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Moro
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cognomi

Dal Moro
Dal soprannome di una persona con capelli o carnagione scura. Vedi Moro. Presente a Portogruaro.
Del Moro
Si trova a Sutrio e Tolmezzo. Vedi Moro. Nello Schedario Corgnali: 1542 Ser Paulo del Moro bergamasco in Codroipo habit. Madrisio; 1521 Juri del Mor a Liusul; 1557 messer Rocho del Moro a Udine; 1616 Ser Christoforo del Moro a Paluzza; 1675 del Moro a Ligosullo; 1938 Del Moro 16 famiglie a Sutrio.
fonti
1598 Zuà del Moro, fittuale in Gonars (ACAU 717/6); 1642 Michel del Moro d.° Tumbulo, Podestà del Comun di Varmo (ASU CRS 836).
Moro
Cognome che gode di una grandissima diffusione e dall’evidente significato di “persona dalla carnagione scura" o “dai capelli neri". Come nome di persona è documentato nel NA con un Moro stacionarius. Nel 1422, a Cividale, Mathia lu Moro si ha dat quinç di vin pignol XVII e selo uno e 1⁄2... È molto ben rappresentato a Udine, Pordenone, Fiume Veneto, Portogruaro, Cervignano, Lignano, Cordenóns, Caorle, Codroipo (i Moro di Basaldella di Campoformido sono arrivati nel 1889 con Santo Moro nativo di Passariano in com. di Codroipo), Sutrio con Priola (1692 messer Zuanne Moro giuratto dell’onorando comune di Nojarys); abbastanza frequente a Gruaro, Sacile, San Vito al Tagliamento,Tolmezzo, Treppo Carnico, Paularo, Montenàrs (documentato dal 1591), Santo Stino di Livenza, ecc., ecc. Per la Carnia così scrive Puntel 1998: “L’esistenza della famiglia Moro è documentata a Ligosullo, suo luogo d’origine, fin dalla fine del XIV secolo. Infatti fin dai primissimi anni del 1400 ne ritroviamo un esponente in un atto notarile del presbitero Stefano q. Francesco di Resiutta, vicario di San Daniele di Paluzza. In tale manoscritto appaiono come testimoni Iacobus filius Mori et Iacobus q. Murucutti de Ligosulo. Tutti i Moro presenti in Carnia hanno un antenato comune rintracciabile proprio in questa famiglia. Nel 1655 Agostino Moro da Cueste si trasferisce, con la moglie, da Ligosullo a Treppo, dando così origine ai Moro di questa località. I Moro di Sutrio e Priola sono i discendenti di Pietro Moro che verso il 1660 da Ligosullo si stabilì a Sutrio. I Moro sono scesi a Paluzza in più ondate, soprattutto nei secoli XV e XVI, e hanno colà dato vita ad una delle più numerose e facoltose famiglie del luogo: ora sono estinti, ma alcuni loro discendenti si trovano a Tolmezzo". A Gemona nel 1571 Joannes Baptista filius Leonardi vocato lo Moro, nel 1584 Jacobi More de villa Sutri contrade Carnea (Tomat, 2001). ... La famiglia Moro di Ligosullo è stata anche protagonista di una importante vicenda storica ed economica che ne mette in luce l’intraprendenza e la volontà di costruirsi un avvenire migliore anche lontano dal paese d’origine. Infatti nel ‘700, in Carnia, nel settore tessile non c’era spazio per ulteriori attività imprenditoriali oltre a quella già affermata dell’impresa Jacopo Linussio. Consci della realtà locale e decisi a valorizzare e mettere in pratica le loro doti e competenze nella fabbricazione di stoffe, i due fratelli Cristoforo e Giovanni emigrarono in Austria nel 1779 e nel 1784 in Carinzia aprirono una fabbrica che divenne il volano dell’industria tessile austriaca. Successivamente la fabbrica venne trasferita da Klagenfurt a Viktring e ciò comportò anche il passaggio della produzione ad un livello propriamente industriale. La sua importanza fu tale che l’imperatore Francesco Giuseppe diede alla famiglia vari riconoscimenti nobiliari (Puntel, 1998). Cognomi appartenenti allo stesso campo semantico sono diffusissimi. Anche Màuro può appartenervi, magari alla lontana: il nome di persona che ha dato il cognome sarà stato motivato dalla “simpatia" per qualche San Mauro ma, in origine, Maurus era etnico o soprannome di persona (come più tardi Moro). Lo stesso dicasi per Màur, Màuri, Màurig, Maurino, Maurutto. Il nome Mauritius, da cui il personale ancora diffuso Maurizio, nonchè l’identico cognome, è un derivato di Maurus (San Maurizio fu martire nel III sec.). Non ci sono, invece, influenze agionimiche nei tanti Negro, Negri, Negretti, Del Negro, Neri, Del Nèri, tutti con capostipite che si era meritato il soprannome a causa di una carnagione mediterranea. Lo stesso vale, anzi cela va sans dire, per i francesi Negron, Néret, Nérot, Nègre, Noir, Noiret (sempre Oltralpe incontriamo Moris, Mauris, Meuris, Morize, Morice, Morisse, Murice, Maurin, Morin, Moreil, Morelle, Morille, ecc.). E vale, naturalmente, anzi of course, per i britannici Black, Blackie, Blake, Blakey, ecc.; pure Oltremanica, seppur alla lontana, i derivati di Maurus; citiamo Moor, Moore, Morrell, Morris con la variante Morse, Morrison. Più vicino a noi, lungo il confine orientale, troviamo Cernèt, Cernétig, Cernic, Cérnigoi, Cerno, Cernóia, Cernòtta e l’ ibrido Moriélaz. Tranne l’ultimo, che ha una base (neo)latina, sono tutti assimilabili ai cechi Cerny e Cernik. Tra i cognomi tedeschi spiccano Schwartz, Schwarz, Schwarzkopf. E possiamo chiudere con una sinfonia di Moro: Moràs, Morassi, Morassùt, Morassutti, Morassutto, Moratti, Moratto, Morelli, Morello, Morés, Morét, Moretti, Morettìn, Moretto, Morettón, Moretuzzo, Mori, Moriélaz, Morìn, Morini, Morinelli, Morossi, Moruzzi...
fonti
1463 Antonius q. Johannis Mor de Luusulo (o Lurisulo) Canalis S. Petri Carnea, in Zuglio (ASU CRS 847/1); 1468, 22 ag. ... fatta perciò una rigorosa inchiesta con processo in Pordenone, fu con decreto di Cristoforo Moro, diretto al luogotenente di Udine delegato, commessa la restituzione della roba predata e l’invio a Venezia dei predoni... (Candiani 1902); 1536, 28 marzo Angelo del Moro q. Giac. de Livussul = Ligosullo compra biade a S. Daniel (ANU 3902); 1543 Jacomo detto Moro et Bortolomio detto Bottan F.lli e figlioli del q. Falcomer del Barbier da Chions, cedono ai nobb. Panigai Terra posto in loco detto La del Maian (ASU Panigai 215); 1548 Sebastiano Moro f. di Ser Bernardino q. Ser Vitale de Locatellis da Bergamo abit. Codroipo – notaio (AB); 1557 Agostino Moro da Cividale – trombetta del Provveditore (Osp.242); 1557, 26 agosto dott. Patrizio Moro abit. Venezia affitta terre in Concordia (ACR 479); 1564, 2 giugno Pietro Galant di Giac. di Percoto insieme a Gio. Maria Moro dello stesso villaggio, per avere rubato del vino al nob. Fabricio della Frattina, vengono condannati “a star appesi per le mani alla finestra della Curia, con due boccali al collo ciascuno e la domenica dalla mattina a mezzodì a star legati a un albero sulla piazza di Percoto con detti boccali al collo” (Fantini e Romanello, 2002); 1573 Meni Moro de Udene fittuale Coo. Ottelio (ASU Romano 5); 1575, 3 dicembre Antonio figlio di Leonardo detto Moro da Ligosullo (Filze); 1578 Dario di Pietro q. Bernardino Moro da Codroipo non vuol sposare Valentina Mazzoleni di Sebastiano (Filze); 1579 Ser Zanella Moro fittuale della Fraterna di S.ta Maria dei Battuti di Codroipo (ASU CRS 191/7); 1582, 28 nov. Ser Odorico del Mor q. Ser Floreano di Paluzza – testa – legati alla moglie in secondi votis Caterina – erede la figlia Margarita “magris intellectus” purchè assista il figlio Leonardo e la figlia Colussia nati scemi che non sapevan neppure parlare, ai quali destina dei beni se essa non penserà (Filze); 1593 Rev. Baptista Moro di Meriano (ACAU 716/2); 1599 Culau di Menia della Mora di Sequals fitt. nobb. Spilimbergo (ASU Spil. I parte 33); 1599, 20 aprile Ursula del Moro da S. Martino di Valvasone accusata di necromanzia (ACAU – Inq. pr. 360); 1605, 19 marzo Margherita Moro da Pordenone accusata di magia terapeutica e amorosa (ACAU – Inq. pr. 579); 1609 Matthio di Mor di Faijplano, teste (ASU Barnaba 19.15); 1624 Iacomo di Dom. q. Iacomo q. Andri del Moro di Ligosullo sp. Aloisia q. Costantino Molinaro di ivi (Filze); 1626, 21 febb. Rugier Moro da Cordovado accusato di magia (ACAU – Inq. pr. 834); 1626 Valintina Mora (o Moro), fittuale in Zompicchia del Monastero di S.ta Maria di Aquileia (ASU CRS 60); 1632 Francesco del Moro fittuale in Panigai dei nobb. Panigai (ASU Panigai 7); 1633 Steffano di Domenego Moro da Blessano (APVis.); 1638 Sebastiano q. Ser Mattio del’Angelo d.° Moro di Marsuris (ASU CRS 277/1); 1639, 19 sett. Sig. Giovanni Carrara già custode delle carceri sul castello Udine – sua moglie donna Fabiana esige £ 110 da don Pietro Moro di Paluzza per spese fatte mentre era in carcere (Patriarcalis); 1642 Andrea del Moro decano in Vicinia di Varmo (ASU Perusini 703.1); 1643 divisione tra Ser Val., Carlo, Pietro e Franc. f.lli Moro da Udine borgo Villalta (ACR 758/1); 1643, 21 agosto Sig. Nicolò q. Sig. Girolamo Moro da S. Daniele compera mangano in Udine androna Ospedale per duc. 1400 da Sig. Bernardo Narno manganer di Venezia (ACR 761/2/11); 1654 Agostino di Leonardo q. Agostino Moro sp. Domenica da Riu di Cercivento (Filze); 1655, 29 agosto don Domenico di G. Batta Moro di Paluzza eletto dal Consiglio delle Ville della pieve parr. di Paluzza (Filze); 1678 Zuanne del Moro d’Istrago, teste in Tesis (ASU CRS 521); 1679 Ser Giacomo Moro, debitore Fraterna B.V. del Carmine di Latisanotta (ASU CRS 250/3); 1679 Maso di Zuanne Moro dell’Abbazia di Sumaga, in Cinto (ASU CRS 498/2); 1681 Bernardin Moro detto il Bastardo di Prodolon fitt. nobb. Colloredo (ASU Coll.-Mels III parte 23); 1685 Andrea q. Marin Moro di Coja, teste in Tarcento (ASU CRS 516); 1687 Antonio Moro notaio da Codroipo (ASU); 1689, 8 luglio Sig. Gio. Batta Foresti da Venezia – in lite col Sig. Mattio Moro da S. Vito al Tagliamento (Civilium); 1702 Antonio Giorgio Moro, cameraro della Fraterna di S.ta Maria della Neve di Pontebba Veneta (ASU CRS 352); 1702 Franc. q. Steffano Moro di Blessano, debitore nobb. Zucco (ASU Zucco 27); 1706 Marco Moro oste nella Villa di Felettis acquista Vino dai nobb. Colloredo (ASU Perusini 691.12); 1709 m.° Zuanne del Moro di Travesio, teste in docum. della Chiesa della B.V. del Carmine di Toppo (ASU CRS 523); 1710 Mistro Pietro Moro di Udine, teste in Ravosa (ASU CRS 401/1); 1715 Domenica di Giuseppe q. Franc. q. Giac. Moro di S.M. Sclaunicco sposa Giac. di Pier Antonio Gomboso (Filze); 1718 Marco Moro, cameraro Fraterna di S. Valent. di Felettis (ASU CRS 220/4); 1718 M.° Zuanne Moro di Tavagnaco, Priore Fraterna B.V. di Consolazione di Reana (ASU CRS 401/2); 1728, 5 aprile don Nicolò Moro da Sutrio curato di Sigilletto – eletto parroco di Sutrio (Filze); 1732 m.° Zuane et Angeli del Moro di Tavagnacco (ASU CRS 518); 1738 Daniel Moro di Udine acq. Botte Vino da Fam. Martina (ASU Martina 551.7); 1747 Giuseppe Moro notaio e perito pubbl. di S. Vito al Tagl. e cancelliere di Sesto (AB); 1752 Sig. Pietro Moro q. Zaccaria della Vicinia di S. Paulo (ASU CRS 447); 1753 m.° Carlo Moro q. Antonio, cameraro Fraterna B.V. dei Battuti di Tarcento (ASU CRS 514/4); 1753 Antonio Moro, gastaldo in Barcis (ASU CRS 25); 1756 Dom.co q. Gio. Maria Moro di Bevorchia, fittuale Chiesa SS. Maria a Giuliana di Aviano (ASU CRS 16); 1763 Giuseppe Moro, Esattore Fraterna della B.V. di Gruaro (ASU CRS 248); 1763 Nadal Moro d’Anni 40 da Cusano ora abit. in Marzine (ASU Perusini 725.2); 1764 muore l’abate, geologo ed educatore Anton Lazzaro Moro. Era nato a San Vito al Tagliam. nel 1687 (Angelillo 2002); 1773 Sig. Franc. Moro, Gastaldo Fraterna B.V. Carmine Portogr.° (ASU CRS 386/1); 1776 Gio. Pietro Moro q. Pietro notaio da Sutrio (ASU); 1780 Pietro e Gius. Moro fittuali in Percotto dei nobb. Caiselli (ASU Perusini 274); 1780 Venanzio e Pietro Moro in Borgo Villalta di Udine, fittuali nobb. Caiselli (ASU Perusini 274); 1783 Rev. Matteo Moro oriundo del Fortilizio di Palma, Paroco di Perteole, afferma “Num.° dei Fanciulli incapaci della S. Comunione 400 c. Num.° degli Adulti 850 c.” (si tratterebbe della somma delle Anime di Perteole 528, Saciletto 469, Alturis 172, Mortesinis 157); 1815 Bernardo Moro di Vincenzo nato in Tavagnacco nel 1789, agricoltore, sposa Anna Gregorina figlia di Pietro Gregorino da Tavagnacco (A.P. Reana); 1815 Gio. Battista Urli nato in S. Maria Sclaunico nel 1784, figlio di Giacomo Urli da Bilirs e qui domic., agricoltore possidente, sposa Giacoma Moro di Leonardo nata nel 1789 a S. Maria Sclaunico, villica (A.P. S. Maria Sclaunicco); 1815 Lucia Zecchini di Pietro nata nel 1794 in Palma, Donna di Famiglia, sposa Domenico Moro nato in S. Lorenzo nel 1795, Marangone domic. in questa Fortezza, figlio di Valent. Moro agricoltore di Feletis (A.P. Palmanova); 1817 Giovanna Farra di Biagio agricoltore da Chiasottis, sposa Valentino Moro di Giovanni da Felettis domic. a Bicinicco (A.P. Risano); 1818 Angelo Moro di Pietro Moro detto Tonet, Villico di Forminiga, domic. a Castel Roganzuolo, sposa Domenica Benedetti di Santo detto Ros da S. Cassiano domic. a Sacile (A.P. Sacile); 1823 i Moro sono presenti a Caneva, oriundi di Brugnera e Aviano (Luchini 1997); 1889 giunge a Basaldella Santo Moro di Pietro, manovale, nato a Passariano di Codroipo (Fantini e Romanello, 2002); 1904 giunge a Campoformido Antonio Moro figlio di Angelo, nato nel 1869 a Pasian Schiavonesco (Fantini e Romanello, 2002); 1933 Antonio Moro da Domanins, oriundo da Fossalta di Piave (Luchini 1982).
Morocutti
Forse diminutivo di maròc “sciocco" (... noma ìa a podeva vîai insegnât a chel maròc di Toni una tâl scuela frase nell’idioma di Prato Carnico, dal NP). Un Zuan Maroch è documentato a Tolmezzo alla fine del Quattrocento. Oppure da maròche “merce scadente". Maròc è anche il nome d’un pesce marino (it. Gobio ceruleo). Non è da escludere una derivazione dall’aggettivo moro, dall’evidente significato, con l’aggiunta del non frequente suffisso -òc (forse avente valore accrescitivo) e del suffisso -ùt, assai frequente e con valore diminutivo. Dopo queste arzigogolazioni, pur valide, abbiamo scoperto che Moròc era nome di persona e riportiamo quanto scrive Puntel 1998: “Il nome Morocco (friulano Moroch o Maroch) appare in vari documenti del sec. XIV che riguardano la Val Pontaiba. In un testamento del 21 novembre 1348, conservato negli archivi di Paluzza, si parla di un certo Giovanni Morocho q. Nicolò da Lyusulo e di Pietro e Vargendo figli del q. Giovanni Morocco. Alla stessa data compare un Enrico Moroch da Zenodis. In data 15 gennaio 1349 è testimone in un altro testamento Enrico q. Morocco da Siaio. Nel secolo successivo si vanno formando gli attuali cognomi con alcune varianti. Così il 21 maggio 1476 Leonardo Muruchutti e Matteo q. Odorico Muruchutti da Ligosullo pagano l’affitto alla chiesa di San Daniele per un campo. Qualche anno dopo a Tausia è presente un certo Matteo di Zuan Muruchut. Nel secolo XVI questo cognome si diffonde nella vallata accanto al vecchio Morocco che si estinguerà con Giacomo (morto nel 1675) che, dal suo mestiere di mugnaio, viene chiamato Molinaro e dà, così, origine alla famiglia Molinari. In compenso lascia il suo vecchio nome di famiglia ad un borgo di Murzalis che ancora oggi si chiama Maròc. Ma perché Morocutti viene collegato a Morocco? Perché Morocutti è diminutivo di Morocco, come Biasutti è diminutivo di Biagio e Miniutti è diminutivo di Domenico. Morocco (in friulano Maròc) è un nome proprio di persona molto diffuso nel Medio Evo anche in Italia e diventato pure cognome (vedi Marocchi). È il nome di un santo! Nel De Scotorum Fortitudine pubblicato a Parigi nel 1631, David Camerarius afferma che San Moroc era abate dell’antica abbazia di Dunkeld (Scozia) nel sec. IX. La sua festa è celebrata l’8 novembre. Il cognome Morocutti si diffonde in un primo momento a Ligosullo e Tausia. Da queste due località giunge a Treppo Carnico. Giovanni, che apparteneva alla prima generazione dei Morocutti di Siaio, costruisce nel 1631 la casa detta Convènt a Trelli (com. di Paularo), alla cui comunità aveva chiesto di venire accolto come vicino per poter sposare una fanciulla del luogo. L’assemblea della vicinia si espresse a favore dell’integrazione che però di fatto non si realizzò nonostante gli sforzi di Giovanni che, alla fine, dovette andarsene e comprare un’antica casa a Zuglio, villa che faceva parte del suo canale d’origine. Questo spiega perché Giovanni fu il capostipite dei Morocutti di Zuglio. Ai nostri giorni i Morocutti sono presenti in varie parti del Friuli, dell’Italia e soprattutto in Austria; questi ultimi sono i discendenti dei cramârs o slaifers emigrati negli ultimi tre secoli. In Germania essi si chiamano Morgott e sono discendenti di un certo Giovanni Morocutti Teck emigrato a Spalt, in Baviera, nel 1726. Nella Val Pontaiba al termine dell’anno 1997 vivevano circa 80 persone con questo cognome che costituivano il 10% della popolazione". Il cognome è presente a Tolmezzo, Udine, Cassacco, Villa Santina (e Brescia!).
fonti
1463 Odorico filio Nicolai Muruchutti di Luusulo, teste in Zuglio (ASU CRS 847/1); 1470, 8 marzo divisione tra Antonio, Filippo e Sigismondo f.lli Moracutti di Ligosullo (notaio Daniele Ermacora); 1474 Giovanni Moracutti fedario del monte Barbaccit (o Barbaceit) di Ligosullo (AB); 1492, 16 genn. Daniele Morocuti q. Matteo di Tausea in controversia con ser Gio. f. e procur. di ser Paolo del Zotto di Paluzza (ANU 3888); 1505 Caterina q. Filippo Moracuti di Ligosullo sp. Franc. del Mor di Liusulo (notaio Nic. Ianis); 1505, 10 ott. Giusto Morocutti q. Mattia di Tausia vende parte di campo a Franc. del Lor di Liusulo (not. Nic. Ianis); 1508, 9 aprile m.° Vincenzo d.° Moroch q. Nic. di Salt (ANU 727). Biasutti: Maroc? 1510 Iusto Morochuto de Siaio (Corgnali); 1521 Giusto q. Matteo Morocutti di Tausia (notaio Andrea Vigna); 1512, 29 genn. Zenodis. Bertolo e Daniele vendono prato a Daniele Morocutti di Tausia (ASU Perg. Sicorti); 1522, 10 ottobre Pietro Muruchut q. Leon. da Canale S. Pietro Carnia – teste in S. Daniele (ANU 3897); 1534, 7 genn. Daniele Morocutti de Tausia assume a livello da Matteo d.° Brith di Zenodis un campo in località Cual (not. Cristof. Angeli); 1536, 28 marzo Simone Morocutti f. di Giac. di Liussut abit. in Siai doveva £ 75 a ser Giac. de Portuneris S. Daniele (ANU 3902); 1599 Domenico di Brigida q. Mattia q. Ant. Morocutti di Tausia sp. Orsola di Zuanne Morocutti (Filze); 1695 don Joannes Morocutti de Zuglio è sacerdote (ACAU); 1759 Floreano Antonio Morocutti q. Antonio notaio da Tausia (ASU); 1848 nasce a Pasiano di Pordenone Napoleone Vincenzo Morocutti (Begotti 1986).
Moroldo
Da un nome di persona di origine germanica (Rossi, 1987-88). Come nome è documentato, nel 1301, proprio ad Amaro (Maroldus de Amar) dove, attualmente, è ben rappresentato come cognome. È attestato, come nome, anche con Maroldo Jacobi a Fanna nel 1339 (Rossi, 1987-88) e con Maroldus aurifex nel NA. Nel secolo successivo, in Carnia (Val Pesarina) assume già connotazioni di cognome: 1415 Nicolaus q. Nicolai Marolt de Pratodumbli; 1459 Petrum Maroldi de Prato (A. Roia). Nello Schedario Corgnali: 1222 q. Maroldi a Polcenigo; 1300 Maroldum de Fana; 1301 Maroldus de Amar; 1323 Nicolaus dictus Maroldus Accanus de Cavacio; 1341 q. Maroldi a Buja; 1411 Lor. Maroldi de Maserijs. Oltre che ad Amaro è presente a Zuglio e Tolmezzo. Nel 1930 c’erano 9 famiglie Moroldo in Monticello di Moggio, 7 delle quali soprannominate Maròlt. Per i Moròldo di Amaro cediamo la parola a Moroldo 1999 “Nei registri della parrocchia è segnato come Marold (fine del Cinquecento), Moroldi (metà del Seicento) e poi Moroldo (1680 circa). L’origine documentata dei Moroldo evidenzia la venuta in più ondate migratorie dalla zona di Moggio e precisamente da Moggio Inferiore, anche se sembrerebbero oriundi della frazione di Monticello, dove vi sono alcune famiglie e tracce evidenti del cognome. L’ultimo arrivo, da Monticello di Moggio, è quello che darà origine alla casata dei Nìte. Ulteriori ricerche nell’archivio dell’Abbazia di Moggio potrebbero forse dimostrare l’appartenenza delle casate dei Moroldo di Amaro ad un’unica stirpe...". A Forni di Sopra il toponimo in Maròlt.
fonti
1453, 21 aprile testa Rodolfo q. Macor q. Maroldo de Maroldi da Masieris (ANU 3874); 1489 Ser Giovann Moroldi q. Bertrando pellicciaio di Udine (Osp. 246); 1694, 16 dicembre creditore di £ 21 s. 10 verso Martino q. Marco di Aiello (Giac. Clapiz); 1519 Giacomo Moroldi q. Simone notaio da Udine (ASU); 1545, 13 ag. Giacomo Maroldo q. Simone da Moggio – notaio e cancelliere di Rosazzo (6 Civilium Rosazzo). Biasutti: nota che egli si segna Maroldus et Modius non Moroldus de Modio. 1547 Giovanni Maroldo notaio in Udine – suo suocero era il notaio Giacomo Maroldo (ACR 601/1); 1578, 24 giugno nob. Giovanni Maroldo eletto Priore Osp. Udine (Osp. 295,30); 1550 Giuseppe Moroldi notaio da Udine (ASU); 1597, 16 sett. mons. Giocondo Moroldo di Giuseppe can. Udine – caduto in censure per lite con ser Silvestro Zambelli mercante Udine (Extraordinariorum); 1645, 13 giugno Titta Marano da Brazzano colono del Sig. Giacomo Moroldo -accusato di magia (ACAU – Inq. pr. 960); 1657 Enrico Speciaro Moroldo di Dierico sp. Maddalena di Giac. Moruzzola (Filze); 1699, 17 febb. nob. dott. Girolamo Moroldi da Udine fa la dotte alla f. Dorotea tra le Cappuccine Udine duc. 200 (ACR 599/1); 1703, 24 giugno nob. Bartolomio Moroldi, già Casiero Monte Pietà Udine - eletto Priore Osp. Udine (Osp. 301); 1742 Gio. Batta Moroldo, cameraro Chiesa di S. Valentino d’Amaro (ASU CRS 2); 1765, 14 giugno coo. Pre Francesco, Bartolomeo, Michele, Tomaso e Matteo f.lli Gallici e Marianna Moroldi moglie di Tomaso giurisdicenti di Colloredo Prato – (Rescr. Apost.); 1781 Antonio di Gottardo q. Antonio q. Gottardo Moroldo da Moggio sp. Benvenuta di Mattia Toniutto di ivi (Filze).
Moroso
Dal nome personale Amoroso, a sua volta dall’identico aggettivo nel significato di “molto caro, amato" (Rapelli, 1995). Nello Schedario Corgnali: 1357 Dona Morosa a Udine; 1365 Morosa filia Dalperti a Mels; 1472 dona Morosa a Spilimbergo. Si trova a San Daniele, Tricesimo, Codroipo, Udine.
fonti
1539 Domenico Moroso q. Antonio di Bernardo da S. Daniele Sopra castello – in lite con m.° G. Ant. Filippuzzi (ANU 3911); 1565 Florenza f. q. Leon. Moroso da S. Daniele moglie di Simone Tondulo di Udine (ANU 3920); 1565, 6 aprile Franc. Muros (oppure de Moròs) e f.llo di S. Daniele (ANU 3934); 1584, 17 maggio Gaspare Moroso q. Gio. da S. Daniele vuol cacciar di casa il figliastro Bartol. q. Leon. Rovereto di Ragogna al quale deve dare duc. 6 (ANU 3937); 1659, 9 dic. don Antonio Moroso da S. Daniele – il padre Pietro gli fa patrim. eccl. – aveva studiato a S. Daniele (AB) / 1673 capp. di Zompicchia (Civilium) / 1697 muore a Zompicchia a. 60 (Reg. Defunti); 1685, 16 maggio Gio. Batta Moroso (scr. Moros) da S. Daniele accusato di espressioni teologicamente erronee – avrebbe affermato: quando sono morto facciano ciò che vogliono di me, non credo ad altro (ACAU – Inq. pr. 567); 1702 don Petrus Morosus de S. Daniele è sacerdote (ACAU); 1713 m.° Antonio Moroso, degan di Zumpicchia (ASU CRS 845/1); 1815, 23 nov. Giuseppe Giovanni Moroso nato a Venezia nel 1888, falegname domic. in Ariis e figlio di Giuseppe Osualdo, bajulo in Venezia, sposa Anna Maria Borghese nata in Ariis nel 1799 e figlia di Bortolomio oste d’Ariis (A.P. Ariis); 1891 Valentino Moroso, colono del Conte Orazio d’Arcano, con la media del 7 viene premiato con crusca, cuoio, coltelli e ramina, valore lire 4, per frequenza domenicale a conferenze per agricoltori di Fagagna (BCU Bull. Agr. Fr.).
Morossi
Probabilmente come Moro (vedi), ma con l’aggiunta del suffisso -òs come in Bertossi, Bottòs, Linossi, ecc. Nel 1219 un Morossius de Sancto Quirino (D. P.). Nello Schedario Corgnali: 1459 dona Morossa a Udine; 1489 Dominici Morosso (o della Morossa) de Sclaunicho. Questo cognome ha una buona diffusione a Cimolàis ed è rappresentato a Pordenone.
fonti
1638 dott. Andrea Morossi cittad. di Venzone – era medico stipendiato dalla Comunità di Venzone (AB); 1659, 9 dicembre Sig. Gasparo Morosso q. Sig. Simon da Latisana – testa – lascia dobloni 106 per dar principio a un Monast. di S. Ant. (femminile) in Latis. e 105 duc. di livelo che percepisce dalla fortezza Marano (77 dalla Comunità e 28 da Sig. Giac. Balan) per far alt. in detto monast. con ai lati statue S. Franc. e S. Chiara. Esecutori testam. il parente don Andrea Gordino e sig. Franc. Donati (ACR 251 fogli sciolti); 1665 nob. Giacomo Morossi citt.no di Venzone ha Locato Terreno à Simone q. Zuanne Valent del Borgo di Portis (ASU Perusini 127); 1688 Morosso Morossi notaio da Latisana (ASU); 1689, 21 febb. dispensa per sposare Laura Stella adulta abit. Monast. S. Spirito Udine (Extraordinariorum); 1710 Gaspare Morosso q. Tomaso notaio da Latisana (ASU); 1724 condannato ad anni 20 di bando per falso notarile e se preso a 10 di prigione ferrata e poi ricominci il bando (ACR 533/10); 1731 Carlo Morossi da Latisana – Primo cancelliere del Comune – nel 1733 è cancelliere e notaio (Filze); 1761, 19 genn. nob. Giacomo Concina de S. Daniele – disp. pubbl. perché sua f. Annamaria sposi il nob. Franc. di Carlo Morossi di Latisana d’anni 21 (Filze); 1800 i Morossi presenti a Fratta di Caneva (Luchini 1997); 1804 Antonio Morossi notaio Latisana (AB).
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