Cognome lombardo molto frequente nel Bergamasco e anche a Milano, formato dal soprannome scherzoso e spregiativo Fumagalli, composto dalle voci lombarde fümà “affumicare" e gal “gallo, pollo", cioè “ladro di polli", in quanto per rubare i polli si affumicava il pollaio per stordirli e non farli starnazzare e fare rumore, con foglie umide e zolfo (De Felice, 1978). Lurati 2000 concorda solo parzialmente con questa spiegazione: “... Molto più semplicemente coloro che coniarono questo soprannome vi immisero, con arguzia, il verbo gergale fumare nel senso di ‘rubare, far scomparire’ (come fa la cosa che va in fumo e sparisce). Con allusività, quali Fumagalli si indicavano coloro che – secondo certi compaesani – facevano sparire i galli rubandoli". Anche in friulano fumâ può avere questo significato.
Nella nostra regione si trova a Udine (1777 Gio. Batta Fumagalli causidico) e Tavagnacco.