Mul era nome di persona, come si può evincere da alcuni documenti medioevali gemonesi. Altri documenti della stessa cittadina riportano quelle che dovrebbero essere sue forme accrescitive: Mollon, Mullon, Mullion, Mulion... (Marchetti, 1934), nonchè Catarina la Muliona. Nel 1326 a Udine infra terram Stephani mul (Moro, 1991).
La forma Mullón si trova a Gorizia e Chiopris-Viscone. Mulloni è abbastanza diffuso a Cividale, soprattutto nella frazione di Sanguarzo; qui è documentato dal 1503, ma con una forma che potrebbe essere in contraddizione con la spiegazione sopra fornita (Colau filius Simon Melon de S. Georgio). Le attestazioni successive si rifanno, invece, sempre a Mulon: 1515 Zuan de Mulon, 1520 Antonia Nicolai Muloni; 1540 Chulau filius de Zuan de Mulon; Bernardin di Mulon; Thoma de Mulon (Zuanella, Dom, 11, 1997). È presente anche a Udine e Corno di Rosazzo.
A Moggio di Sotto Mulón è soprannome di alcune famiglie Gallizia. Vedi anche Mullig.
È logico pensare che l’origine del nome, probabilmente da un nomignolo, trovi spiegazione in mul “mulo". La prova documentaria di ciò viene offerta da De Stefani 2000: “È oggi estinto a Fresis (com. di Enemonzo), dove fu in auge per secoli il cognome Mulon / Mulloni. La prima attestazione illustra, nel contempo, il processo di cognominizzazione. Il 21 gennaio 1378 compare in un documento steso a Socchieve Brucnuto (?) dicto mul q. Jacobi ville de Freysis. L’otto novembre 1571 è menzionato, in una vacchetta notarile, Antonio quondam Nicolao mulo de Frisis. Un Daniel mulono di Fresis è teste in un testamento steso il 13 aprile 1582. Il nome di famiglia è ancor vivo sul finire del ‘600 come si ricava dalla registrazione, il 16 febbraio 1691, del funerale di Margarita filia q. Danilis Mulon de Friisis. All’ inizio fu soprannome molto diffuso in tutto il Friuli. Troviamo, ad esempio, nel 1414 a Udine Leonardo dicto mulo cane, oppure, nel 1515 Zuan de Mulon a Cividale. In certe zone la voce mul è ancora viva. A Budoia viene usata nell’accezione di “testardo", mentre altrove, a Gemona e Moggio, ma anche a Enemonzo, indica il “ragazzo". Alla base sta mul “mulo" che designa l’animale testardo per antonomasia. Ma il mulo è anche l’animale bastardo, nato dall’incrocio di un asino con una cavalla. Il concetto di “bastardo" si è poi applicato ai trovatelli, ai bambini nati da un accoppiamento non consentito dalla società e dalla Chiesa. La casa dei trovatelli veniva chiamata ospedâl dai mui. Di qui si ebbe pure il termine ospedalìn con cui si era soliti designare appunto gli spuri. Il soprannome veniva attribuito in origine a chi era stato esposto dai genitori, circostanza non rara durante molti secoli. In processo di tempo si passò, in certe zone, da mul “bambino esposto" a mul “ragazzo".
A Cividale si trovava Mulla, ma non sappiamo se è legato a Mulloni: 1495, 25 maggio don Gaspare Mulla q. Dom. Mulla da Rualis Vicario in Caporiacco, teste in Cividale (AB); 1497, 12 gennaio Pasqualino e Franc. q. Leon. Mulla da Rualis in causa con m.° Pantaleone sarto di b.° Ponte (ANU 729); 1514, 6 gennaio Pasqualino Mulla q. Leon. da Rualis testa – Sepoltura nel cimitero S. Stefano di Gagliano con 8 preti e 4 doppieri (ANU 727). Lo stesso dicasi per Mullo: 1436 Paolo di Nicolò q. Odorico Fradon da Grupignano sposa Pascolina q. Giac. di Simone Mullo di Grupignano (ANU 712).
fonti
1480 Giovanni Mulon da S. Guarzo – cameraro ch. S. Giorgio (ANU 728); 1492 don Sebastiano Mullione notaio – roga in Tricesimo (Catapan Tricesimo 1572); 1501 Minico Muloni q. Gio. da S. Guarzo compera prato presso Vernasso da Mattia f. q. Arneo (ANU 727); 1501, 20 gennaio Pantaleone e Domenico f.lli q. Iacuzio Muloni da S. Guarzo vendono per 15 duc. un campo là de la Fontana (ANU 727); 1505, 26 maggio Puntisso Muloni q. Ianis da S. Guarzo per duc. 5 s. 26 vende a Filipussio q. Gio. Pitioni di S. Guarzo un prato di un settore in Seselat (ANU 727); 1530, 22 genn. braida del Conv. S. Domenico di Cividale affittata a Iacomo de Domenigo Mulon di S.G. (ACR 83/2); 1570 m.° Ant. vereduraro q. maistro Gregorio Mullion di Gemona (AB); 1596 Natalis Mullonus decanus a Sanguarzo (Dom 30.09.2010, pag. 5); 1614 Gian Paolo di Taddio q. Stefan q. Piero Mulloni da San Guarzo Cividale sp. Zuanina di Natale q. Benato q. Macor Mulloni (Extraordinariorum); 1628, 20 marzo don Giacomo Mulone mans. Duomo Cividale – assolto Gregorio Caligaro da S. Andrat che gli aveva rotto in testa un boccale di vino cun sanguinis effusione (Extraordinariorum); 1671 Gio. Batta Muloni q. Gio. Paolo da S. Guarzo – pubblico stimatore e perito (AB); 1687 Angelo Mulloni (anche Mullaro) notaio Coderno in S. Odorico (Filze); 1695, 17 ag. Ser Gio. Batta Mullone si oppone al nob. Nic. Calderini che vorrebbe comperare da Osp. Udine la casetta in contrada S. Maria Udine in cui lui abita da 25 a. pagando puntualmente l’affitto e ove suo figlio ha fatto un “aviamento” (Osp. 300); 1730 Stefano Mullone pubblico saccomatore Botti Vino in S. Guarzo (ASU Colloredo-Mels III parte 32); 1736 Agostino Mullone notaio da Cividale (ASU); 1800 Giuseppe Mulloni fu Dom.co da Cividale notaio S. Pietro Natisone (ASU); 1816 Maria Mulloni nata in Grupignano nel 1793, figlia di Giuseppe Mulloni del sobborgo di S. Dom.co di questa Città, sposa Giuseppe Piani da Cividale, figlio di Gio. Batta da S. Giovanni di Manzano (A.P. Cividale-S. Pietro).