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gobbo
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bilingue

gobbo ,
  • 1

    adi. plet, gobit, gobut Copia

    [AD] (che al à la gobe)
    era gobbo dalla nascita = al jere gobit di cuant che al jere nassût

    adi. plet, gobit, gobut, spalet Copia

    (che al ten lis spalis in jù)
    non stare gobbo = no stâ a stâ plet
  • 2

    adi. sgrumbulôs, gombôs Copia

    [AD] (di superficie, cun busis e gombis)
    un prato gobbo = un prât gombôs
  • 3

    adi.

    [TS] (vedi zoppo)
  • 5

    s.m. plet, gobit, gobut, spalet Copia

    [AD] (persone che e à la gobe)

locuzioni

    colpo gobbo
  • brut tîrCopia
    [CO] (azion sleâl)
    è stato proprio un colpo gobbo quello che mi hai tirato = al è stât propit un brut tîr chel che tu mi âs fat
  • gobbo reale
  • gobit reâlCopia
    [CO] (persone cu la gobe su la schene e sul pet)
    un gobbo reale = un gobit reâl
  • morsetto gobbo
  • smuarset sgobâtCopia
    [BU], [TS] (smuarset cence vît, che si dopre inserît intune smuarse)
  • togliersi dal gobbo
  • [CO] (vedi levarsi di dosso)

cognomi

Del Gobbo
Da una caratteristica fisica della persona. Si trova a Udine, Pavia, Tavagnacco, Latisana. Ad Osoppo il nome di casato Gòbo tra i Pellegrini (chei dal Gobo).
fonti
1549, 6 novembre Siccome le torricelle delle mura di Pordenone, dalla parte del molino del gobbo, minacciano rovina, si concedono a Popaite e Medicis con obbligo di restaurarle e conservarle per ogni bisogno di guerra o pubblica necessità (Candiani 1902); 1627 Urban del Gobo di Dignano fittuale nobb. Zucco (ASU Zucco 5); 1685 don Gio. Batta Del Gobbo di Ser Nicolò q. Ser Paolo da Bressa il padre e lo zio Angelo gli fanno patrim. eccl. (Patriarcalis); 1689, 27 giugno Ser Zuanne Del Gobbo abit. in Udine – sarto (Osp. 81); 1709, 28 dicembre Giacomo Del Gobbo q. m.° Giacomo (nato postumo) e donna Romana da Laipacco Udine nato nel 1690 – licenza veste clericale (Filze); 1750 Pietro del Gobbo di Driolassa debitore nobb. Colloredo (ASU Perusini 693.6); 1815 Santo Del Gobbo nato a Udine nel 1783 agricoltore figlio di Andrea pure agricoltore di Udine sposa Teresa Gremese nata a Udine nel 1793 di Giovanni agricoltore di Udine (A.P. Udine-Carmine).
Gobbi, Gobbo
Dal soprannome Gobbo, dall’evidente motivazione. La forma Gobbi si trova a Udine, Pordenone, Tarcento, Caorle, Cesarolo, Portogruaro. Gobbo a Udine, Santo Stino di Livenza, Azzano Decimo, Bressa di Campoformido (1614 Angelum Gibum; 1628 del Gobbo Paolo q. Paolo; 1630 Valintino et fratelli q. Battista del Gobbo), Prata di Pordenone, Fiume Veneto, Portogruaro, Monfalcone, Campolongo, Cividale, Ruda, Porcia, Cervignano, Annone Veneto. Nello Schedario Corgnali: 1507 Gobo a Lucinico; 1552 Bel deli Gobi da Tiez; 1937 Gobbo 7 famiglie a Campolongo al Torre, provenienti da Bressa nel 1687; 1938 Gobbi 4 famiglie a S. Quirino.
fonti
1505 Meneghino Gobbo da Tiezzo Pordenone (ACR 381/1); 1527 Andrea Gobbo da Tiez fittuale Sigg. Popaite (ASU Popaite 3.2); 1539 Daniel et Zanin Gobbi de Fiumisin fittuale Sigg. Popaite (ASU Popaite 3.2); 1545 Ser Fabricio Pisenti q. Ser Pietro gobbo da Portogruaro (ACR 390/1); 1557 Locacione fatta per i nobb. Panigai à Zuane nominato Gobbo del q. Ant.° de Casteons habit. in Fossalta d’un pezzo de terra de campi nove alla mesura piccola, posta nelle pertinencie di Fossalta, in luoco detto Valvolt (ASU Panigai 215); 1569, 25 maggio Giusto Gobbo macellaio di Udine – aveva il negozio “sub macello magno” (Extraordinariorum); 1573 Gaspare Gobbo (anche Gibbis) notaio di Aquileia (AB); 1578 Heronymo q. Petri Gibbi di Nogareto Turris, in Chiopris (ACAU 718/7); 1601 Eredi Gobbi cedono Livello all’Abbazia di Sesto (ASU CRS 491/4); 1614, 22 sett. Angelum Gibum estimatores in Brixia (Fantini e Romanello, 2002); 1629 Locazione dei nobb. Colloredo di Terre à Dom.go q. Batta Gobbo di Pocecho (ASU Perusini 752); 1637 Battista di Daniele del Gobbo e Battista q. Angelo del Gobbo, anbi di Bressa, risultano essere coloni della Signora Margerita moglie relitta del q. Nob. Mathia Clapiz di Udine. Il giorno successivo Battista q. Paolo del Gobbo ed il citato Battista q. Angelo del Gobbo acquistano, al prezzo di Duc. 88, i beni oggetto della succitata colonia (ASU ANA 7193); 1642 Braida in Colloredo di Prato del molto Ill.mo Sig. Cesare Colloredo tenuta da Valentin e F.lli del Gobbo di Bressa (ASU CRS 853/1); 1647, 17 sett. Paolo e Domenico Gobbo f.lli da Bressa erano affittuali del nob. Camillo Gorgo di Udine (da Patrinomi); 1652 Ser Giacomo Gobbo, primo gastaldo della Fraterna del SS.mo Rosario di Teglio (ASU CRS 519); 1653, 20 genn. Paola Gobbi di Giacomo abit. a Udine Porta Ronchi accusata di avere creduto alla santità di Maria Fiascaris di S. Daniele (ACAU – Inq. pr. 218); 1654 don Gio. Domenico Gobbo (anche Gibbis o de Gobbi) di Valentino da Bressa stava in casa del conte Camillo Gorgo in via Viola a Udine (ACAU), nel 1670 eletto Pievano Chiesa di Campo Marzio di Villa Vicentina (ACAU 718/8); 1666 Dom.co Gobbo di Pozecho fittuale nobb. Colloredo (ASU Perusini 693.7); 1667 Sebastian Gobbo della Vicinia di Pozzecho (ASU CRS 210/1); 1669 Caterina Moglie di Franc. Gobo, consorella della Fraterna di S. Antonio Abbate di Theor (ASU CRS 520); 1671 Heredi q. Valantino del Gobbo et Paolo suo F.llo della Villa di Bressa possiedono Maso in Colloredo di Prado già di ragione Feudale dei nobb. Colloredo (ASU Perusini 559.5); 1672 Domenigo Antonutto di Colloredo di Prado collono in Colloredo di Paolo del Gobbo di Bressa (ASU Perusini 559.5); 1687 Agostina di Giuseppe Gobbo (anche Del Gobbo o Dei Gobbi) q. Gio. Batta q. Paolo q. Paolo da Bressa sposa Gio. Batta di Franc. Bertoni q. Biasio pure da Bressa (Filze); 1693 Michael Gobbo di Vipulzano, fittuale Chiesa S.ta Andrea di Mossa (ACAU 717/4); 1694 Nicolò del Gobbo di Bressa acquista terreni dai nobb. Colloredo, terreni che sino ad ora teneva in affitto (ASU Perusini 691.7); 1705 Gio. Maria Gobbo d.° Pellegrin di Bagnara, fittuale in Portovecchio (ASU CRS 395 Chiesa); 1716 Rev. Leonardus Gobbi Sacerdos Goritiensi (ACAU 722/1); 1721 Zuanne del Gobbo, fittuale in Bicinicco del Monastero di S.ta Maria in Valle di Cividale (ASU CRS 175/2); 1725 Giacomo Gobbis procuratore del co. Antonio Polcenigo (ACR 62); 1747 Mattio Gobbo, gastaldo della Scuola della B.V. di San Stino di Livenza (ASU CRS 449); 1760 il Rev. Angelo del Gobbo fu Nicolò di Bressa istituì nel Paese Natale una Mansioneria perpetua (Mansioneria de Gobbis) “affinchè il Cappellano coadiuvasse il Parroco ed il popolo potesse trarvi beneficio” (A.P. Bressa); 1771 Eredi q. Sig. Dom.co Gobbi, -o possiedono terre in Fiume V. (ASU CRS 222/1); 1800 i Gobbo sono presenti a Fratta di Caneva (Luchini, 1997); 1809 Pietro Gobbo colono in Ruda (ASU Della Torre/B 30); 1819 Francesco Pizzolito di Pietro nato in S. Giorgio nel 1799, villico, sposa Orsola Gobbo di Giac. nata nel 1799 in Latisana, villica (A.P. Latisana); 1819 nasce Giobatta Gobbi di Alvise di Sacile (A.P. Sacile); 1822 Giovanni Gobbo d.° Cont di Bressa, fittuale del Co. Florio di Udine (ASU Florio 254). 1926 nasce a Bressa l’artista padre Fiorenzo Maria Gobbo di Rodolfo (dal Cont) alto esponente dell’affresco, mosaico e vetrate istoriate. Di lui, Padre David Maria Turoldo ha scritto: ... si è dedicato come ad una specie di apostolato alla missione della bellezza, del comunicare in segni ed immagini al tempo presente quello che è il mistero eterno di Dio. Perché è un religioso, e dirò anzi che è un religioso umile come umile la sua pittura, in apparenza almeno: modesto in sé, e veramente friulano. Io lo chiamo il manovale: il manovale friulano è il migliore della terra: E non faccio per dire, perché l’ho visto dappettutto in giro per il mondo: Ed ha l’umiltà del manovale; in realtà invece è un artefice: soprattutto quando fa le vetrate, quando veramente scopre il noumento delle cose; difatti sono appena adobrate... È uno che viene dai campi, è uno che viene dalla gente umile, viene da Bressa insomma... di lui parlano di un Beato Angelico moderno, nel tormento della vita moderna. Non può essere il paragone; come quando parlano di me come un Jacopone da Todi... Guardate ad esempio quelle vetrate come stanno bene. Io le ho viste a S. Maria in Via a Roma, le ho viste veramente nella realtà. Quando entro in quella cappella sento subito l’invito alla contemplazione, l’invito alla serenità del mistero che si rappresenta e che diventa luce, diventa colore, dove la luce è come una spada che ti ferisce... (Padre David Maria Turoldo).
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