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Pitt

cognomi

Pit, Pitt
C’è chi si ostina a crederlo di origine inglese e c’è chi lo crede una forma aferetica del nome di persona Agàpit (it. Agapito). Mons. Biasutti non era un connoisseur di onomastica ma, qui come altrove, ha avuto buone intuizioni: “… risulta che sino ai giorni nostri dal nome Pietro vengono i vezzeggiativi Pit e Pitu " (Biasutti, 1976). In effetti, nella sua Forgaria, nel 1415, un certo Pieri Pit doveva pagare un censo ai Savorgnan. Possiamo, inoltre, citare dallo Schedario Corgnali: 1219 Petrus de Faganea filius q. Amici noti dicti Pitonus; 1286 Petrus Pita a Gemona; 1299 Petrus dicto Pitta a Gemona; 1365 Petrus dicto Pitul a Treppo; 1451 Petrus olim Pithie de Predemano; 1535 Petrus q. Joannis Pit de Cercivento superiore; 1591 Piero Pitoch a Moggio; 1595 Petrus dictus Pit a Porcia… E Pit era nome di persona, in Friuli, non in Inghilterra: 1393 iuxta pittum de Lovarya…; in OT, 151 quondam Antonii Pitii. Possiamo supporre che Pit derivi da una forma tedesca, o tedeschizzante, del nome Pietro (ad es. Piter che è documentato nel 1319 con Pitero de Ragonea, con Piter nel NA, ecc.). In Germania, anche attualmente, Pitt è una forma popolare del nome Peter “Pietro" (Drosdowski, 1974). Anche secondo Bonifacio 1991 il cognome istriano Pitacco deriva dal nome Pietro. La forma Pitt è caratteristica di Cercivento (1394 Antonio filio qm Pytti de Cercivento, 1498 Giovanni Pit q. Pietro Pit da Cercivento; 1512 Zuan e Orlant Pit a Cercivento Superiore; 1524 Orlant Pit de Cercivento sup.; 1587 qm Zuanne qm Pietro Pit), dove 15 famiglie portavano questo cognome nel 1937. Pit è anche nome di casato (ad esempio di famiglie Barazzutti a Mena di Cavazzo) e può formare dei composti come in Colapìt (famiglia Zearo a Cavazzo). A Buja si ha il toponimo Androne di Pîti.
fonti
1485 Petro q. Joannis Pitij de Tricesimo, teste (ASU Barnaba 19.18); 1498, 20 aprile il vic. di Fagagna don Francesco Lusio come procur. di mons. Marcant. preposito S. Pietro Carnia affitta a Giovanni Pit q. Pietro Pit da Cercivento un maso in villa Questa in Carnia (ACR 854/7); 1513, 5 genn. Orlando q. Battista Pitt da Cercivento superiore e Nic. f. q. Candido Pitti per se e f.lli viventi in comunione vendono per 50 duc. 2 parti su 6 del monte Pal pizul a ser Leon. q. Ser Gerardo della Muta di canale Zilia (not. Nic. Ianis); 1516, 14 febbraio Orolando (sic) Pit q. Battista Canale S. Pietro Cerciv. compra biade in S. Daniele (ANU 3901); 1548, 13 genn. Cristoforo Pit abit. Paluzza esigeva £ 43 per una cavalla da m.° Valent. di Luincis (ANU 4986); 1549, 24 aprile mugnif. Sig. Nicolò Pithi maestro delle Selve dell’Imperatore Vienna fa suo procur. Gio. Batta Pittiano di S. Daniele abit. Udine per esigere duc. 200 da lui spese per il q. nob. Isidoro Cossio quando era nelle carceri di Vienna (ANU 3909); 1569, 29 ott. Valentino e Giacomo f.lli q. Dom. Pyth de Carpaco (ANU 3934); 1599, 3 luglio Mattia del Pitto (o del Pit ) contadino da Villa di S. Daniele accusato di magia terapeutica (ACAU – Inq. pr. 380); 1633 Iacomo di Pietro Di (o De ) Rivo q. Leonardo q. Pietro da Rivo Paluzza sposa Appollonia di Nicolò Pit e di Caterina Di Rivo pure da Rivo di Paluzza (Filze); 1641 Joannis del Pit di Toppo (ASU CRS 524); 1687 m.° Giacomo Pitto di Toppo, debitore della Chiesa del Carmine di Toppo (ASU CRS 523); 1759, 14 ag. don Nicolò De (o Di ) Reggi di Giacomo da Sudrio e Maria Pitto da Cercivento – l’avo paterno Sig. Nicolò q. Giac. gli fa patrim. eccl. (Patrimoni); 1784 Sig. Gio. Pietro Pitt pubblico chirurgo di Cercivento (AB).
Pitt
Vedi Pit.
Pitta
Probabilmente da Pitta, antico nome o soprannome di persona maschile (1286 Petrus Pita; 1299 ego Osvaldus dictus Pitta de Budrio, imperiali auctoritate notarius; 1338 Presentibus Pitta notario de Utino; 1365 Nicolussio q. Pite not. de Utino; 1390 Pita filio Bernardi de Val; 1405 Francisco Pitte q. Panthaleonis; 1464 Dominicus del Pitha a Malisana). Non escludiamo che si tratti di una variante di Pitter, nome di persona un tempo in uso e probabile versione locale o dialettale del tedesco Peter “Pietro" (1299 Petro dicto Pitta a Gemona). Si veda, comunque, anche Pit, Pitassi, Pittana, Pittìn… Cognome presente Torviscosa (anche a Malisana dove è documentato nel 1464 con Dominicus del Pitha, nel 1494 con Matia del Pita, nel 1547 con Dominico del Pitta), San Giorgio di Nogaro, Cormóns.
fonti
1749 Fiorito Pita, gastaldo Fraterna del SS.mo Sacram. di Pasiam di Prata (ASU CRS 349/4); 1809 Antonio Pittà colono in Malisana (ASU Della Torre/B 30).
Pittacolo
Probabile diminutivo di Pitàc (vedi); comunque nome di persona documentato anticamente. Per esempio a Venzone: 1306 Matheo q. Jacobi Pitaculi; 1416 Indriusius Pitacul; 1476 ser Simonis de Pitaculis. Nel 1443, sempre a Venzone, così annotava il cameraro Serzi della fraterna di Santa Maria: adi 2 febrar dey a domenis pithacul per so fadiga el alzise 2 porzi soldi 10; … adi 4 agosto fo livelada la vigna a ser andrea pitachul comenzando lo fito a corer a sant michel prosimo per lire 20 de fito lano. Attualmente questo cognome è presente soprattutto a Ronchis di Latisana e San Michele al Tagliamento, dove si possono trovare anche le forme Pittaccolo e Pitaccolo.
Pittana
Zuane Pitana habita in Cornazai: così in un documento del Cinquecento. È probabile che Pitàna sia il femminile di Pitàn (1486 Nicolaus de Pitan ad Arzene; nello stesso secolo Stefano Culussij Pitan), nome di persona formato da Pit, forma abbreviata di una variante tedeschizzante del nome Pietro, con l’aggiunta del suffisso -àn. Vedi anche Pit, Pitter, Pittaro, Pitassi, ecc. Attualmente il cognome si trova a San Paolo di Morsano al Tagliamento (da Cornazzai nel 1595 con Pietro Pitana), Spilimbergo, Latisana, Udine, Valvasone, Codroipo (nel Seicento, al molin della Siega, abitava Marc’ Antonio Pittana di Cornazzai). Petris 1999 lo segnala nella zona di Arzene dove è documentato dal 1431 (Pitani), indi nel 1453 (Jacobum Pittana), nel 1476 (Pithane), nel 1540 (Pittanae).
fonti
1523 Daniele q. Giac. e Lorenzo q. Olivo ambi Pitana de Arzene (ACR 834/2); 1604, 9 genn. Francesco e Leonardo Pittana da Cornazzai accusati di magia (ACAU – Inq. pr. 548); 1625 m.° Nadal Pittan, fittuale in Beano del Monastero di S.ta Chiara di Cividale (ASU CRS 59/1); 1726 Ser Dom.co q. Pietro Pitana di San Paulo, teste (ASU CRS 447); 1730 D.no Olivo Pittana, provveditore Fraterna del SS. Sacram. di Spilimbergo (ASU CRS 497/2); 1733, 1 sett. Pietro Pittana (anche Pitana ) q. Dom. da S. Paolo al Tagl. – locaz. 9 anni terre e sedime della Congr. Oratorio Udine a cui 13 St. frum. e 15 co. vino e 4 capponi (ACR 642/5); 1735, 1 sett. Sig. Pietro Pitana cameriere di Mons. Giacomo Maria Erizzo Vescovo di Concordia, prende una casa in Spilimbergo (ACR 392/2); 1739 Ser Giacomo Pitana q. Sebast. da Latisana, prende a livello duc. 30 da Confr. B.V. Ronchis Latisana (ACR 408/2); 1750 Dom.co padre, Lunardo, Osgualdo, et Zuanne figlioli Pittana, fittuali Fraterna B.V. Concezione di Latisana (ASU CRS 250); 1751 Gio. Batta Pittana di S. Paolo debitore nobb. Colloredo (ASU Perusini 693.6); 1762 Leonardo Pittana, cameraro Scola SS.mo Rosario di Barbeano (ASU CRS 25); 1769 Leonardo Pittana, cameraro della Fraterna del SS.mo Sacramento di Barbeano (ASU CRS 25); 1770 Sig. Antonio Pittana fittuale in Pradipozzo (ASU CRS 397); 1780, 14 luglio Maria Maddalena Pittana di G.B. q. Osvaldo anni 16 da S. Paolo al Tagl. – sta per sposare in Portogruaro un affittuale di un cavaliere veneto (Filze); 1782, 18 agosto Giacomo Pittana q. Franc. anni 25 da Venezia abit. Udine da molto tempo lavora di Stagno con Franc. q. Andrea Desiderio di anni 31 da Bari da 14 anni abit. a Udine (Filze); 1816 nasce a S. Paolo (di Morsano al T.) Pietro Pitana di Gio. (A.P. S. Paolo); 1816 Francesco Discetti di Giovanni nato a Venezia nel 1880, falegname domic. in Udine, sposa Rosa Maddalena Pittana nata nel 1790 a Udine, sarta e figlia di Giacomo di Venezia ora domic. a Udine (A.P. Udine S. Nicolò).
Pittào
Vedi Pittàu.
Pittarella
Secondo Soranzo 1996 va superata l’ipotesi di Olivieri 1923 che partiva dalla voce veneta betarelo “pettirosso" e si può optare per il sostantivo, sempre veneto, pitaro o piter “vaso da fiori". Può essere insorto, perciò, come soprannome della fabbricazione dei vasi. In questa versione diminutiva femminile è presente a Pordenone (e in provincia di Venezia); molto più frequente nel Veneto, soprattutto nel Padovano, è il cognome Pittarello.
Pittaro
Può derivare dal nome di persona Piter, di origine germanica e variante di Peter “Pietro", documentato nel “Necrologium Aquileiense“: Piter obiit, qui dimisit capitulo V marchas… In Germania, anche attualmente, Pìtter è la forma renana di Peter “Pietro" (Drosdowski, 1974). Ci pare meno probabile che derivi dal nome di mestiere tedesco Büttner “fabbricante di botti" (nei dialetti austro-bavaresi la B- all’inizio della parola viene pronunciata P-), o dal medio basso tedesco petta “pagnotta piatta". Olivieri 1923 lo faceva risalire ad una parola veneta che significa “pettirosso". Solo se la pronuncia fosse Pitàr, in verità mai sentita, si potrebbe pensare al friulano pitâr “vaso di fiori", o anche “pentolino": nel 1702 a Zovello di Ravascletto Filippo Pitâr sposa Maria de Rivo (A. Roia). Cognome caratteristico di San Martino al Tagliamento, con presenze a Udine, Talmassons, Codroipo. A Flumignano: 1624 Stephanùs del Pittar della Vicinia di Flumignano (ASU Florio 251); 1734 Franc. Pittaro, Priore Fraterna Consolaz. di Flumignano (ASU CRS 223/1).
Pittàu
Illuminante un documento del 1443 riportato da Nerio Petris nel suo ottimo libro sulla toponomastica di Arzene: Petrus q.m Pauli Petau de Sclavania… Si tratta di Pettau, nome tedesco di Ptuj, città slovena famosa per il vino (e ciò fin dall’epoca romana quando era Poetovium) e per gli allevamenti di polli. Cognome diffuso soprattutto a Montereale Valcellina e Maniago (1471 Iohannes Pitau); si trova anche a Cordenons, Vittorio Veneto, Venezia. Ad Arzene si trova Pittao che è solo una variante più “venetizzata" (documentato dal 1443; campi de Pitau nel 1525; campi de Pitao nel 1788). Da non confondere con l’ identico cognome sardo che è variante di Pittanu, il quale corrisponde a Bustianu “Bastiano" (Pittau, 1990).
fonti
1591 Lorenzo q. Colao di Pithau, fittuale in Maniago (ASU CRS 256/5); 1670 Lorenzo q. Bastian di Pitaù di Maniago, teste (ASU Perusini 728.7).
Pitter
Dipende dalla posizione dell’accento: se pronunciato Pìtter potrebbe trattarsi dell’antico nome di persona Pìter (di probabile origine germanica, attestato con Ulrico Pitter de Ragonia nel 1232 e con Pitter nel Necrologium Aquileiense); se pronunciato Pittèr si potrebbe trattare della parola veneta pitèr “vaso". In Germania Pìtter è la forma renana del nome Peter “Pietro" (Drosdowski, 1974). Cognome presente a Pordenone (3 famiglie a Venzone nel 1938).
fonti
1222 Federico II imperatore, duca d’Austria, infeuda Enrico Pitter di Ragogna della terra e dazio di Pordenone, in rimunerazione della fedeltà sempre portata al duca Leopoldo suo padre (Candiani 1902); 1652 Zuanne Pitteri della Vicinia di Brazzano (ASU CRS 175/2); 1797 Antonio Piter q. Marco notaio da S. Odorico Sacile (AB); 1797 M.° Giorgio Pitter (o Pittero ) Soravia, cameraro della Fraterna della B.V. di Sapada di Cargna (ASU CRS 464); 1816 muore a Sacile Anna Piter di Giovanni di anni 22, tessitrice, nativa di S. Gio. del Tempio (A.P. Sacile); 1823 Regina Piteri figlia di Angelo bottegaio, artista, nata in Latisana nel 1806, sposa Giacomo Fabris di Natale di Lestizza (A.P. Latisana); 1936 muore Antonio Pitter, patriota risorgimentale, ingegnere, pioniere dell’utilizzazione dei bacini montani a fini idroelettrici. Realizzò la Centrale idroelettrica di Malnisio, oggi monumento nazionale, che porta il suo nome. Era nato nel 1867 a Rorai Grande di Pordenone (Angelillo 2002).
Pìttia
Pìtie mê, slissòte sì ch’un glîr, inculuride sì ch’un mêl cjargnél, dret sì ch’un biel mani d’un inglîr ! … Da questi versi di Nicolò Morlupino (1528-1570) si potrebbe dedurre che Pìtie fosse un nome di donna in voga nel Cinquecento; potrebbe trattarsi, però, di una finzione poetica, di un nome pescato nella cultura classica, forse la Pitia, sacerdotessa di Apollo a Delfi, che pronunziava gli oracoli stando sul tripode. Alcune attestazioni potrebbero indurci a pensare che Pìttia fosse un nome maschile: 1303 Jacobo Pithya a Gemona; 1451 Petrus olim Pithie de Predemano; nel 1498 si ha Pithia a Cividale (Corgnali), ma senza l’indicazione del sesso e, in questo caso, si potrebbe collegare a Pit (vedi). Non possiamo escludere che il cognome derivi da pìtie, termine usato come soprannome di persona incerta, pedante, o col significato di “bacchettona". Presente a Pavia e Udine.
fonti
1513 Pittia a Ipplis (Corgnali); 1533, 27 sett. il conv. S. Pietro Martire Udine affitta a Mattia d.° Pithia da Ipplis per 5 anni un ronco in località Ceret (ACR 784/7); 1733 Giacomo Pitia, cameraro Fraterna SS.mo Rosario di Ipplis (ASU CRS 248); 1742 Francesco Pitia, cameraro Fraterna di S. Giuseppe di Gagliano (ASU CRS 225/1); 1750 don Michael Pittia de Ipplis è sacerdote (ACAU); 1789 Dom.co Pitia di Craoreto fitt. nobb. de Puppi (ASU Coll.-Mels III parte 33).
Pittiani
Forse come Pittia (vedi), con l’aggiunta del suffisso -àn; si tratta, comunque, di un nome o soprannome con documentazioni abbastanza antiche: 1363 Philipo dicto Pitiano de Sancto Daniele; 1400 Andrea q. Pithiano da San Daniele notaio; 1412 Ser Andree Pitiani; 1421 Andreas natus egregi viri ser Iacobi de Pithianis de Santo Danielis; 1468 Nicolai Pitiani de Sancto Daniele… A Gemona nel 1572 Joannes Jacobus filius Battista Pitiani, proveniente da Colloredo (Tomat, 2001). Nello Schedario Biasutti: 1588 m.° Valentino Bacinar da Venzone mette il f.° Battista d’anni 10 c.a. per 5 anni a imparare l’Arte del calzolaio da Ser Alessandro Pittiano da S. Daniele che darà vitto vestito e lire 12. Attualmente il cognome è presente a Fagagna dove è arrivato da San Daniele all’inizio dell’Ottocento; ma già nel 1417 è ricordato un Tomaso Pytiane che aveva in affitto un terreno in località Musaria in quel di Fagagna (Zucchiatti, 2000).
fonti
1367, 5 aprile Pitiano da S. Daniele testa con altri domini in Arcano al pagamento dote di Cecilia f.a di Simone q. Micolo signore di S. Daniele (Osp. 189); 1396 Andrea Pittiani notaio da S. Daniele (ASU); 1415, 21 marzo Ser Gabriele Pitiani q. Ser Andea da S. Daniele era stato proprietario di metà del Mulino un tempo di Domina Almingarda ved. q. Zuanatto Choy di borgo Aquileia mentre l’altra metà era di Tomba ved. q. Giac. già di Malazunpicca posto nella roggia che scende da Chiavris presso porta S. Quirino e l’aveva venduto a Gio. Sutil q. Lor. di porta Cussignaco (Osp. 167); 1440 Nicolò q. Ser Gio. Pittiani notaio di S. Daniele (AB); 1449 Giacomo q. Gabriele Pithianis (o Pittiani ) notaio da S. Daniele (ASU); 1451, 1 giugno Ser Leonardo Pitiani notaio f. di Ser Gabriele de Pithianis de S. Daniele teste in Udine (Osp. 112); 1483 Francesco q. Ser Battista Pittiani prende in casa certa Lucia già sposata e con essa ha una figlia. Poi detta Lucia va con ser Carlo di Brugnera gastaldo e ne ha una figlia (AB); 1496 Gabriele Pithianis notaio da S. Daniele (ASU); 1497, 24 ott. nob. Giovanni Pitiani nuovo gastaldo Cividale (ANU 730); 1547 Zanello di Pitià cameraro Chiesa S. Andrea di Madrisio di Fagagna (ASU Perusini 96); 1580 Domino Hectore Pithiano capitano substituto Belgradi (ASU Zucco 61); 1625 Giacomo Pitiano della Vicinia di Oleis di Manzano (ACAU Vicinia Oleis); 1674 Joseffo q. Pietro d.° Piti Brun, collono delli SS.gg.ri Asquini in Fagagna (ASU CRS 217/5).
Pittilini
Probabile diminutivo di Pit (vedi). Qui potrebbe, però, concorrere lo sloveno petélin “gallo" (a San Giorgio di Resia suona pitilìn) che ha lasciato parecchi cognomi (P. Merkù, inf. pers.). Fu comunque nome o soprannome le cui attestazioni sono abbastanza antiche: 1336 Candidus Pitilin; 1343 Nicolò Pitilini e 1432 Joannis Pitilini a Tarcento. Nel 1444 Simone Pittilino fittuale in Tarcento (ASU CRS 511/1). Cognome presente a Pavia.
Pittilino
Probabile diminutivo di Pit (vedi) e variante di Pittilini (vedi). Presente a Basaldella di Campoformido dove è giunto nel 1893 con Angelo Pittilino nativo di Pozzuolo.
Pittìn, Pittini, Pittino
Può derivare dall’antico nome femminile Pìtie (vedi Pìttia), magari sulla falsariga di Sulìn, Catìn, Paschìn, ecc. Oppure, più probabilmente, da un diminutivo di Pit (vedi). Ricordiamo, comunque, che con pit o piti si può intendere, nel linguaggio infantile, “uccellino" o, in qualche luogo, “pollo". Nel 1363, a Fagagna, c’erano Rubeus filius Pitini e Martinus q. Pitini; nel 1417 a Povoletto un francisco marangon dicto pitino q. Pitini; nel 1453, a Cividale, un m.° Domeni pitinat e il Catapan di Fagagna riporta un Tome de la Pitinessa… La forma Pittìn si trova a Ovaro (4 famiglie a Entrampo e 3 a Luincis nel 1940), a Comegliàns (8 famiglie a Maranzanis e 2 a Povolaro nel 1938), a Rigolato (4 famiglie nel 1940); Pittini è caratteristico di Gemona (1552 Vizenzo figliolo di mistro Biasio Pitin de Artegna; 20 famiglie nel 1929) ed è rappresentato anche a Udine, Arta (6 famiglie ad Avosacco nel 1937), Pordenone, Buja, Osoppo (proveniente da Gemona), Tarcento, Torviscosa; Pittino si trova soprattutto a Dogna (10 famiglie nel capoluogo e molte altre nelle frazioni nell’anno 1937) e Udine, con presenze a Pontebba, Tarvisio, Tolmezzo, Buja (qui il toponimo Pitìn: casa, orto ed arativo sul cocuzzolo di Mont di Zoc), Paluzza (5 famiglie nel 1938), Sutrio (9 famiglie nel 1938), Osoppo (proveniente da Dogna). Presso Molinis di Tarcento il toponimo Casa Pittini.
fonti
1575 Io. q. Leonardi Pitini de Cercivento cede beni a Leonardo q. Pietro Subvia-Sottovia (ASU Perusini 728.6); 1820 Gabriele Pittini di Valent. nato nel 1794 in Povolaro di Comeglians, segatto, abit. in Maranzanis, sposa Lucia Quirini di Dom.co da Tolmezzo (A.P. Tolmezzo).
Pittioni
Probabilmente da Pìttia (vedi), o da Pit(i) (vedi Pit), antichi nomi di persona; ma anche Pitión era nome di persona nel Quattrocento: un Pithionus è documentato, nel 1465, proprio a Sanguarzo/Sanuarç, in comune di Cividale, dove questo cognome (1501 Philipussio filio Johannis Pithioni de Sancto Guarcio; 1503 Elena uxor Pitioni de Sancto Guarcio) è endemico. Presente anche a Premariacco e Codroipo.
fonti
1596 Matthias Pittionius, Pirinus Pitionus a Sanguarzo (Dom 30.09.2010, pag. 5); 1717 Leonardo Pition d’Orsaria, teste (ASU CRS 301/1); 1738 Sebastian Pittione di S. Guarzo fitt. nobb. de Puppi (ASU Colloredo-Mels III parte 32).
Pittis
Come Pitis (vedi). Cognome presente a Mortegliano (soprattutto Lavariano, ma anche Chiasiellis dove nel 1573 vivevano Battista Pitis e Piero Pitis), Codroipo, Udine.
fonti
1697 Batta Pittis di Chiasielis, fittuale Girolamo Savorgnan della Bandiera (ASU Di Toppo 113); 1710 Missier Dom.go del q. Batta Pittis della Villa di Chiasiellis, cede beni a Giac. Brida di Lavariano (ASU CRS 252/1).
Pìttolo
Pìtul era nome di persona: 1295 Marco Pitulino de Malnisio; 1327 Pitulino becario a Cividale; 1365 Petro dicto Pitul a Treppo; 1413 Nicolaus Pithuli de Talmassons; 1433 prope canipam Pitali a Moimacco; 1439 Pitulono a Ovedasso di Moggio… Può essere un diminutivo di Pit (vedi). Con pìtul si indicano anche le infiorescenze di talune piante (nocciolo, salice, ecc.) note in italiano come amenti, gatti, ecc. Infine pit e pite indicano, nel linguaggio infantile, ma non solo, certi gallinacei domestici. Nello Schedario Corgnali: 1226 Dom.co Pitollo, servo in Ariis; 1492 Bertholum Pitholum de Ovedasso. Cognome presente a Moruzzo (1635 Nicolò Pittolo), Martignacco, Udine. Un tempo a Somplago di Cavazzo C. era noto il cognome Pittuli: 1582 Maria filia Joannis Mariae Pittuli jugalium de Sumblacu; Menia filia Laurenti Pittuli et Jacobae jugalium de Sumblacu.
fonti
1407 Blasio q. Pituli de Artenea debitore Fraternità S. Nicolo di Buja (ASU Barnaba 19.2); 1559, 3 aprile Battista Pitolo di Magnano – morto i mesi passati – la ved. Maria chiede tutore per i 3 orfani – e cioè il fratello del marito, tale: Dom. di Giac. de Pit di Artegna (ANU 4987); 1809 Dom.co Pitolo possiede 3 bovi in Pavia di Udine (ASU Della Torre/B 30).
Pittón, Pittone, Pittoni
Pitón era nome di persona, come si può dedurre dall’abbondante documentazione presente nello Schedario Corgnali: nel Trecento Maister Pitonus de burgo Glemone a Udine e Pytono filio Ghigelmi de Martignaco; 1331 D. Pitoni de Mugla; 1344 q. Pitoni de Faganea; 1348 Pitoni a Udine; 1364 Pitono q. Leonardi a Fagagna; 1423 Leonardus cerdo assertus Pitonus; 1573 M.° Novello di Pithon a Beano; ecc. A Udine nel 1427 per far lu aniversari di Piton; lu lasso di Piton; 1428 maistro Denel favro di maistro Piton chemerar (Vicario, 2001, b). Nel 1536 sembra già cognome: Danielis Pitoni ad Ajello (Pellis, 1922). Formuliamo l’ipotesi che si possa trattare di un accrescitivo di Pit (vedi). La forma Pittón è più diffusa delle altre: caratteristica di Rivarotta di Teor, molto frequente a Palazzolo e Pordenone, con buone presenze a Cordenóns, Casarsa, Pravisdomini, Azzano Decimo, Fiume Veneto, San Giorgio di Nogaro, Annone Veneto, si trova anche in una mezza dozzina di altre località. Pittone si trova a Udine. Pittoni, oltre che a Udine, è presente a Romans di Varmo, Tolmezzo (soprattutto Cadunea, secondariamente Imponzo), Latisana.
fonti
1384, 9 dic. Leon.dus Pitto de Zuglo habit. in Inponcio (not. Gio. Tolmezzo); 1441, 1 giugno Nicolò detto Peton q. Gio. Lucia di Brazano teste ivi (ANU 712); 1494, 20 ott. Giacomo q. Pitoni de Inponcio nomina suo procur. Ser Pietro Bartolini (not. G. Batta Bartolini); 1514, 8 giugno Giacomo q. Piton di Imponzo deve 2 duc. a Ser Gio. Ant. Portunerio di S. Daniele (ANU 3894); 1531, 29 aprile Biagio Pethono q. Antonio da Giassico vende per duc. 8 al nob. Gio. Formentino q. nob. Bartolomeo sue ragioni su terreno del monast. della B.V. in Valle di Cividale (Osp. 243); 1538, 3 febb. Sutrio. Mastro Piton di Sezza vende prato (ASU Perg. Sicorti); 1542 Venditione fatta da Zanutto nominato Cudo et Jacomo F.lli q. Pier’Ant.° detto Pitton d’Azzan ai nobb. Panigai per duc. 50 d’un pezzo de terra de campi 5 posto nelle pertin. di Azzan in loco detto li campatti (ASU Panigai 215); 1549, 31 genn. don Giacomo Pittono da Rivarotto in lite con don Ant. de Castellinis che egli accusa di aver viziato o falsificato una dichiarazione (Acta Curia); 1575 Pittoni in Brazzano e Giassico (AB);1579 Colau Pitonin di Loncha, fittuale Fraterna di S.ta Maria dei Battuti di Codroipo (ASU CRS 191/7); 1583 Dom.go Pitthon di Riva Rotta fittuale nobb. della Torre (ASU Torriani/A 32); 1593, 25 genn. Ser Nicolò Pitton da Imponzo aveva fornito buoi ai macellai di S. Daniele nel ’92 ser Franc. Albertis q. ser Gius. Spilissio per 60 rainesi (ANU 3941); 1613 Eredi q. Zanuto Cudo detto Pitoni di Azzano, fittuali nobb. Panigai (ASU Panigai 128.2); 1619 presente a S. Gio. di Casarsa, oriundo di Bannia, Nicola Pitton, sposato con Domenica Flumignano (Luchini 1995); 1648, 7 dic. don Nicolò Pittoni da Rivarotta – licenza cura anime quale coop. del vicario di Palazzolo (Patriarcalis); 1656, 30 giugno Biasio Pitton podestà di Flumignano (ACR 144/1); 1666, 25 ag. Marco Pitton della Vicinia di Bania (ACAU Bannia); 1670, 24 sett. Ser Francesco Pittone da Imponzo – i Comuni di Illegio Imponzo di cui lui rappresentante avevano sequestrato quartese e fatto sosp. a divinis il piev. di Illegio (Civilium); 1675 Maddalena di Carlo q. Zuane q. Nicolò Pittone di Imponzo sposa Ant. di Jac.° Masino (AAU Filze); 1686, 14 dic. muore a 48 anni, in casa del Sig. Gio. Batta Cortinovi di Udine dove alloggiato, il Sig. Tomaso Pittone da Socchieve (Morti S. Xforo); 1690 Lenardo Piton da Pedrina fittuale Sigg. Popaite (ASU Popaite 7.22); 1699 Francesco Pittone, -i q. Carlo notaio da Imponzo (ASU); 1707 Gio. Giacomo Pitton, cameraro della Fraterna della B.V. della Centura di Dannon (ASU CRS 6); 1707 Eredi q. Alberto Pittoni di Brazzano, debit. Fraterna della B.V. (ASU CRS 31); 1713 Jseppo Piton da Fagnigola fittuale nobb. Panigai (ASU Panigai 128.1); 1721 Ellena Moglie di Pietro Pittone d’Imponzo, consorella della Fraterna della Centura di Tolmezzo (ASU CRS 522); 1723 m.° Dom.co Piton di Portogruaro debitore in Sesto (ASU CRS 491/2); 1731 Leonardo Piton di Imponzo, fittuale Fraterna S. Michele di Casanova (ASU CRS 41); 1735 D.no Jseppo Piton, gastaldo della Scola del SS.mo Crocifisso di Portogruaro (ASU CRS 390); 1742 Lucrezia q. Gio.Batta Pittone q. Leon. q. Gio. Batta q. Girolamo da Cadunea sposa Ser Carlo q. Ottavio Leschiutta (Filze); 1745 Sig. Zuane Piton, debitore Scola SS.mo Rosario d’Azzano (ASU CRS 22); 1748 Daniele Pitton di Rivarotta, fittuale Fraterna B.V. dei Battudi di Palazzolo (ASU CRS 310/1); 1762 D.no Sgualdo Pitton di Prata di Pasian di Prata (ASU CRR 349/1); 1763 Osualdo Piton Podestà di Orcenico (ASU Perusini 725.2); 1797, 5 genn. Sig. Leonardo Pittoni q. Gio. Franc. de Imponzo abit. Udine – livello duc. 600 da monast. S. Dom. Udine – possedeva la braida Bariglaria in Reana (ACR 637/1); 1816 Giovanni Pittone nato a Udine nel nel 1787, sartore, di Gio. Batta d’Imponzo nella Cargna, pure sartore, sposa Teresa Cristina Corà nata nel 1791 a Udine, cucitrice e figlia di Giacomo di Sacile, cocchiere (A.P. Udine S. Cristoforo); 1810 Francesco Piton d.° Burat di Riverotta di Teor acquista aceto dal Nob. della Torre (ASU Della Torre 37.22); 1823 Gio. Leonardo Pittoni – pubb. perito in Tolmezzo (AB); 1830, 8 giugno Luigi Pittoni detto Casanova intagliatore in Udine – pagate a lui £ 268 per il nuovo espositorio del Duomo Udine (ACU Sagrestia registri).
Pittonét
Diminutivo di Pittón (vedi). Presente a Flaibano e, secondariamente, a Pordenone, Pasiano di Pordenone, Fiume Veneto.
Pittoritti, Pittoritto
Probabile diminutivo di pitôr “pittore", ma anche “imbianchino". Nello Schedario Corgnali: 1375 Francisco q. Dominici Pitorut de Quadruvio a Udine; 1505 lo sedime lo qual fo altre volte de Colau Piturit con le case sopra edificate a Udine. Pittoritti si trova a Martignacco; Pittoritto a Udine.
fonti
1668 Gio. Domenico Petorito (anche Pettoritti-o ) notaio cancelliere di Buia (ASU); 1685, 10 marzo Sig. Simone Pittoriti, -tti (o Petoriti ) perito pubblico e scultore in Udine (AB); 1698 Elisabetta Pittoritto fornaia Osp. Udine (Osp. 301); 1704 Girolamo Pettoritti notaio da Buia (ASU); 1716 R.do Sig. P. Lodovico Pettoritti di Buia, Parroco in Vendoleo (ASU CRS 837); 1721 Testam. dell’Egregio Sig. Gio. Dom.co Pettoriti di Buia (ASU Barnaba 21.13); 1731 Sig. Antonio Pettoriti del sig. Simone da Buia agente dei coo. Manin a Passeriano (AB); 1822 Angelo q. Ant. Pitoritto di Terenzano, fittuale del Co. Florio (ASU Florio 254).
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