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Di Vora

cognomi

Di Vora
Vôre, un tempo, significava “bracciante agricolo". Attualmente ha mantenuto il significato di “lavoro, opera". Jessi di vôre poteva significare “avere l’età per lavorare", dai di vôre significa “lavorare alacremente", dâ di vôre significa “dar lavoro", ecc. A Gemona nel 1379 Iacobus filius Stephani dela Vura. Il “nido" dei Di Vora è probabilmente Cercivento (1653 Gio. Pietro di Zuane q. Leonardo di Vora; 1692 notarius Joannes di Vora) che, nel 1940, su 1198 abitanti, poteva contare 54 famiglie con questo cognome (Quarina, 1940). Le attestazioni cinquecentesche riprese dallo Schedario Corgnali (1512 Gasparino di Sotto Vora de Cercivento Sup.; 1526 Gaspar di Sot Vora de Cercivento Sup.) lasciano, però, aperte anche altre interpretazioni. Si trova anche a Ovaro, Comegliàns, Udine. Come soprannome è documentato (A. Roia) pure in Val Pesarina: 1782 Odorico qm. Lorenzo Cleva di Vôra.
fonti
1638 Pietro Di Vora notaio da Cercivento (ASU); 1653 Gio. Pietro di Zuane q. Leonardo Di Vora da Cercivento sposa Maria Morassi (Filze); 1678 Giovanni Di Vora notaio da Cercivento (ASU); 1721 Nadal di Vora della Villa di Comeglians di Cargna (abit. nel Pordenonese) fittuale nobb. Panigai (ASU Panigai 128.5); 1721 Giovanni di Filippo De Vora q. Giovanni q. Giovanni q. Martino da Cercivento sposa Caterina De Rivo (Filze); 1724, 13 settembre da Vinaio si chiede licenza per il curato don Gio. Batta Adami di esorcizzare Domenica Di Vora, maleficiata ed energumena – già esorcizzata, si chiedono maggiori facoltà e di usare oltre al rituale, altri libri non proibiti (Filze); 1734 Nadal di Vora, cameraro della Fraterna di San Gregorio di Mieli (ASU CRS 284 bis); 1760 Gio. Batta di Antonio Di Vora q. Natale q. Domenico da Comeglians sposa Sabbata di Giacomo Iacob da Povolaro (Filze).
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