Dal nome di persona Agostino, a sua volta dal latino Augustinus diminutivo di Augusto (CI 30); qui è conservata la forma latineggiante di origine notarile. Vedi Agosti e Agostini.
Questa forma diminutiva era molto diffusa in passato: Avustini de Glemona e Avostino nel 1350; Agustino de Mels nel 1317 (Avustinus de Mels nel 1320), Pieri nevot di Austin selar a Udine nel 1425 (Vicario, 2001 b), ecc. Augustinum de Sancto Laurencio nel catapan di San Lorenzo di Sedegliano (SL).
Attualmente la diffusione del cognome sembra essere soprattutto carnica (Zuglio, Prato Carnico, Forni Avoltri, Tolmezzo...) e, in effetti, il personale Agostino appare una decina di volte nelle “Carte del Vicariato foraneo di Gorto in Carnia" pubblicate da Gilberto dell’Oste nel 1999 (1420 Augustino quondam Vicoli de Plaza de Pesargis; 1450 heredes quondam Augustini de Mignulesco de Ovaro; ecc.). Da un ramo degli Agostini o de Augustini s di Ravascletto, documentati all’inizio del Cinquecento, deriverebbero gli Agostinis di Prato, Pradumbli e Ovasta (A. Roia). Si trova anche a Latisana, Lignano, Palazzolo, Grado (da Prato Carnico nel Novecento).
Nello Schedario Biasutti troviamo che gli Agostini o Agostinis dal Quattrocento sono numerosi a Fielis di Zuglio: nel 1487 Agostino di Giovanni Agostini compera prato in Zeglia di Fielis da Matteo Pauli. Secondo la stessa fonte gli Agostini dal Quattrocento sono numerosi anche nei paesi posti tra S. Daniele e Sedegliano (1499 Rivaldo e Domenico q. Nicolò Augustini da Rivis al Tagliamento).
Circa gli Agostinis di Collina di Forni Avoltri così scrive Enrico Agostinis nella sua validissima ricerca (Agostinis, 2001): “Il cognome è stabilmente presente a Collina da circa 180 anni, proveniente da Forni Avoltri e Frassenetto: la tradizione di famiglia – peraltro in accordo con quanto detto sopra – ne colloca tuttavia l’origine primaria in Cjanâl, con ciò a Collina intendendo proprio la Pesarina, o Canale di San Canciano (com. di Prato Carnico). La prima menzione in anagrafe risale al 1801 (Apollonia di Agostino, morta sedicenne), ma è assai dubbio che all’epoca la famiglia fosse già residente a Collina. La registrazione anagrafica è in effetti anteriore di vent’anni alla comparsa stabile. Intorno al 1820, pressoché contemporaneamente, si insediano a Collina due fratelli che danno origine ai due distinti rami della famiglia tuttora presenti, Fâri e Pirucélo, entrambi a Collina Piccola".