Cognome che si trova soprattutto a Cormóns e Gorizia (qui a fine Cinquecento Piceka Gnesa, Piceka donna de S. Piero, Piceka Anna filia Aegnatio). Un tempo si trovava anche a Cividale. Nello Schedario Corgnali: 1479 Pizechum a Resiutta; sec. XV Petro Pizetti a Resia; 1500 Picecco presenti a Carraria e Rualis di Cividale e Grions del Torre; 1526 Aloijsium Picechini de Artenea habit. in Segnaco; 1535 Pizech de Roman de Toglian; 1560 Johanne Pizecchi a Resiutta; 1574 Leonardutis Picicutti a Purgessimo; 1579 Leonardus Picecchi a Pontebba; 1587 campo de Pizecco de Camin abbita in Risan; 1589 Maria Piceza de Vergnà; 1594 Franciscus Pizeche (o Pizzechi) de Ruzolio; 1594 Francesco Piceco diacono de Cortal. Non siamo in grado di spiegare con sicurezza questo cognome; potrebbe trattarsi della contrazione di due nomi come Pieri “Pietro" e Cec, ipocoristico di Francesco. Tra gli Aita di Buja si ha il casato Picéc e tra i Pezzetta di Tomba di Buja Picèche che ne è senz’altro il femminile. Nella stessa frazione si ha Picecòte tra i Covasso, così come tra i Covasso della vicina Rivoli di Osoppo.
fonti
1582, 17 dic. don Domenico Picich da Gorizia era offic. in S. Martino di Lethai della Carniola infer. (Extraordinariorum); 1597, 20 ott. don G. Batta Picecco (anche Picicco ) da Cividale (Extraord.); 1600, 8 nov. capp. di Castelmonte – discesso – va a Roma per Giubileo (Mandatorum); 1604, 21 nov. procura a Ser Antonio Covassi di Cividale abit. S. Daniele per presentare don G. Batta Picecco a capp. di S. Gio. in Duomo Cividale (ANU 3942); 1715 Ser Gio. Batta Picech della Vicinia di Cormons (ACAU 726/1); 1723 Gregorio Pizecho (o Picecho ) di Camino di Codroipo (ASU CRS 39); 1734, 2 marzo don Gio. Batta di Franc. Picech da Cormons – Ferdinando barone de Neuhaus fonda una cappella con duc. 1089 per suo patrim. eccl. (AB); 1735 Giacomo Pizzeco hà preso cinque conzi, trè secchie, e nove boccali di Vino bianco à lire sedici il conzo, ed ha promesso di pagarlo con tanti matteriali della prima fornace che cucinarà in Visinale, e di dare la calcina à lire due lo Staro, le Tavelle à lire due il cento, ed i coppi à lire quattro (ASU Coll.-Mels III parte 32).