Monìn è diminutivo di Mon, a sua volta forma aferetica di Simón “Simone".
Cognome presente a Martignacco e Udine.
fonti
1677 Gio. Batta Monino f. di Gius. da Brazzacco abit. Pozzuolo (ANU 3621).
1693, 25 sett. Bartolomea Monin figlia del q. Lazaro da Moruzzo, moglie di Eugenio Orlandini habitante presente fuori della porta di Cussigna d’Anni 30 – accusata di sortilegio del Tamiso. Nel corso del processo Bartolomea Monin dichiara: ... mi furono rubate in casa un paro di Calzette di bumbage, una Pignata, et un pezzo di sapone, et io curiosa di voler sapere, chi m’havesse rubbato tali cose; una mattina avanti desinare, andai à farmi imprestare un Tamiso et una Forbice di quelle che si stringono con le mani, da una tal donna per nome Vincenza, che stà in d.° Borgho quale pure fa Cordelle, et tornata in casa mia con le suddette robbe, ove concorsero con tal occasione, tirate dalla curiosità diverse Persone, et in Spetie d.a Vincenza ... un’altra Persona per nome Stramaglia, che tempo fa era Hortolana di quest’horto del Conte, una tal Vedova vecchia, per nome Valentina, ecc. ecc. Alla presenza di tutte le suddette creature io presi il Tamiso e le forbici da una parte, e dall’altra parte fatte prender le forbici accennate dà Giovanni figlio di Valent. Carni, io pronunciai le seguenti precise parole: per S. Pietro, Per S. Paolo, Per S. Thomaso, e per i dodici Apostoli dico così che questa Valentina mi ha tolto la robba che mi manca. Pronunciate tali parole il Tamiso che era sostenuto dalle forbici andò intorno. Doppo di che detta Valentina, che era presente, principò a scongiurarsi, col dire, che non era vero. Feci isperienza per altre persone, et il Tamiso non si mosse; Dal che ebbi motivo di replicare à D.a Valentina, che essendosi mosso il Tamiso alla nomina del di lei nome, e non d’altre persone, era segno manifesto, che la robba, che mi mancava l’haveva lei ... (ACAU – Inq. pr. 630).
1777, 29 giugno Ser Lazaro Monino eletto Granarista Osp. Udine (Osp. 305,51).