Dall’identico nome di persona (a Gemona nel 1437 a la muglir chi fo Ferant chi fo al mulin ad aburatar la farina del pan de la sitimina). Secondo Rapelli 1995 “dal nome personale Ferrànte, derivato a sua volta dall’aggettivo antico ferrànte riferito al colore tra grigio-ferro e rossiccio del mantello di cavalli misto di peli neri, grigi, bianchi e bai. Alla diffusione del nome avrà anche contribuito il fatto che vari cavalli delle leggende cavalleresche francesi erano così chiamati".
Nello Schedario Corgnali: 1270 Detalmo ferant a Gemona; 1330 Ferandus condam Reseani de Resenta; 1368 Andreas dictus Ferant de Villa Utini; 1413 Valentino dicto Ferando q. Joh. Martini de Ara; 1537 M.° Ferando q. M.° Simon ad Attimis.
Presente a Monfalcone (più diffuso a Trieste e nel Veneto).
E così il conte Ermes:
Ti spieti senze fal cun cûr costant
ma mene ancje cun te lu bai Ferant.
fonti
1606 Giacomo de Ferant a Maniago (Corgnali); 1660, 1 maggio don Francesco Ferant di ser Domenico di Ziracco – il padre gli fa patrim. eccl. (Filze); 1756 Giacomo di Gio. Batta Saccavino e di Menega Ferrante q. Gio. Batta da Cerneglons sposa Elena Nonino (Filze); 1760 Gioseffo del q. Battista Gottardo di Beivars ammogliato in primi voti in Dom.ca del q. Gio. Batta Ferrante di Cerneglons, sposa Tomasina di Valent. q. Angelo Tomasino di Bressa (A.P. Bressa).