Secondo De Felice 1978 continua il nome augurale e gratulatorio Bonóra, documentato dal XII secolo, formato da bonóra, con il significato di “ora, tempo favorevole" o “finalmente" (specialmente nella locuzione avverbiale alla buon’ora), riferito ad un figlio cui si augura fortuna e felicità o lungamente atteso e desiderato.
Presente a Pordenone.
fonti
Dalla fine del Quattrocento presenti a San Pier d’Isonzo provenienti da Vicenza.
1491, 5 maggio Bonhora di S. Pier d’Isonzo – teste nell’osteria di Valentino in Monfalcone (Osp. Debitori 153); 1506, 28 agosto Bonora oriundo da Vicenza era colono dell’Osp. Udine in S. Pier d’Isonzo (Osp. 255); 1510, 3 giugno Bonora di S. Pietro oltre Isonzo – Quei di Prestento avevano pignorato i pastori suoi e di Cecco di Viscone che pascolavano sul monte Novasio (ANU 727); 1516, 19 gennaio Ser Bonora di Bergamo cittad. Cividale – affitta 2 masi dell’abb. Rosazzo in Dolegnano a Bern.no f. di q. Flumignano di Aviano e fa socida con lui di 3 vacche pelo zimolo o floreno per anni 5 (ANU 729); 1820 Tommaso Bonora nato nel 1791 in Roana di Vicenza distretto di Asiago, falegname, domic. ora in Illegio, sposa Maria Scarsini di Illegio (A.P. Illegio).