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Motta

cognomi

Motta
Da uno dei tanti centri abitati così chiamati. Presente a Udine e Pordenone.
fonti
1327 divisione tra Zuliano, Domenico e Matteo q. Vargendo Motan di Osoppo (ANU 2224); 1360 Pietro de la Mota q. Michele notaio a Cividale (AB); 1408, 26 dic. Ser Zuanne Mota q. Tomaso da Codroipo – testa – suoi ff. ed heredi Dom. e Nic. (ACR 192); 1466 I pordenonesi unitamente si accordano per impedire l’accesso al castello a qualunque sia maschio o femmina, e di qualunque condizione sia, che non abbia licenza dalla Comunità. Che se qualcuno volesse accedervi, e venisse ammazzato, l’uccisore non dovrebbe patire il bando, e dei beni dell’ucciso avesse 25 lire. Viene egualmente determinata la chiusura delle vie convergenti al castello, alla quale opera destinasi mastro Cristoforo de Rorario, mastro Ermanno Venden e mastro Antonio della Motta. Vengono nominati governatori i tre cittadini Antonio di Monteregali, Francesco de Quechis e Francesco de Vinanti (Candiani 1902); 1531 Girolamo Motta notaio da Cividale (ASU); 1565, 17 aprile Leonardo Mota q. Bastian vende alla ch. casa in cortina (ACR 192); 1608 m.° Mattia Motis “hosto in Tricesimo” (Osp. 230); 1628, 4 maggio Sig. Biasio Mottis mercante di Udine q. m.° Mattio – Compera da Orazio e Aless, f.lli Manin per duc. 4484 casa in Mercanovo tra la roggia e la piazza, casa in cui è il portone che dà sulla piazza (ACR 804); 1640 G. Batta Mottis mercante di ferramenta in Tricesimo (AAU Filze); 1655 Mattia Mottis mercante di legname – aveva il “porto” a Dignano – anche negozio di ferramenta (AB); 1655, 24 giugno Ser Mattia Motis eletto cameraro Osp. Udine (Osp. 298); 1655, 2 luglio Marcantonio Motta vomita specie consacrate dopo messa – gli sembrano demoni fin che le ha nello stomaco (S. Uff. 297); 1658 Sig. Mattio Mottis cittad. Udine – Suo f.llo Sebast. – avevano beni in Nogaredo Prato (ACR 62); 1660, 29 dic. Antonio e Gregorio f.lli q. Giuseppe Di Gregorio (o della Paolina) da Nogaredo di Prato – prendono a livello duc. 20 dai f.lli Sigg. Sebast. e Mattia Mottis di Udine (ACR 546/2); 1679, 12 agosto Sig. Carlo Mottis q. Mattia da Udine – mercante – aveva avuto per 7 anni nel suo negozio Marco Chiaranda di Venezia che poi passò nel negozio del Gesù in Udine (Filze); 1690, 29 nov. Carlo Mottis q. Mattia da Udine - accusato di invocaz. demone per “conoscere” meretrice - ma non ebbe esito. Nel corso del processo il Mottis dichiara: ... non havendo cullato amicitia con certa donna pubblica, né havendo potutto aver seco, ho invocato perciò l’aggiuto del Diavolo circa 29 volte ... Li ho invocato con promessa di non accostarmi ai Sacramenti, anco nel giorno Santissimo di Pasqua, sfacendomi sopra più voto di comunicarmi ogni prima Domenica di Mese ... (ACAU – Inq. pr. 612).
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