Forse da feràzze (pron. feràce) “rottami di ferro d’ogni genere, oggetti disusati, arnesi inservibili" (NP), con l’aggiunta di un suffisso diminutivo. Si sarà trattato, quindi, di un nome di mestiere o di un soprannome.
Il soprannome Feraça, in effetti, era vivo nel Medio Evo visto che a Gemona c’erano un Jacobo Feraça nel 1301 e un Iohannes qd. Feraça nel 1342 (attualmente nella cittadina pedemontana Feragìn è soprannome di un ramo dei Vale e il toponimo Piazza del Ferro non è certo senza significato). Nell’Obituario di Tricesimo Catharina uxor Pertholdi dicta Ferraza (OT 100). Non escludiamo un nome proprio, o soprannome, medioevale Ferracius, derivato da Ferro (vedi), con l’aggiunta del classico suffisso diminutivo friulano -ùt.
Nello Schedario Corgnali: 1301 Jacobo feraça de Glemona; 1330 Feracii a Moggio; 1426 Martin feracay a Cividale; 1472 Daniel Ferazo de Predaman; sec. XV Andreas dictus fer de Porta Chascanani; 1541 Nicolò Fer di Martignaco.
Presente a Cividale (qui Francesco Ferracio lapicida nel 1654 e Marino Ferazzi nel 1765; a Orsaria don Filippo Ferazzo nel 1666).
fonti
1313, 14 marzo m.° Gerardo Feraza di Alessandria abit. Udine (ACU Iura frat. SS.mo 1); 1330, 7 ag. Willelmo q. m.° Girardo Feraça di Udine (Osp. 167); 1490 Antonio Feraz di Lionaco, benefattore dell’Ospedale S. Maria della Misericordia di Udine, con beni in Leonacco (Osp. 22); 1565, 28 agosto don Zuane Ferazzi da Venzone ivi Capp. – il piev. don Dom. Varai lo raccomanda come prete di vita bona et esemplare (Filze); 1594 Antonio Vadino detto Ferrazza fitt. nobb. Colloredo in Pieve di Avian (ASU Coll.-Mels I parte 13.111); 1666, 27 marzo don Filippo Ferazzo q. Giac. da Orsaria si fa patrim. eccl. (Filze); 1679, 9 giugno m.° Antonio Ferrazzo piccapietra da Cividale – teste in Pozzuolo (ANU 3621); 1743 Antonio Ferrazzo brazzante in Ruda (ACAU 718/6); 1765 Sig. Marino Ferazzi – speziaria Cividale – forniva cera a chiese (ACR 399/2).