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cloc
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bilingue

cloc ,
  • 1

    s.m.inv. sclip, plof, cloc Copia

    [CO] (vôs che e imite il sunsûr di une gote che e cole)

monolingue

sclip s.m.
Piçule cuantitât di licuit
sinonimi
cluc, gote, lagrime, got, sluc
esempi
"Rosute e meteve li devant lis ultimis rosis di Atom e la viele, ogni tant, lis bagnave cul cop da la aghe, e spandeve cualchi sclip su la breute de gjoçule"
da "La aghe da pît la cleve" di Dino Virgili
"Pine e cirive di fâi bevi un sclip di marsale par tirâlu sù di fuarcis"
da "Il fi de Rosse" di Pieri Menis
sclip s.m.
Piçule cuantitât di cualsisei robe, materiâl o ancje imateriâl (fig.)
esempi
"intun ordenament di libertât e di responsabilitât, che al puartarès finalmentri un sclip di vere democrazie"
da "La gnespule malmadure" di Josef Marchet
"si scugnive fâ un sclip di propagande"
da "Pre Pitin" di Antoni Beline
"Carli al riduçave, ma cuntun sclip di amâr"
da "Zûcs di Istât" di Agnul di Spere
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cognomi

Clocchiatti
Il suffisso -àt ha valore spregiativo e, qui, si applicherà a clocje nel senso di “chioccia" o di “ceppaia". Oppure a clòtie “impiccio" che, riferito a persona, può divenire “impiastro". Quando N. Petris vuole spiegare il cognome Cloch che ebbe vita effimera a Zoppola afferma che potrebbe ipoteticamente ricondursi all’aggettivale desueto chioccio “quieto", “zitto", “infermiccio", termine di origine onomatopeica da cui “chioccia", “chiocciare" e, quindi, per accostamento, un soprannome indicante “persona malaticcia e/o pigra che ama starsene al calduccio, a poltrire". Nello Schedario Corgnali: 1535 Zuan Cloch de Portabrosana; 1564 heredes q. Tonsi Cocchiatti de Tavagnaco; 1593 Vicenzo Clochiat di Tavagnà. Cognome caratteristico di Ravosa di Povoletto; si trova anche a Udine, Tavagnacco (Colugna), Pagnacco, Reana, Tricesimo, Martignacco.
fonti
1547 Antonium della Clochiade de Tavagnaco, in Reana (ASU CRS 402/1); 1560, 22 aprile Tomaso Clochiat da Grupignano vende per L. 19 diritti su campi del monast. Cella a Ser Andrea q. Sig. Bartol. Rizzi (ACR 140/2 c. 88); 1646 don Giovanni Clochiatus di Ioseph Iacutii da Bottenico (Patrimonium); 1649 don Girolamo Clocchiatto di Grupignano capp. nella chiesa di S. Stefano di Palazzolo – minacce di morte – ottiene di star assente 6 mesi sostituendo a sé don Giac. del Vecchio di Campoformio (Extraordinariorum); 1649, 12 aprile Sig. Francesco Gioviano chirurgo in Cividale – aveva medicato don Girol. Clocchiatti da Grupignano (Mandatorum); 1664 Rev.do Zuanne Clochiatto direttore della Chiesa di S. Martino di Ravosa nella quale viene istituita la Fraterna del SS.mo Sacram. e Rosario (ASU CRS 401/1); 1672 Ser Giacomo Clocchiatto da Moimacco “pubblico Agrimensore” (AB); 1675, 2 luglio don Zuanne Clocchiatto (o Clochiato) da Moimacco curato di Ravosa (Mandatorum). Biasutti: è con lui che i Clocchiatti di Ravosa vi mettono sede provenendo da Moimacco. 1690, 9 aprile don Agostino Clocchiatti di Gregorio da Ravosa abit. Udine Redentore. Studiava dai Domenicani di S. Pietro M. (Filze); 1693, 31 agosto don Bernardo Clocchiatto q. Gius. da Tavagnacco nato nel 1671 – il f.llo Paolo gli fa patrim. eccl. – studiava filosofia sotto don Valent. Petrei di Cavallicco (Patrimoni); 1708 Ser Antonio Clochiato, cameraro Chiesa S. Giorgio di Pagnaco (ASU CRS 309/3); 1732 m.° Sebast. Clochiatto, gastaldo della Fraterna del SS.mo Rosario di Tavagnacco (ASU CRS 518); 1738 Ser Bernardo q. Paolo Clogiato (o Clochiatto) di Tavagnaco, priore Fraterna B.V. di Consolazione di Reana (ASU CRS 401/2); 1747 Antonio Clocchiatto fenestrer d’Udine, fittuale nobb. Colloredo (ASU Perusini 693.6); 1754 Valentin Clochiatto di Castellerio fitt. nobb. Colloredo (ASU Perusini 558.9); 1770 Giovanni Clocchiatti era causidico in Udine (AB); 1789 Giovanni Giuseppe Clocchiatti q. Paolo notaio di Udine e Tavagnacco (ASU); 1815 Angelo Toso di Leonardo nato nel 1790 a Feletto, contadino, sposa Angela Clocchiatto di Lorenzo nata nel 1796 in Feletto, contadina (A.P. Udine Paderno); 1846 Angelo Clochiatti di Laibacco, fittuale nobb. Colloredo (ASU Arch. Perusini 716/11).
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