Probabilmente dal nome di persona Botto un tempo in uso. Nel 1327 un Botta filio domini Bruni Rogerii de Salto (Moro, 1991). Nel 1512 il maestro muratore Boto lavorò ai muri perimetrali della chiesa di Santa Maria delle Grazie di Udine (Bonoris, 1978); nell’Archivio Roia si trova un Sebastiano Botho (quindi cognome) parocho S. Georgii de Claut.
Non escludiamo che questo nome si possa identificare col germanico Boto, variante di Bodo, a sua volta forma abbreviata di Bodomir e Bodowin; la prima parte, cioè Bodo-, dovrebbe significare “messaggero, messo". Così non possiamo scartare l’ipotesi che si tratti di una forma aferetica: il nome Sibotho compare nel Necrologium monasterii Rosacensis scritto nel 1250 e Marabotum è un nome documentato a Gemona nel 1405.
Secondo Violi 1996 potrebbe essere la cognominizzazione del nome personale medioevale Bottus, documentato nel Modenese dal 1139, movente dal mediolatino buttis “botte", usato come soprannome ad indicare “persona tozza e corpulenta". Un paio di attestazioni reperite nell'Archivio Biasutti potrebbero anche far pensare ad un ipocoristico del nome Bartolomeo: 1479 m.° Bartolomeo carpentiere di Chiavriis detto Boto, 1538 Bartolomeo detto Botto q. Nic. Aita di Basegliuta. A suffragare tale ipotesi c’è anche un’attestazione reperita nello Schedario Corgnali: 1327 Bertholotto dicto Botto notaio de Utino.
Cognome caratteristico di Castellerio di Pagnacco: nello Schedario Biasutti troviamo che è numeroso a Castellerio dal Quattrocento, ad es. nel 1480 Nicolò q. Giovanni Both (anche Bot, Botho, Botto) da Castellerio assume livello verso la chiesa di S. Giorgio di Pagnacco; presente pure a Udine, Tavagnacco, Tricesimo.
fonti
1321 Botto notaio di Udine (Corgnali); 1479, 14 aprile m.° Bartolomeo carpentiere di Chiavriis detto Boto (Osp. Debitori 201). Biasutti: abbreviazione del nome?
1488, 30 giugno muore a 30 a. Pietro q. Nicolò Bot di Castellerio; 1494, 8 ottobre m.° Botto da Chiavriis carpentiere – furto subito in Trivignano (Mandatorum); 1480, 16 Dicembre Nicolò q. Gio. Both (anche Bot, Botho, Botto) da Castellerio assume livello verso chiesa S. Giorgio di Pagnacco (AB); 1487, 12 novembre Pietro Bot q. Nic. da Castellerio cameraro della chiesa S. Giorgio di Pagnacco (ANU 3885); 1522 Ioannem Danielum q. m.° Botho de Caprileis habit. Latisana (Corgnali); 1533 Philippo de Butus de Plantada, fitt. Coo. della Torre (ASU Della Torre 38.3); 1538, 15 luglio Bartolomeo detto Botto q. Nic. Aita di Basegliuta (ANU 3907); 1543, 9 aprile m.° Bartolomeo detto Botto q. m.° Simone Zotto di Fagagna (ANU 3902); 1546 Leon., Gio., Ant. e Giac. f.lli Botto coabitanti di Mussons (ANU 248); 1560, 20 marzo lo stesso Dom.co vende al monastero il Campo della Glessa (ACR 609/1); 1563, 11 gennaio Dom.co Bot q. Angelo da Castellerio per duc. 10 vende a monast. S. Chiara Udine un campo in Valladis di Castellerio; 1568 m.° Botto murador di Udine S. Lazaro (Rotoli Rosazzo); 1573 Piero Both de Castelliero fittuale Coo. Ottelio (ASU Romano 5); 1574 M.° Bertolo Botto di Fontanabuona, cameraro Chiesa di S. Giorgio di Pagnacco (ASU CRS 309/2); 1626, 17 dicembre don Daniele Botto da Castellerio – lo zio Pietro gli fa patrim. eccles. (Patrimoni); 1631 eletto vic. S. Margherita, approvato cura anime ivi (Extraordinariorum); 1627, 18 giugno don Sebastiano Botto da S. Vito di Fagagna rinunzia alla curazia di Claut perché ha ottenuto altro beneficio in S. Vito di Fagagna (Filze); 1646, 26 marzo don Pietro Botti da Castellerio – patente confessore in Pagnacco (Registrum Confessarium); 1657, 23 dicembre m.° Francesco Cassutto da Pagnacco fabbro e rodaro compera terra da Sebast. e f.lli q. Angelo Botto da Castellerio (ACR 309/1); 1685, 12 settembre don Urbano Botto q. Urbano ed Elena da Castellerio nato nel 1666 – il cognato Ser Gio. Batta e Giovanni Zampa di Zampis gli fa patrim. eccl. (Patrimoni), nel 1692, 26 luglio in vertenza col f.llo Pietro per un orto seminato a canevo (canapa) – (Civilium); 1726 don Nicolò, Valent. e Giovanni f.lli f. di Dom.co detto della Benedetta q. Nicolò Botto da Castellerio – prendono livello duc. 200 da monast. S. Domenico di Udine (ACR 636/2); 1749, 7 aprile Giacomo Botto di Udine – accusato di bestemmie (ACAU – Inq. pr. 969); 1750 don Urbanus Boti de Pagnaco è sacerdote (ACAU); 1755 Urbano e Pier Antonio q. Gio. Batta Botto detti Urbani da Castellerio (ACR 639/1); 1769, 5 maggio don Alessandro Botti da Palmanova – lo zio Lucio di Gio. Batta speziale a Sala, Valle S. Martino, Bergamo, a nome di suo f.llo Alessandro abit. a Palmanova gli fa patrim. eccl. (Patrimoni); 1815 Antonio Salvador di Carlo nato nel 1789 a Paseano de Prado, contadino, sposa Maria Botta di Giacomo Botto nata a Castellerio nel 1796 (A.P. Pagnacco).