Si tratta di un nome di mestiere che, in origine, stava ad indicare chi fabbricava carbone vegetale, l’esperto in carbonaie.
Questo cognome era presente a Brischis e a San Pietro al Natisone già agli inizi del Seicento (oggi si è conservato solo a San Pietro) e lo troviamo talvolta segnato sui libri parrocchiali di San Pietro anche nella forma slovena locale kúotar.
L’attività del carbonaio, presente nella Slavia friulana prima del 1600, si è sviluppata soprattutto alla fine del XVII e all’inizio del XVIII secolo. Lo si può dedurre anche dalla presenza, in quel periodo, di numerosi carbonari nelle Valli del Natisone, presenza ben documentata nei libri parrocchiali. Da notare che la maggior parte di essi proveniva dal Friuli occidentale, in particolare da Meduno, dove sembra che l’attività dei carbonai fosse molto sviluppata (Zuanella, Dom, 14, 1994).
fonti
1663, 10 ag. Ghera Carbonaria detta “Geriza” da Lasiç accusata di stregoneria (ACAU – Inq. pr. 393); 1750 Zuane di Matteo q. Giorgio q. Canciano Carbonaro da Brischis sposa Giovanna Coren (Filze); 1764 Giuseppe di Zuanne q. Marino Manzin da Pulfero sposa Giovanna Coren ved. q. Zuanne Carbonaro (Filze); 1770 Zuane q. altro Zuane Carbonaro di Brischis, teste in Cividale per la Ven. Chiesa di S. Martino di Torreano (ASU CRS 524); 1856 Valentino Carbonaro notaio da Cividale (ASU).