Probabile nome di mestiere dato a chi usava la spolaòra (termine vaneziano che sta per l’italiano “scotola"), uno “strumento di lama di ferro larghissima a guisa di coltello, ma senza taglio, senza costola e rotondata in punta col quale si scuote il lino e si batte prima di pettinarlo, per farne cader la lisca" (Boerio). Per Rapelli 1995 da un soprannome foggiato sul veneto spoladór “scotolatore, gramolatore (del lino, della canapa, ecc)". Cognome che si trova, here and there, nel Veneto; presente a San Vito al Tagliamento.