Da massâr “fittavolo, colono", ad es. nel 1425 Çuan massar di Bratiul. Aveva anche il significato di “amministratore di una comunità" ed è documentata, almeno per Artegna e Buja, la carica di massaro come “massima autorità del Comune". Ad Artegna nel 1567: Et così vidi Jacomo Vidon, Massaro della Villa, con circa otto, over nove di Consiglio, sentati là sul zocco, sotto la nogara, dove suol radunarse il Comun; de li quali ricordo che erano: Como, Battista, Jacuz, ecc... circa a do passi dallo sclopo della fontana. A Buja debeant DD. Masarius et Consiliarij elligere et deputare quattuor vel plures Provisores ad custodiam dictae Comunitatis... (Statuti del 1371) e nel 1506 il Massaro di Buja per lo Brico aveva fatto far certo proclama circa lo pescar nel fiume Ledra.
Così lo Zorutti: Ancjimò ài di finî di vendemâ, / di fâ i conts ai massârs, / e cent altris afârs.
Voci come massàr e massàro sono presenti nei dialetti dell’ Italia settentrionale e hanno lo stesso significato del friulano massâr.
Questo cognome è piuttosto diffuso a Maniago (qui i toponimi Braida Massaro nel 1839 e Stalla Massaro nell’IGM), presente a Udine. La forma Massari, diffusa nel Ferrarese e nel Bresciano, è presente a Gorizia.
fonti
1426 Alberto Lù Massaro fittuale in Brazzano (ASU CRS 139/1); 1554 Battista e Nicolò del Massaro de Reana (ANU 4987); sec. XVI Bartolomeo Massari, poeta e letterato da Pordenone (Angelillo 2002); 1633 Dona Menega dell’Androna del Massaro (alias Masaro) in Borgo di S. Lucia a Udine (Della Porta 1991, 355 Massàr); 1635 Andrea Massaro fittuale in Griolassa nobb. Colloredo (ASU Perusini 691.11); 1660 Ser Michil Massaro (o Masaro) in Vicinia di S. Martino Codroipo (ASU CRS 294/1); 1694 Lorenzo q. Zuan Maria di Russuledo detto Massaro di Maniago, teste in Pofabro (ASU CRS 351/1); 1714 Donna Maddalena Figlia del q. Zuanne Massarutto di Maniago, cede beni alla Fraterna B.V. del Rosario di Vivaro (ASU CRS 844).