune in tutto il Sud d’Italia, con massima frequenza nel Napoletano, è invece raro e quasi sporadico in Liguria, Emilia e Toscana (De Felice, 1978). Vi è una certa presenza anche nel vicino Veneto, soprattutto ad Arquà Polesine in prov. di Rovigo (CI 54). Nelle nostra regione si trova a Pozzuolo. A Gorizia potrebbe trattarsi della italianizzazione di epoca fascista del cognome Alt. Nel 1636 Altieri don Leonardo già canonico di Cividale (Biasutti). Nel 1930 nasce a Capriva del Friuli Sergio Altieri, pittore, incisore (Nazzi, 1992).
Altinier
Probabilmente da Altino, centro abitato in provincia di Venezia. Presente a Sacile, Godega S. Urbano e Udine. Nel 1700 Altinier presenti a Fratta di Caneva (Luchini 1997).
Altio
Si trova a Pordenone.
Alto
Probabilmente da un soprannome dovuto ad un’evidente caratteristica fisica della persona. Si trova a Udine (altre presenze in Lombardia e nel Napoletano). Nel 1569 Sebast. q. Pelegrini Alti de Morsani Strate, teste in Felettis (ASU CRS 221/1).
Altràn
Viene probabilmente da oltràn che significa “chi proviene da oltre il fiume", fiume che, data la localizzazione del cognome potrebbe essere l’Isonzo. Per estensione può avere assunto il più generico significato di “forestiero" e, secondo il NP, a Bicinicco significa “burbero, villano". Nel 1502 un Jacobus Oltrani (D.P.). Presente a Fiumicello, Aquileja, Monfalcone, Gorizia. Nel 1932 nasce a Gorizia Arduino Altran, fotografo-giornalista (Nazzi 1992).
Altàn
Avevamo pensato ad un microtoponimo che trova la base in altàgn “striscia delle erbe falciate come vengon disposte dalla falce", o in altàne “aiola a solatìo negli orti a scaglioni". O, più semplicemente, dall’aggettivo alt “alto", con il suffisso -àn indicante appartenenza (quindi, in origine, avrebbe potuto essere “il figlio di una persona alta"). Ma nel numero unico della Società filologica friulana San Vit al Tilimint dell’anno 1973, a pag. 22, leggiamo che nel 1373 ser Antonio de Cullossis de Purliliis è investito dal patriarca di feudo d’abitanza in S. Vito. Da questo Antonio figlio di di ser Nicolussio detto Colossio di Porcia, q. Almerico q. Razotto, ebbe origine la famiglia poi detta del Tan che così si chiamò dal nome di un figlio di Antonio, chiamato Tano. In seguito il suo cognome si mutò in Altano. Cognome presente a Cosa in comune di San Giorgio della Richinvelda, Bagnarola e Ramuscello in comune di Sesto al Reghena, Aquileja, Latisana, Cordovado, Monfalcone.
fonti
Sec. XIII Manfredo Altan (o Del Than), uomo d’armi. È il capostipite degli Altan di San Vito al Tagliamento, padre di Nicolussio e di Antonio I. Il patriarca Marquardo gli concede il titolo di Nobiles di Sancto Vito e l’investitura di alcune case “in girone Castello”, cioè nel cuore del paese (Angelillo, 2002); 1461, 31 luglio nob. Matteo Altan q. Ser Tano da Salvarolo (AAU S. Vito 1); 1468 Il giorno di S. Caterina fu di passaggio per Pordenone l’imperatore Federico, e qui conferì privilegio di conti del S.R.I. alle famiglie Ricchieri di Pordenone e Altan di S. Vito (Candiani, 1902); 1479, 2 ottobre Altan conte Matteo il vecchio, Legato al convento S. Lorenzo in S. Vito al Tagl. ordina sia eretta Chiesa S. Lorenzo nel suo orto (Filze); 1481 Affittatione de nobb. Panigai à Cesco q. Bortolusso della Misina di Chions di tre Masi avuti dal Sp.l Consiglier m.° del Tano di S. Vido (ASU Panigai 215); 1530, 21 marzo Girolamo Altan q. m. Bianchino de Tanis nobili di S. Vito al Tagliamento sposa Lucrezia f. del nob. Gio. Strassoldo (ANU 247); 1577 Gio. Batta Altano q. Sig. Ettore cittad. e notaio di S. Vito al Tagl. (AB); 1577, 15 sett. Gio. Franc. Deciani nobile di Udine – patti dotali con Elisabetta Altan – Era cognato del co. Baldassare Altan abit. a Portogruaro e del nob. Ulisse Simeonibus di Udine (Filze 1660); 1585 in Pordenone, all’ultimo salto del Noncello esiste una cartiera, di cui ignoriamo l’epoca della fondazione. Abbiamo però trovato che dal 1585 al 1588 ne fu proprietario B. Troilo Altano (Candiani, 1902); 1592, 15 marzo magnifico Sig. Giuseppe Tasso (anche de Tassio) – il co. Lelio di Alessandro Altano col consenso del padre gli vende un possedimento in Glerosa (S. Vito al Tagl.) detta la Possession di sora. Era successo nei diritti del sig. Giovanni Martino Cavazzano (AAU S. Vito Processi); 1593, 26 ag. Gerolamo Altan da Venezia accusato di eresia e irreligiosità (ACAU – Inq. pr. 231); 1594 coo. Altani di Salvarolo S. Vito – Ottavia Grazia nata Altan contro i f.lli nobb. Gio. Batta, Lelio e Orazio (Extraordinariorum); 1626, 8 aprile il conte Giulio Altan di S. Vito al Tagl. accusato di bestemmie eretiche (ACAU – Inq. pr. 835); 1666 Gio. Francesco Altan detto Brunesso q. Gio. Batta, debitore Confr. di Sant’Antonio Abbate di Bagnarola (ASU CRS 23); 1731 (breve albero genealogico dei nobili Altan) Scipione figlio di Carlo q. Ottavio q. Orazio q. Enrico q. Bianchino q. Enrico q. Mattio il vecchio (menzionato nel 1479) – (Filze); 1739 Pietro Altan della Scola del SS.mo Sacr. di Monfalcon (ASU CRS 290); 1759, 9 aprile co. don Federico Altan vic. gen. di Sesto – il card. Colonna accetta la sua rinuncia a vic. gen. purchè designi il successore (Filze); 1817 Conte Pietro Altan del conte Enrico nato nel 1797 a Serravalle, domic. in Sacile, sposa Teresa Pizzamiglio di Niccolò, possidente di Sacile (A.P. Sacile).
De Alti
Si trova nel comune di Socchieve. Dall’aggettivo alto, quindi da un soprannome, oppure da una località situata in posizione elevata. Nello Schedario Corgnali: 1714 Giacomo da Dalt q. Piero della Villa di Lungis; 1938 De Alti 5 famiglie a Lungis e 3 a Priuso di Socchieve.
fonti
1719 Osualda Moglie di Gio. Battista da Alt di Lungis, consorella della Fraterna della Centura di Tolmezzo (ASU CRS 522); 1760 Zuanne filio di Gio. Batta de Alti (o dei Alti) cameraro Fraterna di S. Valentin di Priuso di Cargnia (ASU CRS 399/2).
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