Malghìn (recte Máligoi) è un cognome arrivato a Brischis in comune di Pulfero più o meno attorno al 1775-1780 dalla vicina valle dell’Isonzo e precisamente dal paesino di Smast adagiato sulla sponda sinistra dell’Isonzo, distante 4 chilometri da Caporetto e facente parte della parrocchia di Libušnje che un tempo era sottomessa alla “cura" di Tolmino.
La forma originaria e corretta del cognome era Maligoj alla quale i sacerdoti di San Pietro hanno presto cambiato i connotati a motivo di una errata trascrizione o comprensione del cognome. E così dal 1785 in poi Maligoj è stato trasformato prima in Malgin e poi in Malghin.
Questa trasformazione o corruzione del cognome è evidente se consultiamo i libri e lo Status animarum della parrocchia di San Pietro. Il 4 agosto 1784 Stephanus filius qm. Joannis Maligoi de Smast paroeciae Tulminensis qui per plures annos commoratus est sub hac cura Sti Petri si sposa con Catharina filia Joannis Peternel de Biarzo. Stefano, come tanti altri giovani sloveni della valle dell’Isonzo e della Šentiviška gora si era rifugiato nella valle del Natisone probabilmente per evitare la leva militare che in Austria era obbligatoria. L’11 ottobre 1785 viene battezzato Antonius filius legitimus et naturalis Stephani Malgin de facto habitantis Brischis et ejus uxoris Catherinae.
Maligoj di Brischis, poi corrotto in Malghin, è dunque un cognome sloveno di origine controllata che, un tempo, era diffuso non solo a Smast, ma anche nel paesino di Kamno (1665 filius Vrbani Maligoj de Camana Libri dei battesimi di San Pietro).
È probabilmente sorto, con la formante -goj, dall’aggettivo sloveno mali “piccolo".
Da notare che i cognomi sloveni con desinenza in -goj (ad esempio Bodigoj, Saligoj, Plasigoj, Guligoj) rispecchiano talvolta dei nomi di persona molto antichi che potrebbero risalire al periodo della colonizzazione slava / slovena della Alpi orientali (Zuanella, Dom, 4, 1997).