Il codâr è il portacote, di solito formato da un corno o da un legno cavo. Può significare anche “sciocco". Non si esclude il significato di “fabbricante di coti": nel 1555 si ha un Girolamo dell’Asino q. Leonardo codaro de Lauzana (Biasutti). Le forme Codèr potrebbero riferirsi all’abitato di Coderno / Codèr in comune di Sedegliano.
Nello Schedario Corgnali: 1347 Jacobi dicti Choderi a Tarcento; 1550 Colau Codar (o Coder) de Predeman; 1571 Franciscus Coder ad Attimis; 1595 Piero Coder di Vergnaco. Nel 1615 don Valentino Codaro da Ontagnano (Biasutti). Si trova a Buttrio: 1815 Giuseppe Codaro di Mattia nato in Sottomonte di Buttrio nel 1796, villico, sposa Maria Durì di Buttrio (A.P. Buttrio).
Toponimi: lu Mulin di Codâr sotto Culino Piçulo (qui è nome di casato) in com. di Forni Avoltri; Val di Codâr in com. di Bordano.